Sulla questione della "soffiata" giornalistica del presunto stato di AIDS di Mancinelli Enzo Cucco, del Gruppo Solidarietà Aids, ha scritto ieri (prima della presa di posizione del Ministro) una lettera ai direttori dei quotidiani italiani, che di seguito riporto:
"...anche il suo giornale stamane ha pubblicato la "soffiata" su Mancinelli malato di Aids: ce ne rammarichiamo. Si tratta di un esempio di pettegolezzo fra i più spiacevoli, perchè colpisce una persona che difficilmente si difenderà da solo e che sta combattendo (qualunque sia la sua malattia) una battaglia difficilissima.
Il nostro Gruppo ha creduto e crede fermamente nella necessità che le persone sieropositive all'Hiv si rendano visibili, e che la malattia sia vissuta anche pubblicamente, perchè questo aiuta le persone che vivono questa situazione a non essere soli.
Ma questo non è un dogma e nemmeno una regola per tutti: è assolutamente necessario rispettare il diritto alla privacy di ciascuno, in particolare nelle question così delicate che riguardano la propria salute e il proprio futuro.
Diritto alla privacy che la stessa legge nazionale sancisce (art. 5 Legge 135/90).
Anche perchè appare chiaro che la morbosa curiosità di sapere "come l'ha presa", la malattia, si trasforma nella morbosa necessità di conoscere nei particolari anche la parte privata della vita di ciascuno di noi. Parte privata di cui nessuno ha il diritto di rivarci.
I malati di Aids, le persone sieropositive, i volontari e i parenti - io credo tutti i cittadini - hanno bisogno di informazione sull'Aids e sulle persone che vivono con la sindrome.
Non hanno bisogno di pettegolezzo fine a se stesso.
ENZO CUCCO
Gruppo Solidarietà Aids