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Conferenza droga
Fiorenzi Massimiliano - 28 marzo 1992
MARTELLI SU CARCERE & DROGA

Il ministro della (in)Giustizia Claudio Martelli ha nuovamente

riproposto una delle sue malsane e bizzarre idee : questa volta

è il cosidetto "carcere differenziato" per i tossicodipendenti .

Secondo il ministro Martelli , ma non si sa dove prenda i suoi dati,

"Il 35 % dei detenuti è in carcere per reati connessi con la droga.

Questo crea gravi problemi di convivenza con gli altri detenuti per

i rischi legati alla sieropositività e all'Aids . Bisogna creare

luoghi di detenzione per tossicodipendenti diversi dal carcere e

dalle normali comunità " .

Ma forse al ministro , sfugge che esiste una legge che prevede, appunto,

per le persone in fase ARC o AIDS la scarcerazione o l'invio in ospedali

ove poter ricevere le cure del caso .

Al signor ministro deve essere anche sfuggito il fatto che se il numero

dei tossicodipendenti in carcere è vertiginosamente aumentato lo si deve

esclusivamente alla legge 162/90 che ha trasformato in criminali anche

i consumatori saltuari , e che mette , agli occhi della legge, sullo stesso

piano spacciatori di grosse quantità di droga e detentori di pochi grammi

di haschisc e quasi sempre incensurati e al loro primo arresto .

Ora si chiede che vengano create strutture di segregazione differenziate

per tossicodipendenti e sieropositivi , ma non dimentichiamo che solo

pochi mesi fa si era proposto di trasferire i malati di Aids negli

ospedali militari , che i degni rappresentanti della sezione giovanile

del partito socialista (partito del ministro Martelli) avevano proposto

la schedatura delle persone con Hiv , in violazione della legge 135 sul

diritto all'anonimato .

Purtroppo , a differenza del signor ministro , non tutte le persone che

vengono trovate in possesso di modiche quantità vanno poi a capo di

ministeri...e tantomeno , noi , ci possiamo permettere il costo del

biglietto per il Kenya , quando abbiamo voglia di farci una fumatina .

Il signor ministro si dovrebbe occupare di piu' che le USL non violino

costantemente e premeditatamente la attuale legge , rifiutandosi di

soministrare metadone nelle strutture , per lo piu' inesistenti , che la

stessa legge prevede , e dove in alcuni casi non si distribuisce metadone

da oltre tre anni . Una legge che sulla carta prevede la costituzione di

S.E.R.T. ma che non si preoccupa minimamente di verificare quali di queste

realmente siano operanti .

Stesso discorso vale per le carceri , presso le quali non è possibile

continuare terapie metadoniche (in palese violazione della attuale legge)

anche per le persone che erano in trattamento prima dell'arresto .

MF

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