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Conferenza droga
Fiorenzi Massimiliano - 22 febbraio 1992
DETENUTO MALATO DI AIDS MUORE DOPO IL RICOVERO

ROMA , MARTEDI 28 GEN 1992 -

un tossicodipendente malato di Aids detenuto nel carcere di

Rebibbia per scontare una pena per furto Giuseppe Di Santo (32

anni) muore nel 1: reparto malattie infettive del policlinico

"Umberto I".

TOSSICODIPENDENTE DETENUTO MUORE DOPO RICOVERO OSPEDALE

ROMA, 12 FEB - Un tossicodipendente detenuto, malato

di Aids, che scontava una pena per furto nel carcere romano di

Rebibbia, Giuseppe Di Santo, di 32 anni, di origine calabrese,

e' morto il 28 gennaio scorso - la notizia si e' appresa

solo oggi - nel policlinico Umberto I dove era stato portato 24

ore prima dall' infermeria del carcere. Secondo l' associazione

persone sieropositive e con Aids (Positifs), che oggi ha diffuso

una nota, Giuseppe Di Santo sarebbe morto dopo ''200 giorni di

agonia trascorsi a Rebibbia, nonostante le suppliche dei

familiari agli organi competenti '', perche' gli venissero

riconosciuti gli arresti domiciliari.

TOSSICODIPENDENTE DETENUTO MUORE DOPO RICOVERO OSPEDALE

Il presidente nazionale di

''Positifs'', il consigliere comunale di Roma per gli

antiproibizionisti, Luigi Cerina, in una nota ha sollecitato

Parlamento, Regione Lazio e Comune di Roma di accertare le

responsabilita' della morte del detenuto. Rivolgendosi nel

contempo al direttore generale degli istituti di pena del

minstero di Grazia e Giustizia, Nicolo' Amato, ha chiesto

perche' ''il direttore di Rebibbia e gli organi competenti non

abbiano immediatamente provveduto'' a ricoverare in ospedale il

detenuto ''malato di Aids in fase terminale''. Nel novembre

scorso nel carcere di Rebibbia, un detenuto tossicodipendente

malato di Aids, Massimo Fornari, si arrampico' sui tetti insieme

ad altre quattro persone detenute allora con la stessa malattia,

per protestare, a suo dire, contro il rifiuto dei magistrati di

sorveglianza di concedere ad essi la sospensione della pena o

gli arresti domiciliari. Intanto oggi il deputato verde Franco

Russo ha reso noto di aver presentato un' interrogazione urgente

al ministro di Grazia e Giustizia sull'''emergenza Aids nelle

carceri romane e sulle conseguenze dell' applicazione della

legge sulla droga''. Franco Russo ha chiesto che venga

incrementata la prevenzione e l' assistenza medica sui

tossicodipendenti detenuti e un provvedimento di sopsensione

della pena per i sieropositivi''.

Sono circa 400 in tutta Italia,

secondo la lega italiana per la lotta al'Aids (lila), i

detenuti malati di aids che non hanno ancora ottenuto gli

arresti domiciliari o la sospensione della pena. ''Questo - ha

dichiarato un esponente della lega - malgrado esista una

circolare del direttore degli istituti di prevenzione e pena

Nicolo' Amato, che invita a favorire l'uscita dal carcere dei

detenuti con aids conclamata.''. Ovunque pero', secondo la Lila,

''le richieste avanzate dai detenuti malati o dalle loro

famiglie si scontrano con l'interpretazione che della circolare

Amato danno di volta in volta i magistrati di sorveglianza''.

Nell'ottobre del '91 , ricordano alla Lila, un forum delle

associazioni dei malati ha presentato una proposta di legge per

sottrarre alla detenzione tutte le persone in cui l'infezione da

Hiv ''abbia gia' dato segni di evolutivita' ''. ''Sino ad oggi

pero' - precisano dalla Lila - non si e' riusciti ad ottenere

niente e i detenuti malati continuano ad essere assistiti, male,

nelle infermerie cercerarie''. La situazione sarebbe leggermente

migliore, secondo la Lila, solo nel Lazio, dove e' stata

approvata dalla giunta regionale, e proprio da oggi e' diventata

esecutiva, una proposta antiproibizionista per la distribuzione

in carcere di integratori alimentari ai malati di aids e di

siringhe e profilattici a tutti i detenuti per limitare al

massimo la diffusione del contagio.

 
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