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Partito radicale - 18 luglio 1994
Transnational - Satyagraha - numero 6 del 18 luglio 1994
Agenzia del Partito radicale

Siamo arrivati al settimo numero di Transnational. Forse non tutti credevamo di riuscire a sostenere così puntualmente il ritmo e l'impegno che ci eravamo assunti.

Invece questa newsletter è cresciuta. Senza mai aver avuto la volontà di essere impresa editoriale vera e propria, Transnational è stata veicolo di informazioni, notizie ma soprattutto di strumenti di azione parlamentare e civile. Questo numero di fine luglio arriverà in coincidenza con l'inizio della pausa estiva della stragrande maggioranza dei parlamenti. E poiché Transnational è prima di tutto uno strumento di informazione per e sulla azione parlamentare - sia essa condotta dai parlamentari, o da cittadini che alle istituzioni parlamentari si rivolgono - del transpartito transnazionale che è il Partito Radicale, ci pare opportuno considerare questa data come un primo approdo del nostro lavoro.

Il prossimo numero non rispetterà rigidamente la scadenza quindicinale affinché possa giungere ai suoi destinatari in coincidenza con la riapertura dei parlamenti nazionali e nella probabile imminenza di un Consiglio generale del Partito radicale. E' una scelta che deriva anche dalla necessità di gestire oculatamente le scarse risorse finanziarie a disposizione del Partito radicale. Purtroppo, ancora una volta le risorse si stanno esaurendo.

Un primo bilancio parziale è sicuramente positivo.

La redazione di Transnational durante questo periodo è stata coordinata da Paolo Pietrosanti, con Luca Frassineti, Silvja Manzi, Simone Zaccagnini. La gestione degli indirizzari è stata coordinata da Gianni Betto e Daniela Cacace. Ogni numero è stato tradotto in 10 lingue (francese, spagnolo, inglese, russo, romeno, ucraino, albanese, bulgaro, croato, ungherese; e potrebbero aggiungersene altre molto presto), coinvolgendo nel lavoro di preparazione 30 persone sparse tra le sedi del Partito radicale di Roma, Bruxelles, Zagabria, Budapest, Bucarest, Tirana, Mosca, Kiev, New York, Sofia e Madrid.

Transnational costa circa 5.000 dollari USA per numero. Attualmente viene inviato a oltre 25.000 destinatari di 49 paesi. Bisogna inoltre sottolineare come tutto ciò sia spesso possibile grazie al lavoro militante di molti compagni radicali.

In questo numero pubblichiamo, tra le altre notizie, la mozione approvata nella recentissima assemblea organizzata dai compagni radicali moscoviti. E' un documento importante perché sottolinea la continuità delle attività del partito nella direzione dei temi individuati dalla Mozione di Sofia. Questa riunione è stata la prima occasione di incontro per i membri del Consiglio Generale e i più attivi militanti dell'ex Urss dopo l'assassinio del nostro compagno Andrea Tamburi.

La serietà e l'impegno profuso dai radicali che operano nell'ex Unione Sovietica in questi mesi sono il miglior ricordo e riconoscimento del lavoro svolto da Andrea in quella difficilissima situazione.

Una parte di quella Mozione è stata rapidissimamente superata dai fatti, e va sottolineato con grande soddisfazione. Il tribunale internazionale ad hoc sui crimini commessi nella ex-Yugoslavia è finalmente e del tutto nelle condizioni di operare, e di procedere con i giudizi penali che il suo statuto gli impone. Infatti, Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha ratificato e reso esecutiva la nomina di Richard J. Goldstone, sudafricano, quale Pubblico Ministero della Corte. Quello che costituisce la prima istituzione giurisdizionale sovranazionale può ora operare a pieno regime, per affermare il diritto contro la barbarie, e la necessità, per un mondo sempre più interdipendente e interconnesso, di un diritto che sia cogente e adeguato alle sue necessità.

