non sono d'accordo. qui le questioni sono complesse, intricate. non e' questione di slogans e di frasi a presa rapida, e' questione di studiare i problemi, i modi di soluzione. gli antiproibizionisti, presi dal furore tutto politico di "convincere", sbagliano a voler ridurre tutto ad una formuletta e non ammettono di trovarsi di fromnte ad una questione sfaccettata. fanno credere che "l'antiproibizionismo" risolva il problema e provocano naturalmente dubbi profondi in tanta gente ("ma allora dove la vendiamo", "mma non aumentera' il consumo..."). Ho gia' scritto qui sopra che l'antiproibizionismo di Taradash (per parlarci chiari) e' ideologico quanto lo e' il proibizionismo. E non ci si puo' permettere di affrontare questi problemi con l'ideologia delle ricette facili. Quello che viene definito "l'antiproibizionismo" non può essere altro che una politica a lungo termine di progressiva regressione delle leggi penali sul lconsumo di determinate sostanze. una politica che deve fondarsi su tutto un lavoro di studio e di conoscenza dei consumi di ogni singola sostanza che oggi in Italia nessuno neanche si sogna di fare. Nessuno sa quanti siano i consumatori di eroina, cosa vogliano, cosa facciano, cosa SI facciano. E lo stesso discorso vale per ogni altra droga, legale ed illegale. Credo poi che una politica seria sull'abuso di sostanze in questo paese non possa prescindere dall'abuso di sostanze legali: psicofarmaci ed alcool innanzitutto. Non occuparsene perche' sono sostanze in (quasi) libera vvenndita non ha senso.
E' comunque un argomento da approfondire.
guido.