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Nessuno tocchi Caino - 1 febbraio 1994
NESSUNO TOCCHI CAINO - 2 - PER LA MORATORIA UNIVERSALE DELLE ESECUZIONI E LA COSTITUZIONE DEL TRIBUNALE PERMANENTE PER I CRIMINI CONTRO L'UMANITA'

Appello promosso da Nessuno tocchi Caino - Campagna di cittadini e di parlamentari per l'abolizione della pena di morte nel mondo entro il 2000, e dal Partito radicale transnazionale

SOMMARIO: Testo dell'appello promosso da "NESSUNO TOCCHI CAINO" - Campagna di cittadini e di parlamentari per l'abolizione della pena di morte nel mondo entro il 2000, e dal Partito radicale transnazionale. L'appello rivolto al papa sottolinea l'enorme influenza del suo pontificato e quindi l'importanza dell'ausilio della sua impegnativa parola per "affermare nel mondo un nuovo diritto" che possa orientare "in maniera univoca, la lettura del testo del Nuovo catechismo che la Chiesa si è dato". Il testo ricorda che due importanti istituzioni internazionali hanno inverato questa speranza: il Parlamento europeo con una risoluzione in cui si afferma che "la vita umana non è disponibile allo Stato" e il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che, nell'istituire il Tribunale per i crimini nella ex Jugoslavia, ha escluso in ogni caso la pena capitale.

("NESSUNO TOCCHI CAINO", Appello al Santo Padre, 1 febbraio 1994)

Santo Padre,

milioni di fedeli attendono la Sua parola, nel giorno in cui la Chiesa celebra il trionfo della vita sulla morte, che ha come supremo simbolo il sacrificio del Cristo sulla croce.

E' un messaggio universale, che supera gli stessi confini della religione cattolica.

Come, del resto, il Suo pontificato: l'opera infaticabile della Sua Persona, l'autorità che Le viene riconosciuta, hanno efficacia oltre il Suo alto magistero morale. Ne è esemplare conferma il messaggio inviatoLe dal presidente degli Stati Uniti nell'ultimo Natale.

La Sua parola giungerà ad una umanità travagliata. Aspettative e speranze - in questa fine secolo - si mescolano a rancori e delusioni che creano situazioni sociali complesse, difficili da governare. Guerra e pena capitale sono apparse a non pochi Stati le strade per tagliarne i nodi: sono strade disperate che non conducono da alcuna parte.

Soltanto nello scorso dicembre, il Giappone ha deciso di sospendere la moratoria delle esecuzioni, mentre il presidente delle Filippine ha firmato il decreto che ripristina la pena capitale; il Brasile cattolico si avvia sulla stessa strada. E il 1994 non è iniziato meglio: negli Stati Uniti si è aperto con un'esecuzione, nell'Idhao; non ne avvenivano da 37 anni. In molti paesi dell'Est Europa, sono all'ordine del giorno dei parlamenti le nuove costituzioni, e con esse la decisione sulla pena di morte. La pena capitale, non è un retaggio del passato, ma è ormai un orizzonte del nostro futuro.

Contro i signori della guerra, il coro delle voci è stato nutrito, e impotente. Contro la pena di morte, nessuna voce.

E' per questo, Santo Padre, che noi ci rivolgiamo a Lei. Perché con l'ausilio della Sua impegnativa parola possa affermarsi nel mondo un nuovo diritto, e si orienti, in maniera univoca, la lettura del testo del Nuovo catechismo che la Chiesa si è dato.

Dal Libro, abbiamo tratto l'antico imperativo Nessuno tocchi Caino, e lo abbiamo fatto nostro, per affermare un nuovo diritto della persona che stabilisca la soglia di quell'irriducibile umano che - come ha detto il Segretario generale delle Nazioni Unite nella conferenza di Vienna - fa di tutti noi un'unica comunità umana.

Due importanti istituzioni internazionali, nel 1993, hanno inverato questa speranza. Il Parlamento Europeo ha affermato - in una risoluzione - che la vita umana non è disponibile allo Stato. Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite - istituendo il Tribunale per i crimini nella ex Jugoslavia - ha escluso in ogni caso la pena capitale.

Un importante segnale ci giunge anche dai legislatori degli Stati Uniti: con la limitazione della vendita delle armi essi hanno aperto nuovi orizzonti, forse emancipandosi dal peso tradizionalmente esercitato dall'opinione pubblica.

Crediamo che stia arrivando un tempo nel quale un nuovo ascolto, una nuova possibilità per formare coscienze e stabilire regole comuni ci permettano di avanzare una duplice richiesta: la moratoria universale delle esecuzioni, e con essa la necessaria costituzione del Tribunale permanente per i crimini contro l'umanità.

La sospensione della pena capitale - ovunque ci sia qualcuno che voglia ascoltare la Sua preghiera, e l'appello che noi firmatari, attraverso la Sua Persona, rivolgiamo ai governanti della terra - darà il tempo necessario perché cresca e si affermi il nuovo diritto della persona, e una giurisdizione internazionale.

Milioni e milioni di persone riconoscono nella Croce un simbolo di pace, amore, fratellanza. Che sia stato l'atroce strumento del supplizio capitale pochi lo rammentano. E' nel giorno in cui la liturgia trasmette il suo più alto messaggio di pace e di vita, che noi attendiamo fiduciosi, dalla Sua parola, un segno che ci faccia sperare. Perché il diritto che l'uomo si è attribuito, uccidere un altro uomo, resti un ricordo del millennio che si avvia alla fine.

 
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