LA MORATORIA DELLE ESECUZIONI ALLA ASSEMBLEA GENERALE ONU

Mercoledì 20 luglio la campagna per la moratoria delle esecuzioni capitali, che è uno degli obbiettivi fissati nella mozione di Sofia, ha compiuto un passo avanti di grandissima importanza. La Camera dei Deputati del Parlamento italiano ha approvato alla unanimità la mozione -pubblicata sul n· 0 di Transnational- che

impegna il Governo italiano a presentare entro il 20 agosto una risoluzione perché sia discussa dall'Assemblea generale ONU nella Sessione che aprirà in settembre.

La Mozione approvata in Italia a prima firma Emma Bonino, Segretaria del PR, è stata sottoscritta, lo ricordiamo, da oltre cento deputati.

ENTRO IL 1995 LA CORTE PENALE INTERNAZIONALE

La 49a sessione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che si apre il 20 settembre, avrà tra i punti all'ordine del giorno anche la questione della Corte Penale Internazionale per i crimini contro l'umanità. L'International Law Commission, organo ausiliario dell'Assemblea Generale, trasmetterà entro il 22 luglio la bozza di statuto.

E' bene ricordare che la discussione si svolgerà nell'ambito della VI Commissione dell'Assemblea Generale, perché i lavori in seduta plenaria sono riservati ai discorsi dei Ministri degli Esteri su temi di interesse generale delle Nazioni Unite e solo alla formale adozione delle Risoluzioni. Il Governo italiano, in virtù del "contratto di maggioranza" firmato dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e Marco Pannella, si è impegnato ad affidare a Emma Bonino, segretaria del Partito radicale, l'incarico di esprimere l'indirizzo italiano nelle riunioni dell'Assemblea dedicate a questo argomento.

L'obiettivo ambizioso che il Partito Radicale si pone, e rispetto al quale sarà impegnato nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, è quello di ottenere, nell'ambito della 49a sessione, l'approvazione di una Risoluzione che convochi una Conferenza Internazionale, sotto gli auspici delle Nazioni Unite, istitutiva della Corte Penale Internazionale: entro il 1995, anno del cinquantenario della nascita dell'organizzazione delle Nazioni Unite.

E' questo il primo passo, decisivo, per ottenere la creazione di una vera giurisdizione internazionale: obiettivo, tra gli altri, della mozione approvata dal Consiglio Generale del Partito radicale nel luglio del 1993 e obiettivo di "Non c'è pace senza giustizia", il comitato di parlamentari, sindaci e cittadini per un nuovo diritto internazionale.

TRIBUNALE AD HOC SULLA EX JUGOSLAVIA: FINALMENTE NOMINATO IL PUBBLICO MINISTERO

Ci è voluto più di un anno perché il Consiglio di Sicurezza dell'ONU nominasse il Pubblico Ministero per il Tribunale internazionale sui crimini di guerra commessi nei territori della ex Jugoslavia. Si tratta del sudafricano Richard J. Goldstone, giudice della Corte Suprema, in passato impegnato a indagare sulle violenze e sulle violazioni di diritti umani nel suo Paese, lacerato dalle divisioni razziali. Ora il Tribunale, composto da undici giudici e presieduto dall'italiano Antonio Cassese, potrà finalmente diventare operativo.

La battaglia del Partito radicale e l'intervento del Governo italiano -in attuazione del contratto di maggioranza tra la Lista Pannella-Riformatori e il Presidente del Consiglio Silvio berlusconi- negli incontri bilaterali del G7 sono stati determinanti per la nomina del pm.

Il primo compito del pubblico ministero Goldstone sarà quello di analizzare le casse di documenti che compongono il rapporto della commissione di esperti, presieduta dal professor Bassiouni, iscritto al Partito radicale, che ha indagato sui crimini commessi nella ex Jugoslavia. I dati dell'orrore che escono fuori dal rapporto sono impressionanti: 200/250 mila persone uccise, circa 50 mila torturate, 20 mila donne stuprate, 715 luoghi di detenzione e campi di concentramento, oltre 150 fosse comuni.

