NAPOLI- Francesco Cutolo , 28 anni . Così si chiamava il giovane
tossicodipendente che si è suicidato ieri all'interno di una cella
d'isolamento del carcere di Poggioreale , nel padiglione
psichiatrico. Francesco si è impiccato con una corda ricavata dalla
fodera del materasso .
Era stato arrestato il 16 aprile , per un piccolo furto. Processato
per direttissima dal pretore di Ottaviano , il giovane , reo
confesso, è stato condannato a 6 mesi per furto aggravato, e visto il
curriculum gli viene negata la sospensione della pena.
A Francesco quei sei mesi devono essere sembrati proprio troppi, per
un motorino che per giunta è stato anche riconsegnato al propietario
da Francesco stesso. Mentre lo portano a Poggioreale , dà uno
spintone al carabiniere e scappa per le vie della cittadina.
Più una fuga d'istinto che non un'evasione premeditata . I militari
lo inseguono e sparano in aria , al termine di una colluttazione
riescono ad avere la meglio , e con le manette ai polsi viene
consegnato alle guardie carcerarie .
Il tutto gli costa altre denunce , per tentata evasione, oltraggio a
pubblico ufficiale , resistenza .
Dopo qualche giorno il giovane non riesce a farsi una ragione di
quell'arresto , e gli Agenti di custodia se ne accorgono .
Francesco è nervoso , litiga con gli altri detenuti e urla .
Mercoledì mattina viene sottoposto a visita medica , poi incontra lo
psicologo in servizio il quale scrive : "Il soggetto mostra segni di
squilibrio" . Qualche ora dopo arriva il provvedimento della
Direzione : il recluso è trasferito al padiglione "Avellino" dove è
attivo un servizio di assistenza psichiatrica .
A Francesco Cutolo viene assegnata una cella singola , in pratica
viene messo in isolamento totale , eccetto per le ore d'aria
stabilite dal regolamento (2 ore su 24).
A questo punto la disperazione ha il sopravvento , e Francesco Cutolo
si impicca alla finestra della cella .
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