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Jankovic Ivan - 1 febbraio 1994
NESSUNO TOCCHI CAINO - 14 - IN SERBIA E MONTENEGRO

Ivan Jankovic - Serbia

avvocato

SOMMARIO: La legge penale della nuova Repubblica federale di Jugoslavia disciplina, oltre alla maggior parte dei reati "comuni", alcuni come: i reati contro la sovranità e l'integrità territoriale della federazione; i crimini contro l'umanità e il diritto internazionale; la diffamazione della Jugoslavia, dei paesi stranieri o delle organizzazioni internazionali; i crimini contro l'economia jugoslava; l'abuso di potere da parte degli ufficiali federali; i crimini contro le forze militari, e altri.

Nonostante la pena capitale non sia contemplata nella legge penale dell'appena nata Repubblica federale jugoslava di Serbia e Montenegro, gli stati membri della federazione, Serbia e Montenegro, mantengono invece la pena di morte nei loro codici penali. La guerra nell'ex-Jugoslavia facilita esecuzioni extragiudiziarie e sommarie su larga scala. Anche se il Tribunale internazionale per i crimini commessi nella ex-Jugoslavia cambierà poco le cose, il suo statuto nonché essere importante contributo al diritto penale internazionale, dal momento in cui abolisce la pena di morte crea un precedente.

("NESSUNO TOCCHI CAINO", 1 febbraio 1994)

Dopo la dissoluzione della Repubblica federale socialista di Jugoslavia, due dei suoi sei Stati - la Serbia e il Montenegro - il 27 aprile 1992 hanno costituito la Repubblica federale di Jugoslavia e si sono dotati di una nuova Costituzione.

La legge penale federale disciplina: il processo penale; gli istituti generali di diritto penale sostanziale; un numero determinato di reati, come i reati contro la sovranità e l'integrità territoriale della federazione; i crimini contro l'umanità e il diritto internazionale; la diffamazione della Jugoslavia, dei paesi stranieri o delle organizzazioni internazionali; i crimini contro l'economia jugoslava; l'abuso di potere da parte degli ufficiali federali; i crimini contro le forze militari, e altri.

La legge penale degli Stati membri della federazione disciplina la maggior parte dei reati "comuni" (dal semplice furto all'omicidio).

Con l'art 21, la nuova Costituzione ha abolito la pena capitale per i reati federali. Il testo così recita: "La pena capitale non può essere imposta per i crimini previsti dalla legge federale". Deve essere tenuto presente che attualmente il codice penale federale contiene circa 43 reati capitali.

Esso doveva essere armonizzato con la nuova Costituzione entro il 31 dicembre 1994.

L'armonizzazione è stata realizzata con l'emendamento al codice penale federale del 16 luglio 1993. Gli emendamenti relativi alla pena capitale sono entrati in vigore a partire dal 31 dicembre 1993. Da questa data, i tribunali non potranno più applicare la pena di morte a coloro che sono stati riconosciuti colpevoli di certi reati federali.

Gli stati membri della federazione, Serbia e Montenegro, mantengono invece la pena di morte nei loro codici penali.

Nel Montenegro questa pena può essere comminata per tre reati: omicidio, incitamento di minore al suicidio, furto aggravato da omicidio.

In Serbia la pena di morte può essere applicata per quattro reati: i tre descritti sopra e un'altra fattispecie introdotta nel 1986 per controllare la violenza interetnica nel Kossovo. Questo reato prevede l'applicazione della pena di morte per violenze commesse contro appartenenti a un differente gruppo etnico con l'intento di terrorizzarli, e qualora la violenza abbia causato la morte di una o più persone.

Anche dopo che la Costituzione del 1992 ha abolito la pena di morte per i reati federali, sono state emesse tre o quattro sentenze di condanna a morte per crimini di questo tipo. I giudici che le hanno adottate hanno sostenuto che, finchè il codice penale federale contemplava la pena capitale (cioè fino al 31 dicembre 1993) la pena di morte poteva essere applicata indipendentemente dal dettato costituzionale. Contro tutte queste sentenze è stato proposto ricorso in appello, e nessuna è divenuta definitiva. Dopo il 31 dicembre 1993 verranno sostituite ex lege con una sentenza di detenzione.

Quando applicano la legge penale statale, le Corti possono pronunciare sentenza di condanna a morte. E' accaduto sei volte nei precedenti due anni e sempre per omicidio. Nessuna di queste sentenze è divenuta definitiva e nessuna esecuzione ha avuto luogo nei due anni scorsi.

L'abolizione della pena di morte prevista dalla Costituzione del 1992 per i reati federali non è stata preceduta da alcun dibattito o campagna parlamentare o extraparlamentare.

Sin dal 1960, nell'ex-Jugoslavia c'erano alcune opposizioni accademiche contro la pena di morte: esse chiedevano la sua abolizione o la sua limitazione. Nel 1980, piccoli gruppi di cittadini si mobilitarono contro la pena di morte. Un notevole sforzo, volto a dare vita a una Lega per l'abolizione della pena di morte, fu ostacolato dalle autorità che ripetutamente negarono all'associazione uno statuto legale.

Attualmente non vi sono proposte o dibattiti sull'abolizione della pena di morte in alcun parlamento jugoslavo, sia serbo che montenegrino o federale.

Nessun partito politico in Jugoslavia prevede nei suoi programmi od obiettivi l'abolizione della pena di morte.

Data la situazione di guerra esistente sul territorio dell'ex-Jugoslavia, vi è un grave pericolo di esecuzioni extragiudiziarie e sommarie su larga scala. Questo problema riguarda l'attuale Jugoslavia ma anche quelle parti dell'ex-Jugoslavia in cui hanno luogo la maggior parte delle operazioni militari (Bosnia Erzegovina e Croazia).

Anche se il Tribunale internazionale per i crimini commessi nella ex-Jugoslavia non dà alcun risultato, il suo statuto è un importante contributo al diritto internazionale, poiché esclude l'applicazione della pena capitale. Questa indicazione diverrà sicuramente un precedente nel diritto penale internazionale.

 
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