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Sbailo' Ciro - 3 febbraio 1994
PANNELLA: "UNA NUOVA RAZZA PADRONA"
di Ciro Sbailò

SOMMARIO: Breve intervista, in occasione della conferenza stampa tenuta all'Hotel Nazionale sui referendum. Secondo Pannella, se vincerà il fronte progressista, saremo al "secondo tempo del regime". Lo si vede già dal modo con cui si è arrivati alle elezioni, e da come si muove la nuova "razza padrona", dalla "Repubblica" di Scalfari alla Confindustria, alla Rai ovviamente, a Telemontecarlo di Guido Rossi, esponente dell'ex PCI. "Vedrete come la faranno pagare, a Berlusconi..."

Segue una breve cronaca della conferenza stampa di chiusura della campagna per la raccolta delle firme sui referendum.

(L'OPINIONE, 3 febbraio 1994)

"Solo, come 25 anni fa". Non c'è ombra di vittimismo nella voce di Marco Pannella mentre pronuncia questa fase. Come 25 anni fa, contro la "partitocrazia", contro le "ammucchiate" di regime. La differenza è che ora il regime ha un segno diverso: dicesi "progressista". Le prove generali del nuovo regime le abbiamo viste, dice Pannella all' "Opinione", nel boicottaggio, alla raccolta delle firme per i referendum.

E dunque, all'Hotel Nazionale, subito dopo la conferenza stampa sui referendum, non si può non chiedere a Pannella qual'è la posta in gioco nelle prossime elezioni.

Onorevole Pannella, che accadrà se vince il fronte progressista?

E' il secondo tempo del regime.

Il primo tempo è stato sotto il segno della tolleranza da casa di tolleranza della Dc. Il secondo tempo potrebbe essere, in parte lo è già, sotto il segno dell'intolleranza giacobina dei "progressisti".

Qualche segnale c'è già...

E' il modo stesso in cui siamo arrivati alle elezioni. In un modo tale da rendere illegittime le stesse elezioni. Anche se poi, ovviamente, queste elezioni avranno un valore de facto, così come de facto è riconosciuto il potere esercitato dai Serbi, nelle zone occupate dai Serbi, nelle zone occupate dell'ex Jugoslavia. Ma dopo le elezioni ci saranno i referendum...

Contro i quali, infatti s'è mossa come un sol uomo la razza padrona.

A chi si riferisce?

Alla nuova razza padrona, e dunque non solo alla "Repubblica" di Scalfari, ma anche al "Corriere della Sera", alla "Stampa" e alla Confindustria: tutti contro i referendum, tutti con il polo progressista. Per non parlare naturalmente, della Rai...

Parliamone...

E che altro aggiungere alla denuncia che abbiamo fatto? La Rai ha omesso di svolgere servizio pubblico, non informando i cittadini, a tempo dovuto, d'una iniziativa democratica di interesse generale come la raccolta di firme per i referendum.

Lo stesso dicasi per TeleMontecarlo, che non è tenuta a svolgere servizio pubblico ma che, ignorando i referendum, ha mostrato bene di quale pasta siano fatti i nuovi padroni: Tmc, come si sa, è in mano a Guido Rossi, consulente della Montedison ed esponente dell'ex Pci. Le uniche reti che, al riguardo, hanno effettivamente svolto il servizio pubblico sono quelle della Fininvest, e in particolar modo Italia Uno e Rete Quattro. Ma a Berlusconi non gliene faranno passare liscia. Vedrete i loro metodi mafiosi, vedrete come useranno il sistema creditizio per fargli la guerra.

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di A. Man.

Ieri a Roma, il "Comitato di coordinamento dei 13 referendum" per la "Riforma istituzionale" e la "rivoluzione liberale" ha chiuso, con una conferenza stampa, la campagna per la raccolta delle firme.

Malgrado l'ostracismo di gran parte della stampa, ed il boicottaggio di cui si è resa colpevole la Rai-Tv, in sole otto settimane e mezzo i promotori sono riusciti nell'impresa (incredibile) di raccogliere oltre 650 mila firme - autenticate e certificate - per ogni quesito. Oggi, in Cassazione, verranno depositate 8 tonnellate di materiale, suddiviso in ben 500 scatole.

Oltre il sabotaggio dei mezzi di informazione, Club Pannella e Lega hanno dovuto combattere contro le moltissime segreterie comunali che hanno ostacolato ed impedito la firma di decine di migliaia di cittadini. Il silenzio assoluto della Rai, evidentemente, non è stato considerato sufficiente per seppellire definitivamente le istanze referendarie.

Inizia, ora, la seconda fase della battaglia. Una battaglia che, per Marco Pannella, sarà combattuta "molto probabilmente contro la Corte Costituzionale", a cui spetta il giudizio finale sull'ammissibilità dei quesiti.

"Fin dai tempi del divorzio" ha dichiarato il leader radicale nella conferenza stampa di ieri "siamo abituati ad avere tutti contro, dall'"Espresso" alla Dc. Figuriamoci se ci sorprende, oggi, il trovarci di fronte ad un paese in cui gli "alti luoghi" del giornalismo e dell'informazione sono tutti mobilitati per garantire - contro la seconda Repubblica che noi proponiamo con i referendum - un tranquillo passaggio alla seconda fase della prima Repubblica". "Quando vanno al potere gli impotenti" ha concluso Pannella "c'è da temere per le sorti di un Paese".

 
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