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Partito radicale - 26 luglio 1993
Biografia di Olivier Dupuis

Olivier Dupuis è nato nel 1958 ad Ath (Belgio). Dottore in Scienze Politiche e Sociali (Università di Lovanio), è iscritto al Partito radicale dal 1981. Impegnato in quel periodo nella campagna contro lo sterminio per fame, partecipa a numerose azioni nonviolente che gli fanno conoscere a molte riprese le questure bruxellesi. Per l'applicazione della legge detta "Legge Sopravvivenza", votata da una larga maggioranza del Parlamento belga, persegue nel 1982 uno sciopero della fame di cinque settimane. Sempre nel 1982 è arrestato a Praga e detenuto per tre giorni con altri due militanti radicali prima di essere espulso e interdetto di soggiorno per cinque anni per avere distribuito a Piazza Venceslao dei volantini in favore della Democrazia, per il diritto alla vita e la vita del diritto.

Nel settembre 1985 è arrestato a Dubrovnik e detenuto nuovamente per tre giorni e interdetto di soggiorno per tre anni per avere distribuito su tutta la costa dalmata, a Zagabria ed a Belgrado, con una decina di altri radicali, migliaia di volantini nei quali si chiedeva l'adesione immediata della Jugoslavia alla Comunità europea, unico modo e luogo di transizione pacifica alla democrazia per questo paese.

Nell'ottobre 1985, poiché considera che sia la difesa militare sia la cosiddetta alternativa civile sono incapaci di affrontare le reali minacce alla pace ed alla sicurezza costituite dall'assenza di democrazia nell'Europa dell'Est e dal non rispetto del diritto alla vita nel sud del mondo, è arrestato di fronte al Palazzo del Berlaymont ed incarcerato per diserzione. Condannato in prima istanza ed in appello a due anni di prigione, è incarcerato prima a Saint-Gilles, a Lovanio poi. Alla sua liberazione, dopo 11 mesi di carcere, compie ancora una sostituzione di pena di due anni presso l'Organizzazione "Food and Disarmament".

Dal 1987 si reca frequentemente in Europa Centrale ed Orientale, dove il Partito radicale lotta, tra l'altro, con il movimento "Wolnosc i Pokok" (Pace e Libertà) per l'istituzione dell'obiezione di coscienza in Polonia. Durante questi anni collabora anche con gli organi d'informazione del Pr.

Alla fine del 1988 si reca spesso in Ungheria per verificare le possibilità, dopo il rifiuto delle autorità di Belgrado, di organizzare il congresso del Partito radicale a Budapest. Vi si istalla nel gennaio 1989 dopo che le autorità ungheresi hanno dato il via definitivo alla tenuta del congresso radicale. Dopo il congresso, nell'aprile 1989, mentre rari erano ancora quelli che credevano ad una possibile caduta della cortina di ferro, partecipa alla organizzazione dei primi nuclei radicali in Europa centrale.

Nel dicembre 1991, mentre la Comunità europea si ostina, sotto la pressione della Francia e dell'Inghilterra, a non riconoscere le repubbliche della ex Jugoslavia, si reca con Marco Pannella ed altri radicali antimilitaristi nelle trincee che circondano Osijek, la città assediata di Slavonia, ed indossa la divisa croata.

Nel corso degli ultimi due anni moltiplica, sempre nel quadro del processo di sviluppo del Partito radicale, i contatti con i parlamentari dei paesi d'Europa centrale, sempre più numerosi (attualmente più di 600 nel mondo) ad iscriversi al Partito radicale, coordinando tra l'altro delle azioni parlamentari a favore della istituzione del Tribunale internazionale contro i crimini di guerra commessi nella ex Jugoslavia e per il riconoscimento internazionale della Repubblica di Macedonia.

A Sofia, nel luglio 1993, viene eletto presidente del Consiglio Generale del Partito radicale.

 
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