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Conferenza droga
Pezzilli Dora - 28 marzo 1992
Sulla proposta di Martelli:
Un conto e' dichiarare che chi subisce il carcedre "solo" per aver fatto uso di sostanze stupefacenti va messo in liberta' cosi' come vanno "domiciliati i malati di AIDS, altro conto e' dichiarare che chi ha commesso gravi reati legati al problema droga, va comunque messo in liberta;altro conto e' affermare che chi pur avendo commesso gravi reati (quindi escludiamo quelli contro il patrimonio), e contemporaneamente ' malato di AIDS vada rimesso in liberta'.Su cio'si e' palesemente in contraddizione con le logiche del diritto.Le carceri abbondano di malati, di tumore , di epatite e anche di AIDS.Questo e' un problema di altra natura.Questo, secondo me, riguarda l'indulto e la grazia;La pèroposta del Ministro Martelli, non mi pare affatto in malafede.Per quanto triste possa essere la condizione di chi si trova in carcere,lo e' sicuramente di piu' per coloro che nel carcere non trovano strutture adeguate alla loro condizione sanitaria.Il proibizionismo ESISTE, fare proposte demagogiche, non aiuta certo queste p

ersone.Prima di condannare Martelli ci penserei due volte.I ricoveri cosidetti "differenziati" esistono da sempre in ogni societa' civile.(gesualdo Bufalino: "diceria dell'untore"), e se un carcere somiglia di piu' ad un ospedale che ad un carcere, personalmente mi sta bene.Le infermerie delle carceri vengono da sempre considerati luoghi privilegiati per ogni detenuto, in questa Italia spesso vi trovano piu' loco i mafiosi che i malati di AIDS, invertire la proporzione mi pòare opportuno. Dora Pezzilli

 
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