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Conferenza droga
Cucco Enzo - 20 marzo 1992
A BRA LA PRIMA MACCHINA SCAMBIA SIRINGHE IN PIEMONTE
Dichiarazione di Emma Bonino

"Stamane abbiamo installato a Bra, insieme al Sindaco e ad altri

consiglieri comunali, la prima macchina scambia siringhe in Piemonte.

Finalmente, a dieci anni dalla scoperta dell'esistenza dell'Aids, dopo

decine di esempi stranieri e di documenti ufficiali dell'OMS, della

CEE ed altri, anche in Piemonte si sono avviate le prime, concrete

iniziative di prevenzione dell'Aids fra la popolazione

tossicodipendente. Speriamo che anche altre amministrazioni comunali

seguiranno l'esempio di Bra, soprattutto Torino, che fino ad oggi è

rimasta cieca, sorda e muta di fronte alla tragica evidenza

dell'espandersi dell'epidemia da Aids. Il 61% dei casi di Aids

piemontesi sono stati registrati fra persone tossicodipendenti che

iniettano droga: si tratta di una delle percentuali più alte in

Europa.

Quanti sieropositivi, quante morti ancora bisognerà aspettare?"

Di seguito copiamo un documento sulle macchine scambia siringhe

distribuito durante la conferenza stampa odierna.

Precedenti italiani

Il primo distributore automatico di siringhe monouso è stato

installato a Modena nel novembre 1990. La prima relazione sul suo

funzionamento risale al giugno 1991. Da allora il servizio si è

consolidato e sono in via di installazione altri due distributori

(entro mese di giugno).

Quello già installato si trova di fronte all'unica farmacia comunale

aperta di notte (non vende siringhe se non dietro presentazione

ricetta medica): distribuisce circa 200 siringhe al giorno, di cui

25/30 per scambio con siringhe usate ed il resto acquistate (200 lire

l'una).

Da gennaio 1992 il distributore dà solo siringhe autobloccanti

(Hatu-Ico) ma è stato verificato che i td. le sblocccano molto

facilmente. E poi ci sono grossi problemi comunque con il loro

utilizzo (rischio di embolia).

Come si può vedere nell'allegato 1, i distributori automatici sono

presenti attualmente in varie città italiane ed estere; pur dovendo

operare in situazioni molto diverse fra loro non hanno dato adito a

grossi problemi, ma, semplicemente, a miglioramenti determinati

dall'esperienza sul campo.

Citazioni di atti normativi in merito alle siringhe

- La legge 162/90 (la famosa legge Russo Iervolino) all'art.3, comma 1

lettera h, dà mandato al Ministero della Sanità di promuovere "in

collaborazione con le regioni iniziative volte a eliminare il

fenomeno dello scambio di siringhe tra tossicodipendenti, favorendo

anche l'immissione nel mercato delle siringhe monouso autobloccanti"

- Mozione n.63, approvata dal Consiglio regionale del Piemonte il 29

gennaio 1991 all'unanimità "dà mandato alla Giunta regionale di

predisporre un progetto di iniziative volte ad eliminare lo scambio

di sirignhe tra la popolazione tossicodipendnte, che preveda:

- la distribuzione di siringhe monouso attarverso i servizi, unità

mobili appositamente costituite o, in via sperimentale, attraverso

macchine di distribuzione automatica." etc.

- OMS, programma mondiale sull'Aids, rapporto del Convegno svoltosi a

Ginevra dal 18 al 20 gennaio 1988 su "infezione da hiv e strategie

di intervento concernenti l'iniezione di droghe".

Nelle direttive di intervento il punto b) parla esplicitamente di

"come facilitare l'accesso a siringhe ed aghi sterili (siamo nel

1988 e già si parla di macchine scambia siringhe!)

- Comunità Europea, programma "L'Europa contro l'Aids 1991-1993"

approvato il 15 maggio 1991. Dice testualmente "i programmi di

distribuzione di siringhe sterili monouso in cambio delle siringhe

usate tramite unità mobili urbane, così come raccomandati dall'OMS e

già sperimentati da vari anni in alcune città europee,

costituisconoun mezzo efficace di prevenzione della diffusione del

virus hiv e di altre malattie tra i tossicodipendenti e

costituiscono altresì un eccellente canale di diffusione

dell'informazione, di promozione dell'educazione e di orientamento

verso i servizi sociali e sanitari necessari alla riabilitazione e

al rinserimento dei tossicodipendenti.

Le cure ai tossicodipendenti tranmite prodotti di sostituzione quali

il metadone per via orale, consentono altresì oltre al trattamento

della tosicodipendenza di evitare la trasmissione del virus hiv

mediante siringhe infette."

