ROMA, 26 MAR - E' ''piuttosto diffusa'', in Italia,
la tendenza, da parte dei medici, a discriminare pazienti
sieropositivi. Lo ha rilevato, in un'indagine conoscitiva sul
problema, il Centro oncologico di riferimento di Aviano che ha
intervistato, tra maggio e novembre del 1991, con questionari
anonimi, 101 sieropositivi (77 tossicodipendenti, 14
eterosessuali e 10 omosessuali) e tre sieronegativi a rischio di
infezione: 94 di essi avevano dichiarato spontaneamente ai
medici il proprio stato di sieropositivita', mentre dieci lo
avevano nascosto perche' erano stati, in precedenza,
discriminati. Il 38,5 % del campione - secondo quanto risulta da
una sintesi della ricerca diffusa a Roma - ha riferito di aver
subito episodi di discriminazione (in quaranta casi si e'
trattato di un vero e proprio rifiuto della prestazione
sanitaria) da parte di sanitari di strutture pubbliche e
private; in nove casi gli intervistati hanno detto di esser
stati discriminati in piu' di un'occasione. Sono i dentisti,
secondo la ricerca, la categoria professionale piu' coinvolta,
con 27 episodi sui 49 denunciati in totale (il 55,1 %) seguiti
dai chirurghi (nove gli episodi segnalati pari al 18,4 %), dagli
internisti (con sei episodi, il 12,2 % dei casi), da altri
specialisti (cinque i casi, in percentuale il 10,2 %). Sono solo
due (il 4,1 %) gli episodi relativi ai medici, conclude la
ricerca, mentre nessun infermiere risulta coinvolto.