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Il Giornale - 19 gennaio 1994
REFERENDUM, ANCORA 8 GIORNI
Il governo concede la proroga per la raccolta delle firme

SOMMARIO: Informa sulla soluzione trovata in sede di Consiglio dei Ministri per "aggiustare il pasticciaccio" provocato dall'anticipo delle elezioni e salvare i 13 referendum promossi dalla Lista Pannella e dalla Lega. I termini per la raccolta delle firme sono stati prorogati di otto giorni, e altri sette giorni di proroga sono concessi per depositare le firme in Cassazione. Una "farsa", viene definito l'atteggiamento dei ministri P.Barile e L.Elia. Prosegue intanto il digiuno di Pannella:"Non posso mollare", afferma, ma il giudice Caponnetto, della Rete, lo definisce "un digiuno alle brioches".

(IL GIORNALE, 19 gennaio 1994)

Il governo corre in soccorso dei referendum di Pannella. La "giusta soluzione", come l'ha definita il responsabile del Viminale, Mancino, è arrivata al termine del Consiglio dei ministri: prorogati di otto giorni (dalla pubblicazione del decreto che convoca i comizi elettorali) i termini per la raccolta delle firme. Una volta raggiunta quota 500mila per tutt'e 13 i quesiti, pannelliani e leghisti avranno altri sette giorni di tempo per depositare le firme in cassazione.

Dopo quello sugli ebrei, dunque, il governo cerca d'aggiustare anche il pasticciaccio sui referendum, che per legge andrebbero "congelati" sei mesi in periodo elettorale. "Siamo alla farsa", aveva commentato ieri il leader radicale prima della decisione di palazzo Chigi. Il riferimento era alle dichiarazioni di due ministri, Paolo Barile e Leopoldo Elia, che lunedì - ripresi da agenzie di stampa e quotidiani - avevano detto di non sapere se il decreto blocca referendum fosse stato pubblicato. Ma il decreto, ha spiegato Pannella, mentre Elia e Barile parlavano, era già sulla Gazzetta Ufficiale. E poiché né i ministri, né i giornali lo sapevano, ecco che Pannella attacca "il disordine stabilito delle istituzioni e del nostro quarto potere" colpevoli di "aver praticato l'ostracismo" contro l'iniziativa.

La piccola vittoria dei referendari è giunta assieme alla firma di Umberto Bossi, che ieri sera ha sottoscritto i 13 quesiti nella sede milanese della lega. I lumbard, per bocca di Luigi Negri, hanno criticato anche Nicola Mancino, "ministro statista che ha volutamente creato un assurdo stato di confusione di raccolta di firme".

Continua intanto il digiuno di Marco Pannella, senza acqua e senza cibo da circa cento ore. Il parlamentare radicale ha perso otto chili. "Non posso mollare", aveva dichiarato ieri pomeriggio, prima che il governo decidesse la proroga. Pannella, nella conferenza stampa, aveva confermato d'aver raggiunto le 440mila firme e che le sottoscrizioni procedevano al ritmo di 25mila al giorno.

La protesta di Pannella, però, non convince tutti. Primo fra tutti l'ex giudice Antonino Caponnetto, della rete, che l'ha definita "un digiuno alle brioches" (e s'è preso una querela). Entusiasta invece l'ex psdi Antonio Pappalardo, che ha deciso d'affiancare Pannella nel digiuno: con un nome così, però, è probabile non credano nemmeno a lui.

 
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