DI A.M. Rosenthal(traduzione articolo dall'Herald Tribune del 14/15 marzo 1992)
Spero di non annoiare i candidati alla presidenza e gli altri cacciatori di cariche politiche se sollevo di nuovo un argomento che essi a stento ricordano nella loro campagna elettorale.
Droga. E ricordate - droga come taglio, droga come crimine, droga come malattia, droga senza casa, droga come pazzia, droga come fucili, droga come sangue e droga come bambini, e come nella Guerra Contro la Droga, dichiarata da Washington all'incirca tre anni fa.
Forse non vale nemmeno più la pena di parlarne. Forse l'amministrazione Bush aveva ragione: Dichiara vittoria, e mette il progetto in un cassetto e spegne la luce pilota. In seguito annuncia una nuova guerra contro i vari killer nazionali, quali le tasse sui guadagni da capitale e simili.
E forse tutte le legislature e i governatori di stato avevano ragione nel rispondere alla pressione della recessione avviando a trattamento i tossicomani.
Inoltre è un fatto provato che i tossicodipendenti sono troppo "fatti" per votare. E poi c'è da dire che la classe media e l'alta classe americana non si interessa del problema della droga finché non viene colpito direttamente un parente o un amico.
Così i politici presumono, senza dubbio correttamente, che gli americani sono troppo stupidi per comprendere che, un giorno, dei tossicodipendenti, da un qualunque luogo, da una qualsiasi strada potrebbero introdursi presso i loro amici e impartire una lezione civica conficcando loro un coltello tra le costole.
Nessuno ha dimenticato. A New York, circa 750 persone si sono recate, mercoledì a una cena di beneficienza organizzata da Tina Brown, editore di Vanity Fair, e dal Morganz Hotel Group. L'intento era di assicurare un impegno contro la droga con disponibilità di tempo e di denaro, e rendere omaggio al Dott. Mitchell S. Rosenthal. Negli ultimi 25 anni, egli non è stato dimenticato neppure per un'ora.
Il dott. Rosenthal è a capo della Phoenix House, la più grande delle 250 comunità terapeutiche americane. Esse sono basate su un trattamento dei tossicodipendenti che non ha niente di magico.
La prescrizione è di un anno circa di lavoro duro - tutto il giorno, ogni giorno, in un ambiente disciplinato - che ha due obiettivi. Il primo è di preparare i tossicodipendenti a star lontani dalla droga fisicamente, spiritualmente e mentalmente per sempre. Il secondo è di fornire loro una educazione, abitudini al lavoro e quel rispetto per se stessi necessario per imparare a vivere nel mondo esterno.
Niente di magico, nessuna garanzia. Ma il 70 per cento dei drogati che tengono duro per un anno riescono ad essere utili alla società. Ogni tossicodipendente costa circa 45$ al giorno in denaro proveniente da beneficenza o da tasse. Spiccioli, se comparati alle decine di miliardi spesi per costruire prigioni, con il risultato di un continuo andirivieni, per il tossicodipendente, tra la strada e la prigione.
Una educazione contro la droga, svolta dalle scuole e da gruppi di volontari quali i Partnership for a Drug-Free America, fà sì che la droga è meno di moda nelle scuole.
Ciononostante circa 6,5 milioni di consumatori di droga abusano talmente di se stessi da non poter avere alcuna funzione nella o per la comunità. Essi riempiono le prigioni, gli ospedali con siringhe infette da AIDS e TB, affollano i ricoveri e forniscono la morgue di un consistente numero di corpi delle loro vittime.
Le comunità terapeutiche non possono risolvere il problema droga, ma esse possono dare un valido aiuto. Il dott. Rosenthal chiede circa 100.000 letti. Oggi la disponibilità di letti è solo di un decimo, più della metà a New York e in California.
E intanto nelle basi militari sono disponibili alloggi, spazio e negozi per l'istruzione professionale. Le comunità terapeutiche chiedono aiuto a queste risorse del tutto sprecate.
Fino a quando molti politici saranno riluttanti a sollevare il problema droga ora, come si può legalizzare l'intero problema così da permetterci di non sfasciarci la testa? Il dott. Rosenthal, così come molti esperti nel problema droga, sa che sarebbe un suicidio per l'America. Ma infine, niente è perfetto.
Oh, certamente, ci sarebbe un maggiore uso ed abuso di droga. Ma per tenere fuori dalla vista di molti Americani la droga, dovrebbero essere erette delle mura elettrificate intorno a quei quartieri poveri, bianchi o neri o Ispanici, contaminati dai tossicodipendenti.
Allora guardie armate dovrebbero esser poste ai cancelli e i tossicodipendenti dovrebbero essere uccisi qualora tentassero di andarsene. I residenti dovrebbero mostrare un passi legalizzato da un corpo speciale della polizia.
Dietro le mura, i tossicodipendenti potrebbero uccidersi l'un con l'altro; la loro sepoltura costerebbe meno della cura. Forse sarebbero pagati dei premi per la morte da crack degli adolescenti. Tanto si sarebbero drogati lo stesso nella loro vita.
Si, cominciamo a pensare a questo, ora, bisogna lavorare. Si possono pur sempre piantare alberi vicino alle mura.