ESPERIENZE A LIVELLO EUROPEO

Olanda - La distribuzione di siringhe sterili è stata avviata nel

1984; nel 1989 ad Amsterdam sono state diffuse circa 800.000 siringhe

in 11 luoghi di consegna, mentre in tutta l'Olanda esistono 125

programmi diversi di scambio siringhe. Su scala nazionale la

percentuale di tossicodipendenti fra i malati di Aids è del 9% (contro

il 67,6% in Italia). L'analisi dell'intervento ha evidenziato che la

distribuzione di siringhe non comportava un aumento nell'uso di eroina

e che era diminuita l'abitudine di usare la stessa siringa fra più

persone ("Drugs and Aids - The Amsterdam situation", Municipal Health

Service, Amsterdam 1990).

Regione del Mersey (Gran Bretagna) - La distribuzione di siringhe è in

atto dal 1986; nel 1988 i programmi di distribuzione erano già un

centinaio.

L'area di Mersey (la regione di Liverpool) è la seconda in Inghilterra

per numero di tossicodipendenti; la graduatoria relativa alla

diffusione della sieropositività è completamente diversa: se i tre

distretti di Londra restano al vertice anche per la diffusione del

virus Hiv, il Mersey è al tredicesimo posto su quattordici. Il Mersey

è primo nella graduatoria sul rapporto fra sieropositivi e td. (1 a

60); la seconda area in graduatoria, il NW Thames, registra un

rapporto di 1 a 17; a Milano il rapporto è di 1 sieropositivo ogni 1,4

td.! (Pat O'Hare, "L'esperienza di Liverpool", relazione al II

Convegno Cora, Bruxelles, 15-19 gennaio 1991).

Zurigo - Sull'esperienza di Platzplitz è stato scritto tutto ed il

contrario di tutto. L'unica informazione che non è stata data è

questa: i programmi di "riduzione del danno" non sono cessati con la

chiusura del "parco della droga"; sono, semplicemente, stati

decentrati nei vari quartieri della città, permettendo, così, una loro

maggiore fruibilità ed evitando gli inconvenienti che hanno portato al

fallimento di Platzplitz.

E' da tener presente che le esperienze citate sono state effettuate in

Paesi che aderiscono alle Convenzioni internazionali in tema di

droghe, improntate al più rigido proibizionismo.

I DATI RELATIVI AL PROBLEMA "TOSSICODIPENDENZA" ED AL PROBLEMA "AIDS",

A LIVELLO NAZIONALE E PIEMONTESE.

Le stime (sempre opinabili!) sul numero dei tossicodipendenti (td.) in

Italia s'aggirano sulle 250.000/300.000 unità; si tratta per la quasi

totalità di consumatori di eroina per via endovena. Solo il 15% è in

contatto con servizi pubblici e/o privati di assistenza (Relazione

Jervolino, Camera Deputati 1990, p. 161). In Piemonte si stima siano

presenti circa 20.000 td. (10.000 nella sola area di Torino e comuni

limitrofi).

La percentuale di Hiv-positivi (i cosiddetti "sieropositivi") fra i

td. a livello nazionale è stata stimata attorno al 35%. Tale stima è

da ritenersi molto prudente se consideriamo quest'altro dato: ben il

40% circa dei consumatori di droga che si presentano ai servizi è

sieropositivo (Relazione Jervolino cit., p.164). Si è passati,

inoltre, da una quota dello 0,4% di malati di Aids conclamato sul

totale dei td., rilevata nel 1985, a quella del 3,2%, rilevata nel

1989, con un aumento, quindi, pari a 8 volte (Relazione Jervolino,

cit., p. 161).

I dati sull'Aids forniti dall'Assessorato alla Sanità della Regione

Piemonte (vedi allegato 2) consentono di formulare le seguenti brevi

osservazioni:

- è confermato a livello regionale il dato nazionale per cui oltre 6

casi di Aids su 10 sono relativi a persone td. che hanno contratto

il virus usando siringhe infette. E' un dato costante nel tempo, che

potrà essere ridimensionato solo se verrà attuata una seria politica

di "riduzione del danno" (vedi le esperienze europee citate).

- è da rilevare come la seconda "categoria a rischio" (anche se si

dovrebbe parlare di "comportameenti a rischio"!), gli omosessuali,

potendo operare in condizioni "quasi" normali e civili, hanno potuto

attuare campagne di prevenzione che sono riuscite a contenere il

fenomeno.

- la percentuale dei casi di Aids dovuti a rapporti eterosessuali

(6,7) è ancora bassa ma è decuplicata in cinque anni; a tale

proposito è da tenere presente la presenza di prostitute td. che non

adottano alcuna misura di profilassi e prevenzione.

 
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