Secondo: non vorrei riavviare una polemica come quella sul programma della lista Pannella, quindi cerchiamo di essere concreti.Concordo con Sforza sulla inadeguatezza della parola "antiproibizionismo" però è anche l'unica che abbiamo e, ripeto, spesso le parole che diventano etichette (mi si passi il termine) non sono appropriate ma lo diventano in qualche modo con l'uso comune.
La difesa dei diritti individuali non mi sembra una questione d'èlite, almeno non quando coinvolgono altre persone più o meno indirettamente (anche il problema del divorzio era d'èlite?).
Insomma, tutta la questione così posta mi sembra mal posta, in questo senso: secondo me dire "antiproibizionismo" può essere inadeguato ma non vedo soluzioni. Vediamo quindi di far arrivare comunque il nostro messagio, le nostre proposte. Dirai: "ma se non ci si capisce come facciamo?". Ti rispondo: sull'aborto mi pare fosse una questione analoga. Ancora oggi ci chiamano "abortisti" e questa parola la usiamo talvolta noi stessi per comodità di discorso, ma se c'era e c'è qualcuno contrario all'aborto non siamo forse noi?
La battaglia è dura, difficile, tutta in salita, ma è stato forse diverso altre volte?
Dunque cerchiamo di essere concreti e lo possiamo essere ancora meglio oggi a partire dal successo elettorale della Lista Pannella e dalla formazione in Parlamento di un intergruppo antiproibizionista che darà forma, vita e legittimità politica a questa battaglia anche dentro le mura del Palazzo. Non dimentichiamo che la presenza istituzionale seppur minoritaria ha già prodotto risultati importanti.
Infine, scusa Sforza (detto senza polemiche, neh...), ma come fai pensare che gli antiproibizionisti non abbiano programmi e si limitino a una opposizione alla legge 162? Fatti un giretto in questa conferenza o in archivio PR e trovi tanto di quel materiale da svenire......
A presto.