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Pardo Denise - 28 novembre 1993
VOMITO ERGO SUM
di Denise Pardo

SOMMARIO: Il settimanale analizza il fenomeno "Micorofoni aperti" di Radio radicale. Dopo una breve intervista al direttore della Radio, Massimo Bordin, viene trascritto un certo numero dei messaggi radiofonici diffusi dall'emittente radicale, raccolti sotto titoli e argomenti. Si comincia con "Dàlli al terrone" (insulti nei confronti dei meridionali); segue "Quelli del Nord", collezione di risposte di meridionali a quelli del Nord; poi, "Appelli politici", che evidenziano significative preferenze pro Fini e contro Bossi. Vengono poi "Le donne", e infine le "Varie", più o meno spiritose.

(L'ESPRESSO, 28 novembre 1993)

Doveva essere un segnale di protesta, un appello per la sopravvivenza di Radio Radicale. Si è trasformato, invece, in una maratona di insulti, di frasi violente, di minacce a sfondo politico calcistico, di odio represso che trova finalmente uno sfogo. Succede che il 28 ottobre Radio Radicale, l'emittente di Marco Pannella, decide per mancanza di fondi e per protesta contro la mancata applicazione della legge sulle emittenti radiofoniche, di interrompere le trasmissioni. In compenso lascia accese 24 ore su 24 solo le segreterie telefoniche perché registrino i messaggi degli ascoltatori e li mandino in onda senza censura.

E' l'eruzione di un vulcano: migliaia di adolescenti, ragazze, studenti, vomitano nelle segreterie telefoniche le frustrazioni, le idee politiche in un delirio di insulti ripetuti all'esasperazione, al posto di pensieri, di ragionamenti. Più di 250 mila italiani, al ritmo di diecimila telefonate al giorno, intasano le linee di Radio Radicale.

»E' un'iniziativa che prendemmo già nel 1986 , dice il direttore di Radio Radicale Massimo Bordin. »Anche allora venne fuori, in misura decisamente minore, un sentimento di rabbia, di apologia leghista e di odio tra Nord e Sud. Sette anni fa, fu sottovalutato. Adesso non si può più ignorarlo: I'Italia che si delinea da queste telefonate è quella reale, quella che incontriamo sotto casa. Continueremo fino a che il ministero della Poste non creerà le strutture tecniche per applicare la legge sulla radiofonia, permettendoci di ridurre i costi .

Da quando le segreterie telefoniche si sono messe in moto l'ascolto di Radio Radicale è raddoppiato. E via via che passano i giorni le telefonate diventano sempre più violente, si montano come in un meccanismo di propaganda. »All'inizio può essere un rischio , conviene Bordin. »Ma potrebbe provocare un'altra reazione: per esempio, quella di usare lo sconforto in modo costruttivo . "L'Espresso" ha ascoltato Radio Radicale per ore. Ecco la trascrizione fedele e inquietante dei messaggi telefonici.

DALLI AL TERRONE

»E' la prima volta che telefono. Ho tredici anni. Rompete il c, terroni bastardi, non rompeteci più i coglioni, bastardi. Il Sud fa cagare i porci, lavorate invece di prendere i soldi da noi .

»Romani di m. Avete la tubercolosi. Mangiate la m. del Papa, luridi fino alla radice, figli di puttana. Mi fate schifo".

»Sono Andrea, ho 22 anni, chiamo da Milano e faccio il rappresentante. Roma: noi abbiamo sempre lavorato, baciateci il culo, vi abbiamo sempre mantenuto. Non è possibile che il comune di Napoli non abbia mai pagato l'acqua. Ve l'abbiamo pagata noi, terroni di merda .

»Sono Elisa, ho tredici anni e chiamo da Modena. Terroni al rogo. Viva il duce .

»Terroni, siete una massa di coglioni, di teste di c. Siete tutti puzzolenti. Non vi lavate mai. Ho 15 anni e non mi dovete rompere il c. .

