Radicali.it - sito ufficiale di Radicali Italiani
Notizie Radicali, il giornale telematico di Radicali Italiani
cerca [dal 1999]


i testi dal 1955 al 1998

  RSS
gio 20 giu. 2024
[ cerca in archivio ] ARCHIVIO STORICO RADICALE
Archivio Partito radicale
Il quotidiano radicale - 26 novembre 1993
Cada il segreto del principe

L'accesso all'informazione è fondamentale per una politica dell'ambiente. Nei Paesi ex comunisti questo diritto è ancora tutto da conquistare.

SOMMARIO: Nei paesi excomunisti i cittadini non hanno possibilità di accesso all'informazione su temi fondamentali, l'ambiente, la pubblica amministrazione ecc. Superare il segreto amministrativo è invece necessario se si vuol porre le basi per la democratizzazione "degli apparati e della società". Si analizza la situazione in vari paesi occidentali, dagli U.S.A. all'Italia, e si rileva l'importanza della costituzione di "basi di dati" efficienti. Una campagna per l'informazione nei paesi dell'Est richiederà una "eccezionale" mobilitazione.

(1994 - IL QUOTIDIANO RADICALE, 26 novembre 1993)

Il riconoscimento del diritto di accesso dei cittadini alle informazioni sull'ambiente, i consumatori e la pubblica amministrazione è il fondamento di una società di esseri liberi, uguali e solidali. Con il superamento del segreto amministrativo - l'antico segreto del principe, cioè il privilegio di occultarsi agli occhi dei sudditi - si pongono le basi per una democratizzazione effettiva degli apparati e della società. Solo così è possibile sperare in scelte informate, dunque il più possibile razionali.

Per i paesi ex comunisti il riconoscimento di questo diritto avrebbe effetti di grande innovazione e sarebbe, insieme, una garanzia per il futuro, rendendo trasparenti e controllabili le decisioni delle burocrazie. Nello stesso tempo, è un fattore di modernizzazione e di efficienza dell'amministrazione.

Da non sottovalutare, infine, l'importanza del diritto all'informazione per lo sviluppo delle politiche ambientali e per l'intervento responsabile dei cittadini e dei movimenti nel controllo degli inquinamenti.

Da questo punto di vista, la possibilità di accedere ai dati in possesso delle amministrazioni pubbliche faciliterebbe molto le campagne sull'energia e il Danubio. Il diritto all'informazione ha la sua consacrazione più piena negli Stati Uniti (Freedom of Information Act) ed è variamente riconosciuto negli altri paesi occidentali; la Comunità europea ha emanato una direttiva in materia. In Italia, una campagna è stata condotta negli anni scorsi dagli Amici della Terra, con risultati importanti: nel 1986 è stato riconosciuto pienamente per legge il diritto di accesso alle informazioni sull'ambiente e negli anni successivi sono state introdotte innovazioni di portata più generale nei procedimenti amministrativi e negli ordinamenti dei governi locali.

L'esperienza di tutti i paesi dotati di legislazione in materia ha poi evidenziato la necessità di azioni efficaci per la costruzione di basi di dati adeguate, per la loro validazione e diffusione, con ricadute positive sugli apparati pubblici in generale e sugli stessi investimenti. Avviare una campagna per l'informazione nei Paesi dell'Est - dove la tradizione del segreto e l'assenza di democrazia hanno radici secolari - comporterà una mobilitazione eccezionale, in uomini e mezzi.

 
Argomenti correlati:
informazione
ambiente
stampa questo documento invia questa pagina per mail