PALERMO, 28 APR - In Italia i casi conclamati di sindrome da immunodeficienza sono oltre 12 mila. Con un modello
matematico, che stima il numero di sieropositivi in oltre 100
mila, il dato giunge a circa 13.000. Diminuisce il numero dei
tossicodipendenti malati: a Roma la percentale e' scesa dal 9 %
del triennio 1985-1987, al 5 % in quello successivo e al 4
negli ultimi due anni. La tendenza e' uguale a Milano; la
percentuale scende ulteriormente a Napoli e a Palermo dal 10 %
e' scesa al 2. Le stime, risultato delle osservazioni dell'
Istituto superiore della sanita', sono state esposte a Palermo
dal Prof. Giovanni Rezza, dirigente dell' Istituto di ricerca
sull' Aids, in un convegno nazionale sull' infezione da ''HIV''
organizzato dalla sezione siciliana della Societa' italiana per
lo studio delle malattie infettive e parassitarie. Dai dati
forniti da 16 centri, emerge che tra i tossicodipendenti il
periodo di incubazione e' aumentato a 13/14 anni, per effetto
della terapia sui soggetti sieropositivi. Secondo Rezza cio'
dipende anche dall' eta' degli assuntori di stupefacenti, in
maggioranza giovani, che oppongono una maggiore resistenza all'
attacco del virus. Da indagini sui neonati e' emerso poi che
mediamente una donna su mille e' infetta e il dato e'
sottostimato per gli aborti delle gestanti sieropositive.
E' stato pure osservato che e' in
continuo aumento anche in Italia il rischio di trasmissione
dell' infezione attraverso rapporti eterosessuali. Oggi i casi
hanno superato il 7 % del totale e il meccanismo di contagio
maschio-femmina e' di 12 volte superiore a quello femmina-
maschio, a causa del maggior numero di maschi tra i
tossicodipendenti abituali.