Ero andata a cercare un certo tizio, per dargli una informazione da lui richiesta: mentre salivo nel suo studio, l'ho incontrato nell'atrio. "Bene, dottore, venivo proprio da lei per darle quella tal risposta"-"Oh, no, dottoressa, mi spiace, ma ora non ho tempo"
"Badi che e' cosa di meno di tre minuti, sa?"
Attacco' un lungo discorso, si scuso', mi racconto' meta' della sua giornata per farmi ben capire che non poteva proprio dedicarmi quei tre minuti: quando gli spiegai cio' che pensavo di lui e me ne andai, guardai l'orologio. Erano passati sei minuti.
Perche' ho raccontato questa storia vera? Perche' Francesco Sforza ha occupato esattamente due videate per rimproverare a Laura Terni la lunghezza (due videate) della sua risposta.
Quale efficacia avrebbe avuto una semplice risposta (quand'anche ripetuta fino alla nausea, come Francesco suggerisce) di questo tenore: "noi vogliamo che la droga sia venduta in Farmacia, su ricetta medica" ?
L'efficacia di un discorso e' quella che deriva dal condurre per mano l'ascoltatore, o il lettore, attraverso un ragionamento ed una verifica delle affermazioni, fino alla conclusione del discorso.
Ecco perche', Francesco, io ho dapprima raccontato un fatterello (vissuto) per mettere in rilievo certe contraddizioni inconscie, e poi ho cercato di provocare riflessione sul metodo del discorso.
Impiegando, inevitabilmente, due videate: anch'io.