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La Stampa - 22 ottobre 1993
I radicali presentano il loro giornale

SOMMARIO: Breve informazione sul progetto editoriale per "1994 - Il quotidiano radicale" e le sue caratteristiche.

(LA STAMPA, 22 0ttobre 1993)

Roma. Il partito radicale torna alla carica e spera in "almeno 30 40 mila iscritti per sopravvivere". Li cerca in modo diverso dalle tradizionali sottoscrizioni degli ultimi anni, rilanciando - a vent'anni di distanza - il "quotidiano radicale". Si chiama "1994" (50 mila copie di tiratura) ed è erede di "Liberazione", il foglio che nel 1974 accompagnò il referendum sul divorzio e la sua vittoria. "Andremo avanti fino all'esaurimento psicofisico e finanziario - sostiene Emma Bonino.- Il giornale servirà a documentare le nostre battaglie di oggi: quella per l'istituzione di un tribunale internazionale sui crimini nella ex-Jugoslavia, per l'abolizione della pena di morte, per la legalizzazione della droga (l'ha decisa anche Clinton, ma in Italia tutti hanno fatto finta di non accorgersene), per l'ecologia. Sono temi sui quali, in tempo di Tangentopoli, esiste la distrazione più totale di buona parte dei media".

La caratteristica di "1994" sarà quella di essere fatto soprattutto di foto, provenienti dall'archivio radicale e da quelli di "fotografi amici, testimoni di questi lunghi anni di vita politica del Paese". Inoltre, i principali pubblicitari e disegnatori satirici italiani, da Toscani a Sanna, da Pirella a Staino e Bucchi, "raccontano" il Pr come un prodotto di mercato.

Dunque, un giornale che parla per immagini, che si affida al loro potere evocativo, anche con l'intento di diventare il testimonial della nuova campagna di iscrizione. "Sfido qualunque partito italiano a sopravvivere con meno di 10 miliardi l'anno", osserva Emma Bonino.

E i dodici miliardi raccolti con l'insistente campagna dello scorso anno che fine hanno fatto? "Sei sono serviti per pagare i debiti, altrettanti per campare in questi mesi. Lunedì, nel corso di una conferenza stampa per presentare il nuovo quotidiano, renderò conto su come li abbiamo spesi".

 
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