L'istituzione del Tribunale ad hoc per la ex Jugoslavia costituisce il primo passo verso l'istituzione della Corte penale internazionale permanente dell'ONU che è ormai allo studio da più di dieci anni, istituzione che consentirebbe di procedere penalmente nei confronti dei criminali di guerra, fornendo uno strumento di attuazione alle convenzioni sui diritti umani.

Durante un'intervista rilasciata ad un quotidiano italiano la Segretaria del Partito radicale Emma Bonino tra l'altro ha dichiarato: »Ora l'impasse è stato sbloccato. E il Tribunale, che è uno strumento internazionale per fare giustizia e per reintegrare i diritti così barbaramente calpestati nella ex Jugoslavia, finalmente può funzionare. Non si dimentichi che il Tribunale sui crimini commessi nella ex Jugoslavia è il primo dopo quelli di Norimberga e di Tokio. Questa volta, però, non si tratta di affermare la giustizia dei vincitori ma la giustizia e il diritto internazionale, a partire dalla convenzioni di Ginevra sul genocidio.

E adesso bisogna rilanciare la campagna per l'istituzione di un Tribunale internazionale permanente. Ci sono tonnellate di convenzioni sui diritti umani e sull'ambiente, ma mancano sia gli strumenti di verifica che quelli sanzionatori. Ora anche il governo italiano dovrebbe farsi promotore all'Assemblea dell'ONU, di una risoluzione per l'istituzione del Tribunale .

MEETING ALLARGATO DEI CONSIGLIERI GENERALI DEL PARTITO RADICALE

DELLA CSI E DEI PAESI BALTICI

(Mosca, 9 Luglio 1994). Nei giorni 8 e 9 luglio si è tenuto nel Centro Parlamentari della Federazione Russa a Mosca l'incontro allargato dei membri del Consiglio Generale del Partito Radicale della CSI e dei Paesi Baltici

Al Meeting hanno partecipato: Ottavio Lavaggi, Tesoriere del PR; Olivier Dupuis, Presidente del Consiglio Generale; Antonio Stango, membro della Segreteria e responsabile del coordinamento delle attività radicali nel CSI e negli Stati Baltici; Mamuka Tsagareli, vice presidente del Consiglio Generale; Jokubas Minkevicius, membro dell'Accademia Lituana; Lev Razgon, scrittore russo ed ex prigioniero politico nel periodo di Stalin; Arif Ragim-Zade, deputato del Parlamento dell'Azerbaijan e iscritto radicale; Valentin Oskotskij, scrittore russo e membro della Commissione per l'amnistia del Presidente russo. Tra i membri del Consiglio Generale: Nikolaj Khramov (Russia), Fedor Chub (Russia), Samvel Shaginjan (Armenia), Sergej Sheboldaev (Russia). Erano inoltre presenti molti militanti radicali provenienti da differenti Paesi e città.

Erano presenti al Meeting i corrispondenti dell'agenzia giornalistica Interfax, del quotidiano Moskovskij Komsomolets e della TV Russa. Un servizio televisivo relativo al Meeting è andato in onda sulla TV Russa nel programma giornalistico »Vesti .

Pubblichiamo qui il testo integrale del documento politico con cui si sono conclusi i lavori del meeting.

DOCUMENTO FINALE DEL MEETING ALLARGATO DEI MEMBRI DEL CONSIGLIO GENERALE DELLA CSI E DEI PAESI BALTICI

(Mosca, 8-9 Luglio, 1994)

Il Meeting allargato dei membri del Consiglio Generale del Partito Radicale della CSI e dei Paesi Baltici, che si è tenuto a Mosca l'8-9 luglio 1994, sottolinea l'essenziale importanza dei temi trattati.

A. Crede fermamente che la pena di morte non sia solo una palese violazione dei fondamentali diritti umani (tra tutti, il più importante, quello del diritto alla vita) ma sia anche una minaccia allo Stato di diritto, che è alla base del processo di fondazione di tutte le società post-totalitarie. Il problema della pena di morte è di grande importanza ed è centrale nei processi di revisione delle costituzioni in molti ex-soviet.

