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Pannella Marco - 1 dicembre 1993
"Caro Silvio, su Fini hai sbagliato. Ripensaci"
Lettera a sua emittenza

di Marco Pannella

SOMMARIO: In una lettera aperta a Silvio Berlusconi, Marco Pannella sottolinea l'errore che ha compiuto sostenendo la candidatura a sindaco di Roma di Gianfranco Fini. La sua elezione porterebbe infatti in Campidoglio una maggioranza assoluta di consiglieri missini mentre l'elezione di Rutelli consentirebbe l'elezione di 18 consiglieri del Pds e 18 di area ambientalista e radicale. Non cambierebbe invece nei due casi il numero dei consiglieri moderati e di centro. Pannella ricorda poi le posizioni di Fini contro l'aborto, per il finanziamento pubblico dei partiti, per la pena di morte, etc. Se vincerà Rutelli, per molto tempo esponente del Partito radicale, si affermerà la moderazione; Fini rappresenta invece un partito di estrema destra corporativista, centralista, proporzionalista e filo-clericale.

(CORRIERE DELLA SERA, 1 dicembre 1993)

Caro Silvio,

ho difeso e difendo il tuo pieno diritto non solamente ad impegnarti da cittadino in politica, ma di farlo senza che questo intacchi i tuoi diritti di imprenditore e di editore. Sorge, certamente, anche un problema di opportunità. Ma anche questo concerne te, i tuoi soci ed i tuoi collaboratori; non coloro che vorrebbero imporci e importi i loro criteri di convenienza come se dovessero necessariamente divenire tuoi, o noi farli nostri.

Ciò premesso ti chiedo con amicizia e con convinzione di assumerti pienamente le tue responsabilità e di riconoscere e correggere, prima che sia troppo tardi, il grave e pericoloso errore nel quale sei incorso, che rischia di pregiudicare la già difficile prospettiva democratica e gli stessi valori e interessi in nome dei quali sei sceso in campo.

Hai sin qui portato un aiuto alla eventualità di una elezione di Gianfranco Fini, segretario del MSI, a Sindaco di Roma. Ti chiedo se sapevi di determinare, in tal modo, anche la attribuzione del Consiglio Comunale di Roma alla maggioranza assoluta (36 su 60) di un solo Partito; lo stesso di cui Fini Sindaco resterebbe Segretario Nazionale o comunque il leader, il MSI. Ti chiedo, anche, se ti sei fatto una idea di come quella Lista è composta e di quali tradizioni ed interessi concreti sia portatrice, oltre che della qualità dei trentasei candidati. E cosa comporterebbe il realizzarsi della tua indicazione nella vita futura della città e del Paese.

Anche la gente, anche gli elettori, anche Roma, come penso te, non lo sanno, o non lo sapevano al momento della tua indicazione. Così va l'informazione, così va il dibattito politico in Italia - dai quali non a caso siamo proprio noi così pesantemente esclusi, discriminati; oggi più di ieri. Dunque, un voto a Fini significa consegnare in modo assoluto, senza precedenti, Roma non già ad una coalizione moderata, ed a un leader moderato, ma a un Partito sin qui di estrema destra corporativista, centralista, proporzionalista, filo-clericale, contraria a comunismo ed a capitalismo, ad ogni politica moderata. In alternativa il voto a Rutelli, che porterebbe in Consiglio Comunale 18 consiglieri del PDS su 60, (dieci in più che con il voto a Fini), 18 di area referendaria-ambientalista-radicale storica. Mentre il numero dei consiglieri moderati e di centro non cambierebbe affatto, sia nell'una che nell'altra ipotesi di voto.

Ma veniamo ai due candidati, quello che avresti voluto veder eletto e l'altro battuto, Fini e Rutelli. Chi sono? Qual'è la loro storia? Vediamo.

Fini, al contrario di Pino Romualdi e di Pino Rauti, è per la pena di morte. Rutelli, ovviamente, è decisamente contro. Fini e il MSI sono stati contro il divorzio, contro l'aborto, contro l'abrogazione del finanziamento pubblico dei partiti, contro ogni riforma maggioritaria del sistema elettorale proporzionale (e partitocratico). Rutelli, dalla parte opposta.

Gianfranco Fini è stato difensore del nucleare, Francesco Rutelli suo avversario. Fini ha sostenuto e sostiene il proibizionismo anche in tema di droga (non solo di divorzio e di aborto); ha difeso nel referendum la legge Craxi-Jervolino, e simbolicamente ha votato Muccioli per Presidente della Repubblica, avendolo a ciò candidato. Rutelli, ancora una volta, è stato fra i sostenitori più fermi della politica radicale e democratica sulla droga; e votò con convinzione per Scalfaro.

Fini si è recato alla corte di Saddam, ai tempi della guerra del Golfo; Rutelli, contrario all'intervento militare, è stato uno strenuo difensore dell'embargo dell'ONU contro il macellaio iracheno. Fini si è recato a Belgrado, alla corte di Milosevic, per contrattarvi la spartizione della Croazia (con attribuzione dell'Istria all'Italia, ed il resto alla Serbia!), mentre venivano distrutte le città di Vukovar e mezza Croazia occupata dalle truppe serbe. Rutelli era con noi, con il Sindaco di Sarajevo, a Zagabria e altrove.

Francesco Rutelli è stato per quasi tutta la sua vita politica, già ventennale, esponente del PR, e fra i suoi leader; ne resta membro e militante. Voi, tutti voi, dove eravate ai tempi del consociativismo e dell'unità nazionale e costituzionale?

Rutelli ha avuto da far fronte in condizioni drammatiche allo scontro fra radicali storici e comunisti. Oggi con Alleanza Democratica ed i Verdi è per le riforme maggioritarie.

Questo Sindaco di Roma, già votato da duecentomila elettori in più di quelli raccolti dalle quattro liste che lo appoggiano, con questa sua storia, con la distribuzione di forze nel Consiglio Comunale, sarebbe il pericolo, e Fini ed il MSI padroni della città, sarebbero la trincea ideale e politica dei moderati?

Caro Silvio, vincerà Rutelli, e la moderazione. Ma ti rivolgo, a maggior ragione, con amicizia ed urgenza, l'appello al coraggio ed alla onestà intellettuali e civili che ti sono proprie. Non rischiare di far pagare al Paese ed ai democratici il tuo errore, o di costringerci a prendere atto che, come politico, rappresenti davvero un ...pericolo pubblico, se si hanno a cuore le stesse idee che professi.

Cordialmente tuo,

Marco Pannella

 
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