ROMA, 22 APR - La prevenzione dalla droga non si fa
con le ''prediche'' ma insegnando ai giovani un mestiere ed
aiutandoli ad affrontare le difficolta' della vita quotidiana.
Questo quanto sostengono le Acli che, da sempre favorevoli alla
prevenzione piuttosto che alla punizione, hanno realizzato un
progetto di promozione e orientamento al lavoro e all'
occupazione che, in collaborazione con gli enti locali, le Usl,
il volontariato, le organizzazioni sindacali e la scuola si
propone di coinvolgere circa 10 mila giovani. Il progetto di cui
si e' parlato oggi a Roma in un convegno organizzato dalle Acli e
dall' ente nazionale Acli istruzione professionale si avvale di
due strumenti principali: si tratta di uno sportello informativo
sulle possibilita' professionali e lavorative nel territorio e
di una ''bottega artigiana'' dove i giovani possono imparare un
mestiere. In due anni il progetto, finanziato dalla legge 162
sulla droga, con uno stanziamento di 15 miliardi, ha coinvolto
51 comuni e formato 300 giovani nelle ''botteghe'' e avviato
oltre tremila giovani alla ricerca di lavoro.
Il presidente delle
Acli Giovanni Bianchi ha ribadito che ''il progetto polo nasce
dalla convinzione che si debba educare e non punire e che il
problema droga nasce quando la famiglia e' assente, il quartiere
degradato e il lavoro scarso''. Bianchi ha inoltre sottolineato
Ilfondo nazionale di intervento per la lotta alla droga per il
triennio 90-92 ammonta a circa 170 miliardi l' anno. Oltre ai
finanziamenti destinati alla prvenzione, il fondo destina il 22
per cento per il recupero, il dieci per cento per la
riabilitazione e l' uno per cento al contenimento dell' Aids.
PS* Notare che solo 1 % è dedicato al contenimento dell'Aids (n.d.r.)