Di conseguenza, il Meeting porta all'attenzione l'esperienza positiva del Parlamento della Georgia, nel quale la Commissione Costituzionale ha incluso l'articolo sull'abolizione della pena di morte nella bozza di Costituzione che è pronta per essere discussa. Il Meeting si appella ai membri del Partito radicale, ai membri dei parlamenti nazionali e agli organi dirigenti del Partito radicale perché si definisca una campagna durante le prossime settimane e mesi, per mantenere questo articolo nella bozza della Costituzione della Georgia .

Il Meeting allargato si impegna, inoltre, a favore del proseguimento e per dare slancio alle campagne già iniziate contro la pena di morte in Moldavia, visto che anche quel Parlamento discuterà quest'anno la nuova Costituzione.

E' necessario rivolgere la propria attenzione anche all'analoga situazione in Armenia. Il progetto Costituzionale in Armenia include un articolo speciale sull'inviolabilità della vita umana, che permette un'interpretazione nel senso abolizionista e che potrebbe diventare, quindi, il punto di partenza per una campagna abolizionista.

Il Meeting ritiene necessario sottolineare l'evidente pericolo relativo alla discussione del nuovo codice penale in Ucraina nel prossimo autunno poiché la bozza di codice non limita il campo dell'applicazione della pena di morte ad un minimo di reati ma tende ad estenderla. A questo proposito il Meeting allargato fa appello perché si promuova una appropriata iniziativa transnazionale presso il Consiglio Supremo Ucraino.

Così come per la situazione russa, il Meeting allargato sottolinea la necessità di concentrare l'attenzione perché si ottenga una stabile moratoria della pena di morte che è stata stabilita, di fatto, dal Presidente Yeltsin. E' un'opportunità per promuovere un appello delle personalità della politica, della scienza e della cultura al Presidente Yeltsin e all'Assemblea Federale Russa, che chieda la definitiva moratoria e l'abolizione della pena di morte "de jure" nei prossimi anni.

Il Meeting rivolge inoltre la propria attenzione all'importanza dello sforzo da compiere a livello delle organizzazioni internazionali per attuare la moratoria universale sulla pena di morte. In relazione a ciò, è necessario sostenere all'estero l'iniziativa del governo italiano che chiede di includere la discussione della moratoria nell'agenda della prossima sessione dell'Assemblea Generale dell'Onu. E' inoltre fondamentale sostenere l'adozione di appropriate risoluzioni in quei parlamenti che includono membri o aderenti al Partito radicale.

B. Così come fatto per l'istituzione del Tribunale Internazionale per i crimini di guerra commessi nella ex-Jugoslavia, il Meeting rivolge un appello perché si operi per superare - specialmente in collaborazione con gli stati membri del Consiglio di Sicurezza dell'Onu - i numerosi tentativi di ostacolare il lavoro effettivo ed efficiente del Tribunale (l'ultimo dei quali è rappresentato dall'impossibilità d'iniziare il lavoro del Tribunale senza il Pubblico ministero). A questo riguardo, è necessaria una nuova mobilitazione transnazionale per ottenere al più presto la nomina del Pubblico Ministero da parte del Consiglio di Sicurezza dell'Onu.

E' inoltre indispensabile organizzare azioni per spingere il Tribunale sui crimini commessi nella ex Jugoslavia a investigare non solo sui casi dei singoli criminali, ma anche a portare in giudizio gli organizzatori politici della »pulizia etnica .

C. Sul Tribunale Permanente per i crimini di guerra e i crimini contro l'umanità, il Meeting esprime la sua soddisfazione per le recenti notizie provenienti da Ginevra, relative al lavoro dell'International Law Commission, che presto finirà il suo compito di stesura dello Statuto della Corte Internazionale Permanente. Se nel prossimo futuro le notizie saranno confermate questo significherà che l'Assemblea Generale dell'Onu avrà una possibilità - almeno teorica - di discutere e di adottare lo Statuto durante la sua prossima sessione autunnale. Ciò significa che i membri del Partito radicale dovranno organizzare campagne di pressione sui governi dei loro paesi in un breve arco di tempo, chiedendo l'adozione di appropriati documenti nei parlamenti, per fornire una possibilità reale all'Assemblea Generale di discutere e adottare lo Statuto del Tribunale Permanente Internazionale prima della fine di quest'anno e per istituirlo nel 1995, in coincidenza con il 50esimo anniversario delle Nazioni Unite.