»Sono Giuseppe da Milano. I terroni sono simpatici. Parliamo invece dei bergamaschi di m. Hanno invaso l'università a Milano. Scendono dalle valli con le loro mucche. Non sanno neanche parlare. I milanesi sono perfetti. Viva Roma, viva Milano. Abbasso i bergamaschi. Perché non rimangono a casa loro? .

»Terremotati, fate schifo al c. I terroni qua li usiamo per fare le saponette, anche se puzzano di m. Le vostre madri sono delle zoccole e anche i vostri padri .

»Ciao, sono Maurizio da Milano. Vorrei dire ai meridionali di andare a lavorare, perché lavorare distrae, ossigena. Ma voi meridionali non avete il fisico, siete dei settantenni, vi fate le canne e non vi tira neanche più il pisello. Ma lavorando guadagnerete e non invaderete più le nostre colonie estive, Sicilia e Sardegna con i vostri panni sporchi, i vostri pentolini sporchi e le vostre trecentomila lire per tutta una vacanza .

»Sono milanese e mi chiamo Alessia. Ho diciassette anni. Mi vergogno. Stiamo cercando di avere l'Europa unita e non riusciamo ad andare d'accordo noi in Italia. Cerchiamo di dire cose utili a Radio Radicale .

»Chiamo da Milano. Un saluto ai terronazzi schifosi che con il sapone hanno cattivi rapporti. Usatelo il sapone, anche se vi servirebbe la benzina per togliervi quell'odore per cui siete famosi in tutto il mondo .

»Telefono da La Spezia: ragazzi, è tutta colpa di Garibaldi. Se no i terroni rimanevano al Sud e non spaccavano i maroni .

»Sono Mario da Vicenza. Figli di puttana, bastardi ai terroni napoletani, ai romani di m. e specialmente ai siciliani, figli di puttana nati male .

QUELLI DEL NORD

»Sono Sasha, ho 8 anni e chiamo da Napoli. Figli di puttana nordisti, tiratevi una sega, fatevi una puttana, viva i napoletani .

»Camerati fascisti, è ufficialmente nata la lotta al milanese e agli ebrei. Al tempo del nazismo li abbiamo cacciati dal ghetto, così faremo adesso con il Nord .

»Chiamo da Cagliari. Mi chiamo Marco. Cani fottuti tutti quelli che sono contro il Sud. Fottetevi, mettetevi un dito nel c., stronzi, ebrei .

»Sono Massimo da Civitavecchia. Andate a fare in c. milanesi, buttatevi dal Duomo, polentoni di merda. Forza Roma .

»Ciao sono Giuliana, ho diciassette anni e sono di Roma. Volevo dire che trovo carinissima Radio Radicale. Ma facciamo attenzione a non esagerare con questa storia tra il Nord e il Sud. L'ltalia è la stessa per tutti. E' bello poter dire quello che si vuole .

»Sono Fausto da Spinaceto, sono uno studente di 15 anni. Bastardi milanesi, avete cagato il c.. Dio ha creato Milano e poi ci ha messo la nebbia perché si vergognava. Roma capitale, Milano succursale .

»Mi chiamo Federica. Chiamo da Roma. I milanesi sono tutti bastardi. Infami, fanno schifo al c., mortacci loro. Chiamano per dire che si fanno le romane. Ma noi non ci siamo mai abbassate. Non contate un c. .

»Non abbiamo rubato il lavoro a nessuno. Se è una colpa cercarsi un lavoro, allora siamo colpevoli. Non è vero che non siamo niente perché senza di noi le vostre industrie avrebbero chiuso. Noi siamo come voi .

»Ciao, sono Gennaro da Avellino. E' un messaggio ai ragazzi del Nord. Lo sviluppo lo dovete solo a quelli del Sud che sono venuti a lavorare nelle vostre industrie. Quindi, offendendo noi, offendete i vostri nonni e i vostri padri. Bossi ha sposato una terrona, ricordatevelo .

»Ciao, sono romana e me ne vanto. Teste di c., gli stranieri vengono da noi. Siamo noi che vi manteniamo con il turismo. Vengono a vedere le bellezze mediterranee. Voi avete la nebbia. E allora vedete di andare a fare in c. .

