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Vito Elio - 12 novembre 1993
Per un dibattito delle forze di sinistra
di Elio Vito

SOMMARIO: Il deputato radicale Elio Vito spiega le ragioni per cui la Lista Pannella non ha aderito al cartello dei partiti in appoggio alla candidatura di Antonio Bassolino a sindaco di Napoli e non ha presentato né lista né candidati. Il metodo imposto dal PDS, che ha subito proposto un suo candidato, accettato supinamente anche da forze come Rifondazione Comunista, segna purtroppo "la fine della speranza di individuare una candidatura comune delle forze progressiste". La Lista Pannella punta dunque ora alla prospettiva del "Partito Democratico".

(LIBERAZIONE, EDIZIONE NAPOLETANA, 12 novembre 1993)

Quando abbiamo scelto di non presentarci alle elezioni comunali ci siamo augurati che la nostra decisione potesse servire almeno a riaprire un confronto ed un dibattito tra le forze della sinistra su obiettivi ed orizzonti che fossero più ampi di quelli delle strumentali polemiche elettorali. Purtroppo, così sinora non è avvenuto. Speriamo che possa essere proprio questa sede e questo spazio il modo per avviare questo dibattito.

Ritengo comunque utile ricordare le nostre ragioni e motivazioni.

1) Ad agosto la sinistra napoletana ci ha lasciati soli nel contestare la legittimità del decreto di scioglimento del Consiglio Comunale per motivi di ordine pubblico.

Eppure, con quella iniziativa avevamo voluto manifestare una forte preoccupazione per la tutela delle autonomie locali, che appartiene alla migliore tradizione democratica e dovrebbe essere una bandiera irrinunciabile per chi si candida a governare la città.

Per avere posto una questione centrale di tutela delle autonomie locali siamo stati rappresentati come i peggiori difensori del "vecchio" Consiglio Comunale degli inquisiti, rispetto ai quali siamo stati per anni solitari e fieri oppositori.

Forse anche solo per questo avremmo potuto constatare una impossibilità ad operare insieme con forze e persone che non sono disponibili a difendere fondamentali ed elementari principi del diritto e della democrazia.

2) Abbiamo poi partecipato al balletto degli incontri e delle riunioni del "Forum delle forze progressiste", rilevando subito come quelle riunioni somigliavano più ai vecchi interpartitici che ad un modo nuovo di fare politica.

Il PDS ha per settimane sostanzialmente "imballato" il Forum, avendo già annunciato la candidatura ed iniziato la campagna elettorale per Antonio Bassolino.

L'impossibilità di accettare un metodo così arrogante e palesemente egemonico ha per noi segnato la fine della speranza di individuare una candidatura comune delle forze progressiste.

Ma è stato davvero sorprendente - e per certi versi preoccupante - constatare che forze della sinistra, come Rifondazione Comunista, che dovrebbero distinguersi proprio per la loro autonomia dal PDS, hanno ceduto senza troppi problemi e difficoltà, collocandosi in un ruolo di chiara subalternità rispetto al PDS e ai suoi metodi.

3) Ora, la campagna elettorale è terribilmente vuota e stupida. Senza contenuti, con polemiche, critiche pretestuose e demagogiche, soprattutto a sinistra. L'unica concreta possibilità di successo di un candidato della sinistra è quella di puntare a fare il pieno al secondo turno dei "voti antifascisti" (democristiani compresi) contro la Mussolini. Bella prospettiva!

In questa desolante situazione, la presentazione della nostra lista alle elezioni comunali poteva solo contribuire ad aumentare la conflittualità politica e la dispersione dei voti tra forze che a noi interessa tenere insieme, nella prospettiva del Partito Democratico, con un sistema elettorale davvero nuovo, nel quale la gente sia chiamata a scegliere non tra le venti liste che si presentano oggi, ma tra comprensibili ed alternative proposte.

La difficile, costosa e dolorosa decisione di non presentarci alle elezioni vuole servire a questo progetto, a costituire la Lista Pannella per il Partito Democratico come luogo e mezzo per superare le divisioni e per recuperare una prospettiva comune tra le forze democratiche, progressiste, di sinistra a Napoli.

La nostra rinuncia è quindi una offerta, agli altri tocca adesso saperla raccogliere.

Elio Vito

deputato della Lista Pannella

 
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