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Spadaccia Gianfranco - 28 ottobre 1993
Attualità del laicismo
di Gianfranco Spadaccia

da "Il Partito Nuovo, 1991

SOMMARIO: Difende il valore del "laicismo", della "laicità", contro coloro che tendono a considerare questo termine come "obsoleto" e a riconoscergli un valore "soltanto storico". Costoro peccano di "eurocentrismo" e di una forma di "razzismo culturale". Laicismo e laicità sono termini di valore universale ed attuale, se pensiamo a quanto avviene presso "intere culture e civiltà": ovviamente, in primo luogo nel mondo islamico, ma anche all'interno del "democratico e 'laico' Israele" o nella Polonia, il "paese del papa", dove è possibile una "rivincita clericale".

(1994 - IL QUOTIDIANO RADICALE, 28 ottobre 1993)

E' un termine che ha contrassegnato la lotta non solo contro le forme di governo teocratico, ma anche in genere contro i condizionamenti e le forme di potere clericale che erano di ostacolo all'affermarsi dello Stato moderno e della libertà di culto e di religione. In questi Paesi per Stato laico, si è inteso, di conseguenza, quello Stato che si era affrancato dai vincoli e dai condizionamenti della Chiesa, ma a sua volta rinunciava e si impediva sconfinamenti nella vita interna delle confessioni religiose e nella libertà e di religione e di culto [...]. Molti politici e teorici della politica tendono a considerarlo oramai un termine obsoleto e a riconoscergli un valore soltanto storico. Peccano tuttavia, purtroppo, di eurocentrismo, e quasi automaticamente e inconsapevolmente di una forma di razzismo culturale, che dà per scontato che i valori del laicismo e della tolleranza religiosa e civile non siano esportabili in altre civiltà ed altre culture.

Ma se si ritiene, come noi riteniamo, che si tratti invece di valori universali, se non si intende abbandonare per un eccesso di semplificazione all'egemonia di correnti minoritarie di carattere intollerante e integralistico intere culture e civiltà (come sta accadendo a una cultura religiosa ricca e complessa, articolata e pluralistica come è stato storicamente l'islamismo, che in occidente si tende sempre di più ad identificare con il fondamentalismo), mai come oggi è invece necessario rivendicare e riconquistare l'attualità dei valori del laicismo.

Di fronte al tragico riproporsi del fanatismo religioso bisogna affermare la necessità di separare la religiosità, ogni autentica manifestazione di religiosità, da ogni forma di integralismo. Per convincersene non è necessario guardare solo all'Islam o allo scontro dei fanatismi induisti e mussulmani in alcuni Stati dell'India. Basta vivere all'interno del perimetro della civiltà giudaico-cristiana, al pericolo dell'affermarsi di un clericalismo rabbinico all'interno del democratico e "laico" Israele, o al pericolo, non solo teorico, di una rivincita clericale nel paese del Papa, la cattolica Polonia.

 
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