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Conferenza droga
Radio Radicale Roberto - 29 aprile 1992
Proposta di un pretore, un gip e due sostituti procuratori a Treviso

"SOLO CON EROINA E COCAINA LIBERA SI PUO' BATTERE IL NARCO-TRAFFICO"

Un pretore, un giudice delle indagini preliminari, due sostituti procuratori. Tutti d'accordo a Treviso: piuttosto che continuare ad arrestare e condannare pesantemente i tossicodipendenti, sarebbe meglio liberalizzare il consumo di droga. "Con l'eroina in vendita nelle farmacie a 5.000 lire il grammo, anziché le 50.000 del mercato clandestino, si colpirebbero i trafficanti e il 'malato' sarebbe controllato".

di Michele Sartori - L'Unità, 28 aprile 1992

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Treviso - "Io applico la legge e continuerò ad applicarla. Però mi interrogo: funziona? E' giusta?". Bruno Bruni, sostituto procuratore a Treviso, una risposta se l'è data. Le norme contro la droga che deve seguire sono, minimo minimo, inefficaci. Fallisci qua, fallisci là, a questo punto "una soluzione sarebbe liberalizzare eroina e cocaina. Quanto meno si troncherebbe la maggior fonte di reddito della criminalità organizzata". Dello stesso parer sono u suo collega al piano di sopra, il giudice delle indagini preliminari Angelo Mascolo ("La liberalizzazione è l'unica soluzione"); il pretore di Castelfranco Giuseppe Alù ("Non vedo chi potrebbe danneggiare la liberalizzazione se non i trafficanti di droga); e il procuratore reggente Domenico Labozzetta, quello dell'istruttoria sullo scandalo petroli ora membro della commissione stragi: "Con un grammo di farmacia venduto in farmacia a 5.000 lire al grammo anziché le 50.000 del mercato clandestino, daremmo un colpo notevole ai trafficanti, e nel contempo potrem

mo controllare il malato": Un piccolo coro antiproibizionista. E questa volta non sono né operatori sociali né politici.

Treviso è una piccola città, non risultano grosse reti di spaccio organizzato - la droga viene sequestrata in grandi quantità solo ai corrieri sudamericani che sbarcano all'aeroporto per proseguire verso Venezia, Roma, Milano - né le cronache registrano processi di rilievo. Ma i 'tossici' pullulano, i morti aumentano e i giudici si sentono impotenti. Ad aumentare l'imbarazzo fino all'insostenibile sono arrivati gli ultimi orientamenti restrittivi della Cassazione, che ha rispedito al gip Mascolo una serie di sentenze 'troppo blande' nei confronti di ragazzi trovati con più di tre dosi di eroina. Il magistrato aveva applicato la 'pena attenuata', da 1 a 5 anni di carcere. Da Roma l'hanno obbligato a sostituirla con l'ipotesi più grave, da 8 a 20 anni. "Come dobbiamo valutare? Quella ragazza di Marghera che guidando sotto l'effetto dell'eroina ha ammazzato due bambini va in comunità da Muccioli", è lo sfogo di Mascolo, "mentre se trovo un ragazzo drogato fradicio con quattro dosi in tasca devo dargli otto anni

". "Di fatto", aggiunge Bruni, "ci troviamo a perseguire i tossicodipendenti, al massimo i piccoli spacciatori. Dobbiamo procedere anche se si tratta di dosi ad uso personale. Questa legge non funziona, colpisce i piccoli, non favorisce il recupero, e incastrare chi fa i miliardi sulla droga resta difficilissimo". Per questo il magistrato pensa alla 'liberalizzazione' come rimedio possibile: "E' una scelta che compete allo Stato. Ovviamente dovrebbe riguardare tutti i paesi in cui prospera il traffico, a livello nazionale non avrebbe efficacia". "In Olanda e Svizzera si è fatto qualche esperimento con pessimi risultati. Ma è sempre preferibile alla clandestinizzazione del consumatore", giudica Labozzetta. Il procuratore propende per la liberalizzazione assoluta delle droghe leggere, per un 'mercato controllato' di quelle pesanti. "Il tossicodipendente è un malato che deve essere seguito da strutture pubbliche, sanitarie e non penali, in grado di controllare la parabola dell'uso della droga. La logica attuale

è perversa e inutile, perché obbliga al mercato clandestino, e perché combatte il fenomeno nella sua fase terminale". Un ragazzo che con la ricetta si compra l'eroina in farmacia avrebbe poi stimoli per smettere? "A me intanto interessa il riflesso sociale della figura del tossicodipendente clandestino, questa massa incontrollata di persona spinte a delinquere, a trasformarsi a propria volta in spacciatori". Al magistrato resta una curiosità. "Mi piacerebbe che qualcuno organizzasse un convegno di economisti attorno a questa semplice domanda: cosa succederebbe nel sistema economico internazionale se dalla sera alla mattina si liberalizzasse la droga e venissero meno le migliaia di milioni di dollari legati al traffico? Forse la risposta ci aiuterebbe a capire tanti atteggiamenti ondivaghi".

 
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