Il Meeting rivolge la propria attenzione alla necessità di unifire gli sforzi delle diverse forze sociali e dei singoli individui per giungere alla costituzione di una istituzione giuridica sovranazionale, quale la Corte Permanente Internazionale, e suggerisce di promuovere la campagna di adesioni al Comitato internazionale »Non c'è Pace senza Giustizia , istituito nella primavera di quest'anno, e a cui si possono iscrivere anche parlamentari, sindaci, scrittori, scienziati e cittadini della CSI e dei Paesi Baltici.

D. Il Meeting pubblico rivolge l'attenzione al fatto che la Federazione Russa è la sola Repubblica dell'ex-URSS, dove il diritto all'obiezione di coscienza è ancora assente. Il Meeting considera la necessità di rilanciare la campagna per far adottare dalla Duma di Stato una legge per il servizio civile alternativo.

E' altresì necessario riaprire il dibattito sulla questione dell'anti-militarismo, pacifismo e nonviolenza, sulle possibilità di collaborazione con tutti i gruppi anti-militaristi; in particolare, dopo il crollo del muro di Berlino e il dissolversi della divisione bipolare del mondo tra Est e Ovest, movimenti e gruppi per la pace sono in crisi mentre, senza alcun dubbio, è necessario un forte fronte anti-militarista, considerando specialmente la minaccia militare, le recrudescenze fasciste e naziste, originatesi nei paesi post-totalitari.

E. Il Meeting considera necessario assicurare la continuità di impegno del Partito radicale nella battaglia per una nuova politica energetica pulita. In particolare è necessario affrontare con urgenza le questioni della chiusura dei pericolosi impianti nucleari nei paesi della ex-URSS, delle conseguenze di eventuali incidenti e della sicurezza nello stoccaggio dei rifiuti radioattivi. A questo proposito è causa di profonda preoccupazione il rifiuto del governo Ucraino di chiudere la centrale di Chernobyl, resistendo a tutte le pressioni internazionali. E' necessario anche che le organizzazioni ambientaliste internazionali dedichino particolare attenzione sia al documento preparato dalla Commissione sulle problematiche ambientali e le risorse naturali del Consiglio Supremo della Repubblica Armena che invita a rimettere in funzione le centrali nucleari armene, sia allo sviluppo delle risorse energetiche alternative in Armenia.

F. Il Meeting esprime la sua preoccupazione circa la situazione dei diritti delle popolazioni senza diritto di cittadinanza in Lettonia ed Estonia e invita il Partito radicale a tenere una conferenza su questo argomento a Riga entro l'autunno dell'anno in corso.

G. Il Meeting prende atto della scarsità di iscrizioni dalla CSI e dai paesi baltici per l'anno 1994 e fa appello a tutti i membri del Partito radicale a cercare più attivamente nuovi iscritti nei loro luoghi di provenienza.

A parte l'agenzia Transnational, che è distribuita dall'aprile di quest'anno - importante in quanto unica fonte di comunicazione e informazione considerando le poco sviluppate e inaccessibili reti informatiche e la mancanza di uno strumento come Radio radicale - il Meeting allargato suggerisce per la campagna d'iscrizioni una serie di Assemblee aperte del Partito radicale che dovrebbero essere tenute nei prossimi mesi, volendo così incrementare il numero di iscritti nei paesi della ex-URSS.

H. Il Meeting considera necessario rafforzare la divulgazione delle attività del Partito radicale con il supporto dei mass media della CSI e dei Paesi Baltici.

