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D'Elia Sergio - 1 febbraio 1994
NESSUNO TOCCHI CAINO - 1 - PASQUA A ROMA PER LA MORATORIA
di SERGIO D'ELIA

SOMMARIO: Relazione introduttiva del congresso mondiale della campagna "Nessuno tocchi Caino", svoltosi il 9 e 10 dicembre, per l'abolizione della pena di morte. L'autore sottolinea che lo scopo di una campagna internazionale è di riuscire a organizzare manifestazioni capaci di comunicar un messaggio al maggior numero possibile di persone nel mondo. Prendendo spunto da una videocassetta inviata al papa dal presidente Clinton nella quale si riconosce il suo impegno per lo sviluppo della democrazia e la difesa dei diritti umani, sorge l'iniziativa di rivolgere al papa un appello perché chieda ai capi di Stato di Paesi dove è in vigore la pena di morte una moratoria delle esecuzioni annunciate. Se lo statuto del Tribunale sui crimini di guerra nella ex-Jugoslavia è esclusa in ogni caso la pena di morte, è un controsenso applicarla per reati infinitamente meno gravi. L'appello dovrà giungere al papa corroborato da migliaia di firme, Premi Nobel, personalità del mondo politico, religioso, della cultura, di organi

zzazioni internazionali, cittadini e militanti per i diritti umani. Il 3 aprile vi sarà a Roma una gran marcia di Pasqua che giungerà a San Pietro nel momento del collegamento in mondovisione.

("NESSUNO TOCCHI CAINO", 1 Febbraio 1994)

Il bilancio del primo congresso mondiale della campagna Nessuno tocchi Caino, svoltosi il 9 e 10 dicembre, è senz'altro positivo.Per la sua riuscita, ringraziamo il Gruppo verde al Parlamento europeo - e in particolare la sua presidente Adelaide Aglietta - e il Partito radicale transnazionale.

Centocinquanta tra parlamentari, giuristi, rappresentanti di istituzioni elettive e di organizzazioni internazionali, provenienti da 36 paesi di tutti i continenti, si sono incontrati per la prima volta su un progetto abolizionista che ha obiettivi di diritto internazionale e interno agli Stati, da conseguire progressivamente entro la fine di questo millennio.

Il primo compito di una campagna internazionale è di riuscire a organizzare manifestazioni capaci di comunicare un messaggio visibile al maggior numero di persone nel mondo. Per una fortunata circostanza, si presenta la possibilità di dare subito concretezza a una parte degli impegni presi al Congresso, e di rispondere alla maggioranza delle sollecitazioni e delle proposte avanzate negli interventi.

Nei giorni di Natale, il presidente Clinton ha inviato al papa una videocassetta con un messaggio nel quale riconosce il ruolo che egli ha svolto nel mondo per lo sviluppo della democrazia e in difesa dei diritti umani.

A partire da questo riconoscimento, dal prestigio di cui egli gode a livello internazionale e non solo nel mondo cattolico, vogliamo rivolgere al papa un appello perché chieda - a Clinton e ai capi di Stato di paesi dove è in vigore la pena di morte - una moratoria delle esecuzioni annunciate. La moratoria è lo strumento più appropriato per consentire l'affermazione in tempi politici di quel diritto sovranazionale già sancito nello statuto del Tribunale sui crimini di guerra nella ex-Jugoslavia, in cui è scritto: in ogni caso è esclusa la pena di morte.

La moratoria è anche lo strumento adeguato per consentire agli Stati esecuzionisti che hanno approvato quello statuto di uscire - senza eseguire altre uccisioni "legali" - dalla contraddizione di mantenere codici che contemplano la pena di morte per reati infinitamente meno gravi di quelli commessi nella ex-Jugoslavia.

Dal tribunale ad hoc potrà forse nascere il Tribunale permanente per i crimini contro l'umanità: il Partito radicale transnazionale sta conducendo per questo una campagna parlamentare in tutto il mondo. L'appello di Pasqua conterrà anche questa proposta: non disperiamo che possa essere raccolta.

L'appello dovrà giungere al Papa con il sostegno di migliaia di firme, Premi Nobel, personalità del mondo politico, religioso e della cultura, di organizzazioni internazionali, cittadini e militanti per i diritti umani.

Ognuno di noi potrà unirsi all'appello e partecipare a Roma, il 3 aprile, a una grande marcia di Pasqua che giunga a S. Pietro nel momento del collegamento in mondovisione.

La nostra speranza - anzi, l'obiettivo al quale stiamo lavorando - è che le delegazioni dei paesi partecipanti alla marcia siano ricevute dal Papa.

Le istituzioni rappresentative, fondatrici della campagna Nessuno tocchi Caino e impegnate - secondo quanto proposto nella mozione di Bruxelles - nell'adozione di un paese che mantiene o vuole reintrodurre la pena di morte, possono approvare mozioni per partecipare alla marcia di Pasqua con il proprio gonfalone; per fare affiggere nella propria città il manifesto della marcia; per organizzare dei pullmann, e, sopratutto, per offrire ospitalità alla delegazione del paese adottato.

Su questo programma ognuno di noi è impegnato. E', in particolare, molto importante mobilitarsi per realizzare un'occasione nella quale potremmo riuscire a rivolgerci agli Stati Uniti con una forte pressione sull'opinione pubblica, prima delle elezioni di giugno. Nel momento in cui la decisione di limitare la vendita delle armi apre per la prima volta l'America a un modo di affrontare l'emergenza criminale diverso da quello della pena di morte, la domanda di moratoria, sostenuta dal Papa, può trovare un forte ascolto. Un successo in quella direzione potrebbe avere una grande ricaduta anche su altri paesi esecuzionisti.

Negli Stati della ex-Unione sovietica, la moratoria può considerarsi addirittura un atto dovuto, se si considera che in quei paesi sono in discussione i nuovi testi costituzionali e si deve ancora decidere se la indisponibilità allo Stato della vita del cittadino dovrà essere o no un diritto fondamentale della persona.

In molti paesi, dove è forte la pressione per la reintroduzione della pena capitale, un argomento usato dai suoi fautori è che anche il Nuovo Catechismo della Chiesa cattolica sarebbe d'accordo. E' già successo nelle Filippine, dove la pena di morte è stata appena reintrodotta. Potrebbe accadere in Brasile fra poco. Un intervento esplicito del Papa limiterebbe queste eventualità, superando un'interpretazione del testo cattolico che è stata già esclusa dai commentatori più autorevoli.

A questo giornale, edito in francese, inglese, italiano, russo e spedito a cinquantamila persone in tutto il mondo, è accluso l'appello al papa, sottoscrivetelo, fotocopiatelo, fatelo firmare ad altri e inviatelo al più presto a Roma.

Ricordate anche che la campagna Nessuno tocchi Caino è autofinanziata e che la possibilità di farcela si fonda soprattutto sul contributo militante e di denaro che ognuno di noi metterà a disposizione. Con questo giornale sono aperte le iscrizioni per il 1994: ci auguriamo di essere in molti.

 
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