Ho contato i tavoli/iniziative di questo week-end, e nonostante i numeri di Mariano, ne ho contati 50 (erano stati accorpati due pratesi e c'e' il massese che ho aggiunto stamane).
Di questi 50, 15 sono in Toscana, tutti riconducibili al nostro presunto coordinamento. E ci sono situazioni in cui non ho rotto piu' di tanto perche' uscissero in questo week-end: mi sono reso conto che se insistevo sarebbero anche usciti, ma giusto per far numero. Comunque sono situazioni che il prossimo fine settimana, o giu' di li', si recupereranno. Si tratta di Pistoia, Siena, Lucca, Portoferrraio, a cui si aggiunge la piacevole sorpresa di Piombino (Carlo Valdisalici, obiettore radicale in servizio attualmente ad Arezzo e colonnina di quella sede, finisce la sofferenza e torna alla sua natia Piombino, ma stanco dei vecchi liberali della cittadina di Mussi, poi si stabilira' a Pisa per finire gli studi e dove ha intenzione di fare il culo a Dario :-) ).
Rimane il vuoto di Grosseto, l'assenza di Montecatini, Poggibonsi e Turrita di Siena.
Di Grosseto -dopo le "capriole" elettorali che non ci serve commentare- aspettiamo qualche segnale. Montecatini sembra morta, mente gli altri due "paeselli" sono in contatto e credo si daranno una mossa.
Il club di Pistoia ha deciso di fare una tre giorni full-time di comizio non-stop negli ultimi tre giorni di campagna elettorale, e -ovviamente- ha chiesto una grande collaborazione di tutti (Pistoia caput mundi? dopo la maratonina decembrina di Arezzo .............).
Comunque. Torniamo al rapporto 50/15. Non dobbiamo essere contenti (semo forti e altre cazzate del genere), ma preoccupati. Niente di nuovo, in pratica. Tutto come previsto, purtroppo.
E su questo faccio alcune valutazioni.
Io sono convinto che il 15 giugno non raggiungeremo il quorum, e che grazie ad alcuni meccanismi al 99% legati a Pannella, ci andremo vicini, ma non al 50,01% (ricordatevi che l'altra volta con caccia e pesticidi, i votanti furono il 35%!!!!!!!!). Credo che abbiamo perso l'occasione decidendo di partecipare a queste tribune (ci sono anche alcuni interventi di Della Vedova che giocano contro il SI'). Per semplificare: sono d'accordo con Cavalieri. Pannella se ne inventera' di tutti i colori, ma la pietosa figura della tribuna di ieri alle 14, dove ringraziava le autorita' pinco e pallo e si levava il lenzuolo per poi smielarsi con quel piccolo magistrato che aveva accettato di confrontarsi con lui, credo sia una sorta di cartina al tornasole: lui contento e gigioneggiante, ma pur sempre visto si' e no da mezzo milione di persone, e senza alcun strascico sui media tv della serata e stampati di oggi. E poi, quel che dice David Bacarella in conf movimento sulla pubblicita' del Corsera (solo in piccolo si diceva
di andare a votare e votare SI') e' di una realta' tremenda, che conferma le frequenti toppe comunicative che Pannella prende: ogni tanto ce ne dimentichiamo, perche' compensate da altre riuscitissime forme di comunicazione tipo il fantasma, ma purtroppo ci sono e nel caso della pagina del Corsera di venerdi', credo sia molto pensante.
E non credo che i "compensi" che ci verranno dati grazie a Storace aiuteranno molto. Non ho alcuna fiducia nella possibilita' che questo regime abbia al suo interno forze rigeneratrici di democrazia (quel fascista di Storace, poi ...). E credo che Pannella sopravvaluti la possibilita' di essere in tv.
In questa situazione c'e' la completa sottovalutazione di una presenza extra-tv, che, se non contribuira' ugualmente al quorum, consentirebbe comunque di creare una mobilitazione su cui costruire per il futuro. La testardaggine a non fare i manifesti nazionali e' emblematica: non si danno gli strumenti perche' la mobilitazione possa andare oltre quel miserrimo numero 50. E se il prossimo week-end sara' raddoppiato, molto probabilmente, dall'attuale rapporto 50/15, passeremo ad un rapporto 100/25.
Ma e' cosi'. Prendiamo atto. E non vale la pena scalciare, specialmente dopo quello scambio di opinioni dell'altra sera in conf movimento, con i "sireneici" e altra robetta varia. E scalciare sarebbe anche controproducente in tutti i sensi: 0,1 diviso due fa' 0,0000001 x 2.
Credo che dobbiamo giocare tutti, e in modo pesantissimo, per andare il piu' vicino possibile al quorum: tutti i cittadini che riusciremo a convincere della giustezza del voto il 15 giugno sono bombe di ribellione contro la dittatura D'Alema/Berlusconi: micce accese in mano nostra. Infatti -proprio per quello che e' successo con la censura tv- il voto del 15 giugno non puo' essere considerato referendario e basta (si e' vinto o si e' perso, e poi tutti a casa), ma ogni persona che andra' a depositare la scheda nell'urna sara' cosciente di compiere un atto rivoluzionario. E solo chi ha consentito questo atto rivoluzionario potra' avere le carte in regola per far continuare questa rivoluzione oltre l'urna.
Chi saremo e cosa saremo non lo so ancora. Una cosa e' certa: non saremo il Mcp e non vi ridico cose dette gia' tante volte in materia, a partire dal fatto dei club.
Ma so che dobbiamo esserci perche' abbiamo da dire, proporre, fare, proprio grazie a quel numero 15 e all'ipotetico numero 25. Qualcosa vorra' dire, e non credo sia solo legato agli occhi azzurri di Pannella.
Mi fermo qui, perche' sono stato troppo lungo, ma vi garantisco che ne ho molte da dire ancora.