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Il quotidiano radicale, Giglio Giancarlo - 12 novembre 1993
Storie del transpartito: Giancarlo Giglio*
Servono uomini radicalmente fedeli alle proprie idee

SOMMARIO: Quali sono i problemi, le difficoltà che deve incontrare chi, non avendo mai fatto politica, decide ora di dedicarvisi, attratto dalla "frattura" che si è determinata nel "vecchio sistema"? Giglio è "felice" di partecipare, "con l'amaro in bocca", ma la sua decisione "non è per nulla semplice". Pannella è per lui un "vecchio amore". Giudica Marco "una persona di grande rigore mentale", "coraggiosa". L'Italia ha un "disperato bisogno di uomini radicalmente fedeli alle proprie idee". Insomma, "se non esistesse Marco Pannella bisognerebbe inventarlo", l'Italia gli deve molto.

(1994 - IL QUOTIDIANO RADICALE, 12 novembre 1993)

Una società di ingegneria elettronica specializzata in settori avanzati (Spazio, Difesa, Banche, Telecomunicazioni).

E' il campo d'attività di Giancarlo Giglio, imprenditore, anzi, per dirla all'americana, "self made man", attualmente anche tesoriere di Alleanza Democratica, nonché iscritto al Partito Radicale.

"Abbiamo finito per occuparci delle cose più complicate per la nostra dimostrata incapacità di entrare nel sistema di Tangentopoli".

Uno dei maggiori guai prodotti dal sistema partitocratico, afferma l'"addista" Giglio è stata la "selezione negativa del personale politico e burocratico. Per anni ed anni hanno fatto carriera solamente le persone "affidabili", cioè i furbi, ed i corrompibili. Per gli altri non c'è stato spazio.

Quando hai deciso di buttarti in politica?

Quando mi sono accorto che si poteva creare una frattura nel vecchio sistema. Quando poteva valere la pena. In un certo senso mi sono sentito come mio padre quando è entrato nella Resistenza: felice che fosse iniziata, felice di parteciparvi ma con l'amaro in bocca per non aver fatto nulla prima. Ma non è per nulla semplice: mi sono infatti reso conto che è un vero problema fare politica rimanendo nella società civile. Si tratta di un equilibrio difficilissimo da raggiungere. La ragione probabilmente sta anche dell'attuale organizzazione dell'attività politica. Ti trovi immerso fra i professionisti. Insomma, o dai tutto o non dai nulla. In particolare, poi, trovo molto frustrante la tecnica delle riunioni politiche. Ognuno, a turno, fa il suo bravo discorsetto, spesso preparato prima, e non si stabilisce quindi un effettivo dialogo fra i vari interlocutori".

E così da bravo imprenditore, sei diventato tesoriere...

Alla fin fine, questo è un modo per pagare il mio vecchio debito con la politica.

Anche la tua adesione al Partito radicale costituisce il pagamento di un debito?

Marco Pannella è un mio vecchio amore. E' vero che, fino a poco tempo fa, non ho fatto politica attiva, ma è pure vero che sono stato molto interessato e ho partecipato alle vicende politiche, seppure in maniera passiva. Radio Radicale, per fare un esempio, è una cosa tipicamente italiana e geniale. Per quello che mi riguarda, è l'unica Radio che ascolto. La mattina mi sveglio e sento la rassegna stampa di Radio Radicale: è il classico punto di riferimento.

Qual è la tua opinione su Marco Pannella?

Marco è una persona che io stimo moltissimo. Certamente ha i suoi difetti, che posso vedere anche meglio, ora che lo conosco. Ma è una persona di grande rigore mentale; un fatto, questo, estremamente raro. Molti dicono che è faticoso seguire i discorsi di Marco, così pieni di parentesi, per me invece è interessantissimo. Quelle parentesi hanno sempre un significato.

Quando li sento, quando parliamo insieme, seguo con gusto il percorso del suo ragionamento; è per me quasi uno spettacolo. Mi piace, intellettualmente. E poi Marco è una persona coraggiosa; e gli uomini coraggiosi devono essere amati. E' un uomo che non è disposto a cedere nulla di sé per qualcosa che possa tornargli utile. Questa caratteristica lo rende quasi unico.

Io sono circondato, attualmente, da persone nuove della politica e sinceramente animate di buone ed utili intenzioni. Nonostante questo, vedo che troppo spesso le loro opinioni sono influenzate da motivi di convenienza politica. Questo è sbagliato. Ritengo, invece, che l'Italia abbia un disperato bisogno di uomini radicalmente fedeli alle proprie idee ed ai propri principi, fino in fondo e a prescindere dalle conseguenze.

Questo è l'atteggiamento che manca di più in Italia. Insomma, se non esistesse Marco Pannella bisognerebbe proprio inventarlo. E poi oggettivamente penso che la società italiana sarebbe diversa se Marco non ci fosse stato. Diversa da molti punti di vista: divorzio, aborto, ma non solo, Marco è anche altre cose. Mi piace ad esempio il suo difendere le cause giuste anche a prescindere dalle probabilità di riuscita.

Per esempio?

Per esempio quando difende anche l'attuale Parlamento (cosa c'è di più impopolare?) o quando rifiuta di combattere, ora, i potenti di un tempo. Lui li ha combattuti prima, quando sembravano intoccabili. Ha ragione: sono le jene che combattono contro chi non è più in grado (o quasi) di lottare. La gente fa fatica a capirlo. Arriverà però, anche in questo caso, il giorno in cui gli darà ancora una volta ragione.

* Tesoriere di Alleanza Democratica

 
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