APPELLI POLITICI

»Come me chiamo sò c. mia. Bossi c'hai rotto il c. E falla finita. Ma che te devi legà? Legate sto' c. .

»Basta con la lotta tra il Nord e il Sud. Adesso metto una bomba sotto casa di Bossi e spero che crepi .

»Chiamo da Torino sono il fascista mascherato. Spero che Poggiolini gli venga una malattia nel c. E per i romani? Ricordatevi che dovete morire .

»Sono Giuseppe da Genova. Invito tutti votare Msi per fare pulizia dei ladri. E poi desidero divertirmi con qualche maschio. Chi fosse interessato, scriva a Radio Radicale .

»Evviva Bossi che si è lavato, abbasso i terroni che hanno rubato. Bastardi terroni vi spariamo coi cannoni .

»Sono Pier e sono fascista. Poggiolini e De Lorenzo sono stati concepiti nell'interno di madri vacche, usciti dal buco del c. delle loro vacche. Spero che Poggiolini muoia nel sangue infetto e il cadavere di De Lorenzo deve essere dato ai topi di fogna .

»Chi non vota Fini, ce l'ha corto .

»Sono torinese e dico che Bossi è frocio e bastardo. Io sono del Pci e quelli della Lega me li metto in c. e poi li cago. Bossi è frocio e ha la moglie bagascia .

»Votate Nonno Ugo, votate Nonno Ugo con il plaid. Votate Moana che ve piace scopà. O al massimo Rutelli, e non Fini che è un fascista di m. .

»L'ltalia deve essere unita contro la Lega, Rutelli e Caruso. Votate Fini e non Rutelli perché quello ci farà andare tutti in bici. Siccome mio padre deve andare al lavoro in macchina, non votate Rutelli se no lui non può lavorare. Votate Fini .

»Sono Piero da Olevano Romano. Bossi ha rotto il c., Fini pure e ho le p. piene di Occhetto. Se non cambia qualcosa il 21 novembre, giuro che metto una bomba a Montecitorio .

LE DONNE

»Tutte le donne del Sud e del Nord sono troie. Voglio dite che la moglie di Bossi è una troia puttana, lesbica, ciao .

»Sono Stefano, ho 16 anni, chiamo da Cagliari, sono uno studente e voglio dire che le ragazze sarde sono puttane, stronze, vogliono sempre la stessa cosa. Chissà come sono le milanesi. Saranno puttane lo stesso .

»Chiamo da Catania, sono Enrico. Voglio ringraziare i milanesi che mi hanno fatto scopare quindici loro mamme. Ragazzi stiamo uniti e uniamo tutti i nostri c. d'ltalia .

VARIE

»Un saluto a tutti i vegetariani. Chi mangia la carne è un figlio di puttana. E quelle che portano le pellicce sono troie e zoccolone .

»Un messaggio a Elio Toaff. Un giorno aprirai gli occhi e io sarò là. E per te sarà troppo tardi .

»Se prendo il Papa lo faccio a pezzettini, con i nostri soldi si è fatto la piscina, sua madre è una polacca e io non so più che c. dire .

»Ragazzi, sono Sara e sto studiando. Ragazzi, chiamatemi perché ho una voglia pazza di fare l'amore. Mi piacerebbe un c. lunghissimo (gemiti, mentre in sottofondo si sente piangere un bambino).

»Vorrei che le donne prendessero la parola e dicessero qualcosa non solo sugli insulti e sulle parolacce di Radio Radicale ma anche su quello che sta succedendo nel nostro paese .

»Panorama generale. Strada: un giovane di diciannove anni, senza lavoro, senza prospettive in attesa della sua fine. Poi, un governo, tanti uomini che fanno una vita agiata, in attesa della nostra fine. Questo non è un paese. E' una Italia di m. .

»Ce l'ho contro quei bastardi che dicono che i sardi si scopano le pecore. Perché? .

 
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