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Conferenza droga
Pezzilli Dora - 28 marzo 1992
ho ascoltato pochi minuti fa
Ho ascoltato pochi minuti fa, la trasmissione condotta daMarco Taradasc presso una tv romana; durante il filo diretto,un ascoltatore rimproverava gli antiproibizionisti di non volere un controllo del test AIDS all'interno delle carceri, provocando cosi' indirettamente il contagio da parte di sieropositivi a soggetti sani, che in condizione di promiscuita' sessuale vengono spesso violentati e quindi contagiati.Marco , ha risposto che cio' non e' di facile attuazione poiche', per poter identificare il virus con una buona percentuale di successo bisognerebbe effettuare degli esami almeno ogni tre mesi, e che inoltre e' preferibile puntare sulla responsabilita' individuale come mezzo di prevenzione al fine di evitare ulteriori emarginazioni del malato all'interno delle strutture carcerarie;Ora , io ritengo questa posizione, sul piano sanitario e sociale, molto aristocratica e in fondo ipocrita.Si da' per scontato,1)che la responsabilita' nei confronti di altre persone sia un fatto generalizzato e acquisito per c

hiunque.2)che una cosidetta "schedatura, (all'interno di situazioni coatte) possa ulterirmente emarginare il detenuto piu' a rischio, mentre sappiamo che dal momento dell'arresto, sopratutto in caso di reati legati alle tossicodipendenze, la schedatura avviene "de facto".Questo discorso mi ha ricordato quello che all'epoca facevano le prostitute: ovvero: non vogliamo legalizzare la prostituzione perche' altrimenti verremmo schedate.Questa e' una enorme idiozia, allora come adesso, se non altro perche' di fatto ogni prostituta viene comunque schedata, magari verbalmente presso i prefetti e lo dimostrano i fogli di via e le persecuzioni alle quali sono soggette.E' inutile secondo me cincischiare.All'interno sopratutto di situazioni coatte, dove la promiscuita' sessuale e' una delle patologie, e doveroso scegliere il male minore,.Io considero l'Aids alla stregua di qualunque altra malattia, come la tubercolosi o la sifilide, per cui, se per la prima accetto la schermografia di massa e per la seconda il test pre

matrimoniale, non vedo perche' non dovrei accettare il test per l'AIDS.Nel negare l'evidenziazione della malattia, sopratutto nei soggetti SANI, si corre il rischio di perpetuare un comportamento di diversificazione di questa patologia da altre. Saluti cordiali Dora Pezzilli

Sottolineo inoltre che, i tossicodipendenti in carcere che sono davvero responsabili, il test lo chiedono eccome;costringere lo Stato a fare gli esami ogni tre mesi ai detenuti, mi sembra un'ottima soluzione;in questo modo potremmo m,ettere in evidenza maggiormente le loro contraddizioni sul piano operativo e sociale.

 
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