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Notizie Radicali - 2 agosto 1997
NR: Mai più criminali impuniti

MAI PIU' CRIMINALI IMPUNITI

Campagna per l'Istituzione della Corte Penale Internazionale per i crimini di guerra e contro l'umanità

SOMMARIO: Nel 1998 potrebbe vedere la luce il Tribunale Penale Internazionale per i crimini contro l'umanità. Dopo anni di discussioni all'ONU, dopo la creazione dei due tribunali ad hoc (ex Jugoslavia e Ruanda) manca poco alla creazione di questo strumento fondamentale per un diritto internazionale. A Roma nel giugno 1998, durante la Conferenza Diplomatica di Plenipotenziari, ciò può essere realizzato. (Notizie Radicali, Nr 6 del 2 Agosto 1997 - Pag 6)

A quali strumenti di politica, diritto e giustizia possono essere affidate le speranze di chi voglia difendere la legalità internazionale e garantirne il rispetto? Dinanzi alle tragedie delle guerre e delle violenze che ancora, in tanta parte del mondo, fanno quotidianamente strage di diritto e di persone, è possibile contrapporre istituzioni altrettanto armate, che dicano e facciano giustizia e che non si limitino ad assistere alla violazione sistematica dei diritti umani e civili e della stessa legalità internazionale?

Questi interrogativi hanno rappresentato negli ultimi anni la ragione costitutiva dell'attività del Partito radicale. Ne hanno tratto alimento iniziative che sembravano e sembrano ancora lontane o estranee a ciò che, in Italia, significa fare politica; ma, proprio grazie a questa mobilitazione sono stati conseguiti risultati che, fino a pochi anni fa, sembravano essere irraggiungibili.

A cinquant'anni dai processi di Norimberga la 51a Assemblea dell'Onu ha finalmente adottato una risoluzione che indica impegni e scadenze precise per l'istituzione di una Corte Penale Internazionale che possa giudicare genocidi e crimini di guerra e contro l'umanità.

Quanto per molti anni sembrava essere solo un sogno è oggi a portata di mano. La risoluzione prevede lo svolgimento di una Conferenza Diplomatica entro il 1998. Nel frattempo il Comitato Preparatorio dell'Onu dovrebbe predisporre una bozza di statuto del Tribunale nell'ambito delle quattro sessioni di lavoro previste da qui all'aprile del'98. Il Governo italiano ha rinnovato per il terzo anno consecutivo l'impegno ad ospitare la conferenza e sta approvandone gli strumenti di copertura finanziaria.Tutto ciò non è però sufficiente a far sì che il Tribunale possa essere istituito entro breve tempo. E' una lunga corsa ad ostacoli quella che dovrebbe condurre, nel giugno del'98, a Roma, alla Conferenza Diplomatica istitutiva della Corte Penale Internazionale.

La scadenza fissata dall'Onu resta provvisoria e, se non sarà confermata nel prossimo autunno dall'Assemblea Generale, una opportunità storica rischia di essere perduta.

Quella del Tribunale è una storia lunga. Comincia con le speranze nate con la creazione dell'Onu e rischia di naufragare con il fallimento, parziale, di questa organizzazione. Dal Tribunale di Norimberga ad oggi, giuristi, esperti di diritto internazionale, la Commissione di Diritto Internazionale, il VI Comitato dell'Assemblea Generale, e lo stesso Consiglio di Sicurezza, hanno discusso e riflettuto sulla necessità di una Corte di Giustizia internazionale, senza riuscire a venirne a capo. A maggior ragione, oggi è dunque urgente sfruttare l'occasione offerta dalla Risoluzione adottata dalla 51a Assemblea dell'Onu. Un piccolo numero di Stati, inclusi alcuni membri permanenti del Consiglio di Sicurezza, restano in sostanza contrari all'istituzione della Corte Internazionale e ne chiedono il rinvio a tempo indeterminato. Dunque, tutti i Paesi che sostengono e hanno promosso l'istituzione del Tribunale devono concentrare i propri sforzi ed accelerare i tempi per la convocazione della Conferenza Diplomatica Plen

ipotenziaria a cui deve essere affidata la soluzione dei problemi tecnici e politici relativi allo Statuto del Tribunale su cui non sia, nel frattempo, maturato un ampio consenso.

I fautori di un pronto insediamento del Tribunale Internazionale sono stati finora incoraggiati dall'iniziativa del Consiglio di Sicurezza che, spinto da alcune organizzazioni, tra le quali il Partito radicale, ha istituito due tribunali ad hoc in risposta ai crimini commessi nella ex Iugoslavia e in Ruanda. Questi strumenti, che pure prefigurano un primo importantissimo segmento di giurisdizione internazionale, non hanno carattere permanente, ma rimangono tuttavia la sola strada aperta per affermare il principio di legalità in una dimensione transnazionale.

Se però non si arriverà in breve tempo a una grande iniziativa politica che affermi l'urgenza della creazione del Tribunale, difficilmente la Conferenza Diplomatica potrà tenersi nei tempi previsti. La teoria e la pratica di sacrificare la giustizia sull'altare di una pace precaria e ingiusta deve finire. L'impunità di cui criminali di ogni specie hanno goduto in questo secolo non ha mai garantito né pace né tanto meno giustizia. Il nostro primo compito è quello di sostenere con forza il lavoro del Comitato Preparatorio e di promuovere nel prossimo autunno l'adozione di una risoluzione da parte dell'Assemblea Generale dell'Onu che indichi tassativamente la data di giugno'98 per la tenuta della Conferenza diplomatica a Roma. Subito dopo bisognerà verificare e sostenere l'impegno politico degli Stati proprio in funzione della Conferenza. Solo in questa sede si potrà valutare se il Tribunale potrà nascere e diventare uno strumento efficace di giustizia internazionale ed insieme un formidabile deterrente per nuo

vi conflitti e massacri. In quella sede si dovrà ancheassicurare che il Tribunale venga dotato di fondi sufficienti per operare e che gli stanziamenti necessari al suo funzionamento siano parte del bilancio ordinario delle Nazioni Unite; bisogna evitare quanto avviene oggi per i Tribunali ad hoc, spesso immobilizzati dalla mancanza di fondi o, peggio, sottoposti al ricatto politico-finanziario del Consiglio di Sicurezza.

Che il mondo si affidi alla forza della legge e non più alla legge della forza: è la sfida politica più importante di questa fine di secolo, è la consegna, l'eredità e l'impegno più preziosi, che possiamo affidare all'Onu e alla comunità politica internazionale, perché se ne facciano garanti, perché realizzino quella speranza a cui il lavoro del Partito radicale ha dato corpo negli ultimi 10 anni.

LE PROSSIME TAPPE PER LA CORTE INTERNAZIONALE

Le Conferenze:

* Europea (Malta, settembre)

* Americana (Atlanta, settembre)

* Latino-americana (Montevideo, settembre)

* Sull'impunità (Siracusa, settembre)

* Africana (Dakar, novembre)

L'attività all'ONU:

* Comitato Preparatorio

(New York, 10-21 agosto)

* Assemblea Generale (New York, autunno)

* Comitato Preparatorio (New York, 1-12 dicembre)

 
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