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Dupuis Olivier - 29 marzo 1994
(6) Digiuno di Olivier Dupuis per il tribunale internazionale

SOMMARIO: Contrariamente alle aspettative la Quinta Commissione Onu, che prolunga la sessione fino al 31 marzo, non prende alcuna decisione in merito alla questione del finanziamento al Tribunale ad hoc; nonostante l'ottimismo dimostrato dal suo Presidente in occasione di un incontro con Marino Busdachin della segreteria del Partito radicale, si teme che i membri della Commissione non prendano mai questa fondamentale decisione; per questo motivo Dupuis, giunto al 17· giorno di digiuno, invia una terza lettera a M. Rabah Hadid, Presidente della Quinta Commissione Onu.

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All'attenzione del Signor M. Rabad Hadid

Presidente della Quinta Commissione

delle Nazioni Unite

Roma, 29 marzo 1994

Signor Presidente,

apprendo che, contrariamente alle previsioni che Lei aveva fatto al nostro collega Marino Busdachin nel corso del cordiale incontro da Lei concessogli la settimana scorsa, la Commissione che Lei presiede non ha, purtroppo, potuto affrontare ancora la questione del finanziamento del Tribunale ad hoc sui crimini commessi nella ex-Yugoslavia.

Inoltre sembrerebbe che i tempi rimanenti a disposizione della Commissione rischiano di rivelarsi insufficienti perché la questione sia definitivamente risolta da qui alla fine della settimana.

Queste informazioni, completamente in contraddizione con quanto Lei affermava la settimana scorsa, non possono, Lei non ne dubiterà, che stupirmi. Ma, soprattutto, mi inquietano fortemente per il fatto che rischiano, se si dovessero confermare, di significare che la questione del finanziamento del tribunale ad hoc sui crimini commessi nella ex-Yugoslavia sia una volta di più rimandata a più tardi.

Visti i precedenti, questo ennesimo rinvio non potrebbe che apparire come il segno manifesto sia di una assenza di volontà politica, sia come l'espressione di una volontà deliberata di impedire l'entrata in vigore effettiva del Tribunale e, conseguentemente, l'avvenimento di un primo segmento di diritto e di giustizia internazionale.

A questo punto, e aspettando fiducioso di essere smentito dai fatti, cioè da una decisione - positiva o negativa, ma in ogni caso da una decisione - della Commissione, non posso che perseguire il mio sciopero della fame iniziato il 13 marzo scorso, una azione nonviolenta, mi sia consentito di ricordarlo, di dialogo e di fiducia nei Suoi confronti e nei confronti dei Suoi colleghi, membri della Quinta Commissione.

Sperando che la Sua Commissione possa sormontare gli ostacoli che potrebbero impedire che una tale decisione sia presa, mi permetto di porLe nuovamente, Signor Presidente, i miei migliori saluti,

Olivier Dupuis

(Presidente del Consiglio Generale del Partito radicale)

 
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