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Il quotidiano radicale - 25 novembre 1993
De Lorenzo in galera!

Sull'arresto dell'ex ministro De Lorenzo il parlamento si è diviso. Anche i deputati iscritti al Partito radicale. Ognuno ha votato secondo coscienza. Ecco alcune motivazioni

SOMMARIO: Sono raccolte le motivazioni di voto con le quali diversi deputati radicali hanno accolto o respinto la richiesta di arresti del Ministro. Rispondono Tiziana Majolo:"De Lorenzo non ha la possibilità di inquinare le prove"; Alfonso Pecoraro Scanio:"Voto a favore, per il principio che i casi vanno discussi e votati uno per volta"; Ottavio Lavaggi:"Sì all'arresto, perché nella richiesta non c'è intento persecutorio"; Marco Taradash:"Mi trovo costretto a decidere per la detenzione di una persona"; Roberto Cicciomessere: "E' impossibile che De Lorenzo, reo confesso, possa inquinare le prove".

(1994 - IL QUOTIDIANO RADICALE, 25 novembre 1993)

So che forse l'opinione pubblica giudicherà in modo negativo il mio operato, e so anche che, nei confronti di qualunque cittadino avesse avuto i comportamenti dell'onorevole Di Lorenzo, sarebbe scattata una custodia cautelare giusta e necessaria. Tuttavia, mi domando: fino a che punto la Magistratura può modificare la fisionomia del Parlamento; e sussistono davvero le condizioni richieste dall'articolo 274 del Codice di procedura penale?

Il problema non è se l'onorevole De Lorenzo abbia - e ce l'ha - o no una propensione all'inquinamento delle prove, ma se abbia la possibilità concreta di farlo. E non ce l'ha né lui né nessun altro.

Con molto dispiacere voterò contro la richiesta di arresto avanzata nei suoi confronti.

Tiziana Maiolo

Eletta nelle liste di Rifondazione comunista e iscritta radicale

Con la votazione di oggi è necessario ripristinare il principio secondo cui i diversi casi si discutono e si votano uno alla volta. Non stiamo stabilendo che quando ci sia richiesta l'autorizzazione a procedere essa debba essere sempre concessa: stiamo discutendo di un caso eclatante, estremamente grave, profondamente diverso dagli altri che sono stati sottoposti al nostro esame. Se noi sosteniamo che è passato troppo tempo dalla richiesta, finiamo con l'affermare che non sarà mai possibile procedere all'arresto di un parlamentare. Per questo io voterò a favore dell'autorizzazione all'arresto.

Alfonso Pecoraro Scanio

Eletto nelle Liste Verdi e iscritto radicale

Nutro forti dubbi e preoccupazioni per il modo in cui nel nostro paese viene adoperata la custodia cautelare. Avverto, però, tale preoccupazione verso i cittadini comuni piuttosto che verso gli imputati poltici. Credo che di fronte alla gisutizia il parlamentare sia un cittadino come un altro che, però, gode di una guarentigia in più: la protezione che la sua assemblea gli offre nel caso in cui vi siano persecuzioni giudiziarie politicamente motivate. Non vedo nella richiesta della magistratura un intento persecutorio nei confronti dell'on. De lorenzo, per questo voterò acconsentendo al suo arresto.

Ottavio Lavaggi

Eletto del Partito repubblicano e tesoriere del Partito radicale

Credo che il carcere - quando è custodia cautelare - sia una forma surrogatoria della tortura: per questo deve essere limitata a casi estremi. Ma io sono di quei parlamentari che ritengono che il Parlamento debba decidere sulla sua integrità e sull'eventualità che l'attacco politico provenga dalla magistratura. In questo caso, devo valutare se, nel momento della richiesta d'arresto, ci fossero ragioni per farlo e non ci fosse invece un fumus persecutionis. A questo argomento devo legittimamente rispondere per conservare il potere di delibera del Parlamento stesso. Mi vedo costretto a decidere con il mio voto per la detenzione di una persona.

Marco Taradash

Eletto della Lista Pannella e iscritto radicale

Forse pochi sono consapevoli che in Italia, grazie anche a due decenni di battaglie radicali, non c'è più la carcerazione preventiva. L'arresto non è più "espiazione anticipata della pena", ma misura cautelare che dovrebbe essere adottata solo eccezionalmente quando c'è pericolo di fuga o di inquinamento delle prove oppure di ripetizione dello stesso reato. Per De Lorenzo il pubblico ministero ha chiesto l'arresto ipotizzando una sua capacità di ostacolare il reperimento delle prove. Ma come si possono inquinare le prove, condizionare i testi quando c'è la confessione? De Lorenzo ha infatti ammesso di aver preso quei soldi, di aver violato la legge sul finanziamento dei partiti. Il PM sostiene che ha anche corrotto: sarà il processo che stabilirà come deve essere qualificato penalmente quel comportamento sicuramente illecito che De Lorenzo ha ammesso e come deve essere di conseguenza sanzionato. Perché dunque stabilire che solo per De Lorenzo bisogna ripristinare la tanto deprecata carcerazione preventiva? S

e non si trattasse del "mostro" che ha "speculato sui malati", ce la sentiremmo di autorizzare una violazione così patente della legge? La legge è uguale per tutti?

Roberto Cicciomessere

Eletto nella Lista Pannella e iscritto radicale

 
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