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Conferenza Antimilitarismo
Partito Radicale Nikolaj - 28 aprile 1996
LETTERA AL DIRETTORE DI "ARGUMENTY I FAKTY"

all'attenzione del direttore

sg.r Starkov A.V.

Mosca, 18 aprile 1996

Egregio signor direttore,

Sull'ultimo numero del Suo settimanale (N 16, 8090, aprile 1996) nella rubrica "Domandate - rispondiamo", curata da Maja Shevchenko e Maria Lemesheva, e' stata pubblicata la risposta della redazione alla domanda di un lettore da Mytischi: "Ho ricevuto la cartolina precetto, pero' per alcune ragioni non voglio andare sotto le armi e per il momento mi nascondo. Ma se nonostante tutto un giorno mi faranno prendere la mia roba e venire al commissariato, quali conseguenze potrebbe avere il mio "gioco a nascondino"?

La risposta data dalla redazione di Argumenty i fakty non e' altro che una disinformazione.

In primo luogo, la redazione nomina l'articolo 80 del Codice Penale della Federazione Russa ("elusione dal reclutamento"), ma non ritiene necessario spiegare che si tratta della responsabilità penale solo nel caso la recluta senza valide ragioni non si presenti con i suoi "effetti personali" nel luogo, indicato nella cartolina precetto, per essere mandata nell'esercito. Ma non presentarsi, anche più di una volta, al commissariato militare alla seduta della commissione sanitaria o quella di reclutamento viene considerato un reato amministrativo (articolo 191 del Codice Amministrativo della Federazione Russa) e viene punito con una multa, uguale a 1/10 dello stipendio minimo, e, nel caso entro un anno il reato si ripete più di una volta, - fino a 1/2 dello stipendio minimo.

In secondo luogo, e' questo e' il fatto di primaria importanza, la redazione non ha nemmeno nominato il diritto di ogni cittadino di scegliere l'obiezione di coscienza e di sostituire il servizio militare con il servizio alternativo civile (articolo 59, comma 3 della Costituzione Russa).

Infatti, la legge sul servizio alternativo civile non e' stata ancora approvata dalla Duma di Stato. Ma questo non deve portare alla restrizione del diritto dei cittadini all'obiezione di coscienza, garantito dalla Costituzione, un documento ad azione diretta e di forza giuridica suprema. Basta impugnare in tribunale la decisione della commissione di reclutamento, che rifiuta di inviare la recluta al servizio alternativo e che, invece, la manda nell'esercito per fare il servizio militare. Fatta la denuncia al tribunale e fino alla decisione in ultima istanza, la commissione di reclutamento non può più prendere nessuna decisione che riguardi la recluta. Centinaia di cittadini russi hanno già usato il loro diritto costituzionale e di fatto hanno ottenuto il differimento della chiamata alle armi fino all'approvazione della legge sul servizio alternativo civile e sulla determinazione della procedura della sua esecuzione. Il più recente esempio e' il verdetto del giudice Tatjana Vesselova, della Corte regionale

di Jaroslavl', sull'illegittimità delle azioni della commissione di reclutamento nei riguardi della recluta Aleksandr Barabanov, cui e' stata data la cartolina-precetto nonostante il suo dichiarato desiderio di fare il servizio alternativo civile.

Mi dispiace che il settimanale più diffuso del paese pubblichi un articolo che di fatto disinforma le reclute. Ce ne sono due possibili ragioni: i giornalisti che curavano la rubrica conoscevano poco il problema, in questo caso il titolo "Domandate - rispondiamo" diventa un po' equivoco, oppure (preferirei non crederci) nei giorni del reclutamento primaverile il settimanale apposta induce i suoi lettori in errore, aiutando il Ministero della Difesa di avere come "carne da cannone" almeno alcuni ragazzini, spaventati e ingannati. Si può capire (ma non accettare!) la ragione per la quale il governo russo nasconde dai giovani cittadini un diritto costituzionale di primaria importanza - noi tutti ne siamo testimoni. Ma e' strano che un settimanale, a buon diritto considerato uno dei più progressivi e democratici giornali del paese, condivide lo stesso punto di vista.

Egregio signor direttore, La prego di pubblicare questa mia lettera: nel nome della verità e dell'informazione dei cittadini sui loro diritti. Da mia parte, sarei sempre lieto di collaborare con il Suo settimanale, di fornire qualsiasi informazione che riguardi l'attività dell'ARA e del Partito Radicale, rivolta all'approvazione al più presto di una legge sul servizio alternativo civile, alla democratica riforma militare, contro la guerra e il militarismo.

Con stima,

Nikolaj Khramov

(Segretario dell'ARA)

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Agumenty i fakty (Argomenti e fatti) - popolare settimanale, dedicato agli argomenti politico-sociali, culturali e di attualità.

Traduzione di Anna Jampoljskaja

 
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