L'osservazione di Dora è quanto di piu' esatto si possa dire
in merito alla questione . Nel mio testo , in effetti, non si
capiva bene il motivo per cui una persona in Aids doveva
essere scarcerata .
Ma sono in accordo solo su la precisazione dei motivi :
che se una persona , ad esempio arrestata per
un reato gravissimo , risulti in fase ARC o in Aids conclamato,
non debba essere rimessa in libertà solo per questo motivo .
Il tuo esempio riguardo al cancro è pertinente , ma ciò non toglie
che tutti i sieropositivi o malati di Aids abbiano pari diritto
a essere curati o , qualora la legge lo preveda ad fruire delle
stesse opportunità , la dove la legge non preveda espressamente il
contrario .
Sull'opportunità di creare nuove strutture di carcerazione differenziata
non sono naturalmente concorde, in quanto non mi sembra che le carceri
siano il luogo deputato per curare i malati di qualsivoglia malattia .
Sarebbe ben piu' auspicabile la costruzione di nuovi ospedali , e il
trasferimento dei detenuti negli stessi , durante i periodi che i medici
e non i giudici di sorveglianza riterranno opportuni, secondo coscenza.
Delegando gli ospedali-ghetto a paesi con governanti da terzo mondo , come
nel caso di Cuba .
MF