BULGARIA: INCONTRO PUBBLICO DEL PARTITO RADICALE

Si è svolta il 9 luglio scorso a Zlatograd una assemblea aperta del Partito radicale organizzata dal consigliere generale Kolio Paramov, deputato bulgaro.

Tra gli argomenti discussi, particolare rilievo ha assunto il tema del federalismo e l'importante ruolo dei radicali transnazionali nel promuovere l'integrazione dei paesi dell'est in europa.

Dieci persone si sono iscritte al Partito radicale, tra le quali i sindaci di Ermareka, Profirov, e di Benkovski, Menderes.

FREEDOM FOR FRANCISCO!

Ci è stata comunicata in questi giorni - grazie ad Agorà telematica - una prima risposta all'appello lanciato per la liberazione di Francisco Chaviano Gonzales, prigioniero politico a Cuba. La pubblichiamo con l'invito ad aderire a questa campagna.

»Il Gruppo di Radicali a Dnepropetrovsk chiede di intervenire in favore del Presidente del Consiglio Nazionale per i Diritti Civili Francisco Chaviano Gonzales, che è stato illegalmente arrestato il 7 maggio 1994 dalla polizia politica cubana.

Il nostro Gruppo appoggia la decisione di Amnesty International che ha dichiarato Francisco "prigioniero di coscienza".

E' necessario organizzare una campagna con lo slogan "Freedom For Francisco!". E' opportuno informare la comunità mondiale sulle clamorose violazioni dei Diritti Umani a Cuba.

Chiediamo a tutti di organizzare manifestazioni di protesta davanti alle ambasciate cubane dei propri paesi, raccogliere firme su un appello al governo cubano e consegnarlo all'ambasciatore.

Noi ribadiamo il nostro secco "NO" alle persecuzioni politiche, da dovunque esse provengano, sia da un criminale dittatore che da soggetti privati.

Gennadi Sakharov (giornalista di Radio Liberty, iscritto al Pr), Jim Mikhajlov (attivista di Green Peace e del Pr), Sergei Tikhonov (medico, iscritto al Pr.), Marina Fokina (attivista di Green Peace e del Pr), Arthur Fredekind, (giornalista, iscritto al Pr), Inna Fredekind (iscritta al Pr)

TRIBUNALE INTERNAZIONALE PERMANENTE

IL DEPUTAT RUSSO VIKTOR SHEJNIS SCRIVE A EMMA BONINO

Il deputato alla Duma dell'Assemblea Federale russa, Victor Shejnis, del Gruppo parlamentare Javlinskj-Boldyrev-Lukin, ha inviato la seguente lettera alla Segretaria del PR Emma Bonino:

"I problemi toccati nella Sua lettera del 9 giugno sono di importanza centrale. L'obiettivo primario che persegue il Comitato Non c'è Pace senza Giustizia da Lei espresso è di nobile e vitale importanza.

Esprimo la mia speranza in una fattiva e fruttuosa collaborazione.

Con i migliori saluti.

CROAZIA: I FIRMATARI DELLA MOZIONE RADICALE

Zagabria- La mozione parlamentare proposta dal Partito radicale per l'istituzione del Tribunale internazionale permanente ha raccolto fino ad oggi in Croazia le seguenti adesioni parlamentari.

Bisogna sottolinerae che da oltre un mese le maggiori opposizioni (liberali, dieta istriana, popolari, ex-comunisti, partito contadino) non partecipano ai lavori parlamentari e valutano illeggittime per assenza del quorum varie delibere della sola maggioranza.

In queste condizioni risulta molto difficile ottenere l'attenzione necessaria alla mozione che proponiamo.

Comunità Democratica Croata (HDZ): Muhamed ZULIC, Milivoj KUJUNDZIC;

Partito dei cambiamenti Democratici (SDP): Zdravko TOMAC;

Dieta Democratica Istriana (IDS): Ivan PAULETTA;

Partito Social Liberale Croato (HSLS): Tereza GANZA-ARAS, Vilim HERMAN, Zltako KRAMARIC (Sindaco di Osiejk);

Indipendenti: Zivko JUZBASIC

 
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