F. Sforza, vedo che condividi la mia impressione secondo cui l'attuale terminologia desta confusione nella gente. Però il tuo slogan: "Eliminazione dello spaccio che oggi, praticamente, è libero e regolazione della VENDITA di droga" non va per lo stesso motivo per cui non va, ad esempio, il termine "anti-proibizionismo".
Questa parola infatti è fonte della maggior parte dei malintesi. Ricorda la battaglia contro il divieto di vendere alcolici in USA e se l'accostamento va bene per certi versi (tutti sanno che finì un periodo di vacche grasse per la malavita), va MALISSIMO per altri: vinta la lotta [ricordate il bel titolo del N. Y. Times, mi pare: "WE WINe", traducibile forse con: "ABBIAMO VINtO" :-) ] cominciò la LIBERA vendita di whisky & CO. nei supermercati (ed anche questa è una cosa che tutti sanno)!
Inoltre sono entrambi frasi legate al concetto di VENDITA e in un mondo come il nostro, basato sul commercio, vendere = accessibile = disponibile = liberte_egalite_fraternite :-) Ovvero niente è più vicino al concetto di libero di ciò che si può comprare (sono stati i blue jeans a far crollare l'URSS :-) ).
Uaarghhh!!! Ci sono cascato. Avevo promesso di non tornare sull'argomento... verrò severamente punito dalla mia coscienza, non temete. Questa volta almeno spero di non aver scosso l'orgoglio di nessuno. Torno nell'angolo,
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|_|/|_| Marco Calvo