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Conferenza droga
Lorenzi Giuseppe - 15 maggio 1992
"E'CADUTO UN TABU'" "SCELTA DISUMANA"
da Repubblica del 15/5/1992

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Anche in Italia s'infiamma il dibattito sul progetto pilota elvetico. La Jervolino: "Tossici come cavie".

"E'CADUTO UN TABU'" "SCELTA DISUMANA"

Svizzera spaccata sull'eroina di Stato

di Daniele Mastrogiacomo

Roma - Entusiasmo e scandalo. Solidarietà e condanna. L'eroina di Stato spacca in due la Svizzera che per la prima volta tenta di affrontare in maniera diversa l'incubo della "morte bianca". Il giorno dopo la clamorosa iniziativa del governo della confederazione elvetica il dibattito si è infiammato e sono subito scattate reazioni contrastanti. Nei cantoni di lingua tedesca, in particolare a Zurigo dove il problema dei tossicodipendenti è vissuto in modo angosciante, la decisione è stata accolta con interesse. Nella Svizzera romanda, invece, il progetto è respinto con forza. Insorgono gli esperti e i rappresentanti dei partiti. E tutti denunciano quella che considerano una scelta comoda e ipocrita. Il programma-pilota approvato dalle autorità di Berna prevede l'apertura di dieci centri specializzati dove 500 tossicodipendenti potranno consumare stupefacenti sotto controllo medico. Si tratta di un esperimento. E come tale, solo dopo una verifica dei risultati, sarà esteso e applicato su larga scala oppure sop

presso. Lo Stato fornirà morfina, metadone e solo in cinque dei dieci centri, anche eroina. Lo scopo dell'iniziativa, secondo i promotori del progetto, è quello di aiutare i tossici afflitti dal bisogno di procurarsi quotidianamente le dosi necessarie. Aprire dei centri ai quali si possono rivolgere gli eroinomani, sempre secondo la tesi dei promotori, evita gli scippi, i furti, la prostituzione. La droga costa e chi non ha i soldi per comprarla finisce quasi sempre per rubare o vendere il proprio corpo. L'eroina non è più un business alimentato dal dalla clandestinità e dal proibizionismo. Sarà lo Stato a detenere il monopolio e a regolare il trend della domanda e dell'offerta. La distribuzione delle dosi sotto controllo medico, inoltre, aprirà la strada verso una terapia di disintossicazione. Ma il bisturi affondato dalla Svizzera nel bubbone dello sporco commercio degli stupefacenti non convince tutti. Anzi. C'è una larga fetta di opinione pubblica, di partiti dell'opposizione, di operatori ed esperti del

campo, che reagisce sdegnata. I giornali della confederazione ospitano infuocati dibattiti e riempiono colonne di commenti e di considerazioni. Da un lato c'è chi condanna lo "Stato spacciatore e il governo assassino"; dall'altro chi guarda con speranza definendo l'iniziativa "un passo coraggioso, una svolta necessaria". Anche se l'esperimento scatterà in ottobre e avrà la durata di quattro anni, anche se non sarà rimesso in discussione il principio della punibilità del consumo di droga, l'opposizione già affila le armi e si prepara a dare battaglia. "Mentre l'opinione pubblica è sempre più sensibile alla sperimentazione sugli animali", scriveva ieri mattina un editorialista su un quotidiano ticinese, "sperimentare l'eroina di Stato sui tossicodipendenti ci sembra incompatibile con la dignità umana". E la "disumanità" del progetto è il giudizio più ricorrente nella pioggia di reazioni che inondano l'Italia. Rosa Russo Jervolino, ministro per gli Affari sociali e madre della nostra legge sulla droga, è lapi

daria: "Si tratta di un'iniziativa mostruosa e disumana. Qui non siamo davanti alla legalizzazione degli stupefacenti, ma ad un esperimento scientifico, compiuto su un numero ristretto di tossicodipendenti, che ha un carattere di crudeltà e di disumanità enormi". Il ministro si scaglia sulla decisione: " Il fatto di prendere malati gravi di Aids, prostitute e tossicodipendenti per somministrare loro dosi di eroina, significa usare l'uomo come cavia e soprattutto l'uomo debole. Il discorso è di una gravità civile enorme". Ma, secondo i promotori del progetto, tra i 500 tossicomani che potranno usufruire dei centri specializzati non ci sono sieropositivi né persone afflitte da altre malattie. I partiti della maggioranza in Svizzera esultano all'approvazione dell'iniziativa: "Un tabù si è finalmente infranto". I sostenitori della liberalizzazione vanno oltre. Il direttore di un centro per il recupero dei tossicodipendenti di Berna ha commentato: "Il protezionismo è un fallimento totale. Ora bisogna andare più l

ontano e liberalizzare totalmente la droga". Plauso anche a Zurigo dove nonostante la chiusura del Platzpitz, il parco dove si radunavano migliaia di tossici, l'emergenza resta aperta. "Per molti drogati refrattari" affermano le autorità comunali, "una distribuzione controllata di eroina può costituire l'inizio di un reinserimento sociale". Affermazione condivisa da don Luigi Ciotti, fondatore del "Gruppo Abele": "Se i volti della tossicodipendenza sono molti, molteplici devono essere le risposte". Vincenzo Muccioli parla di "atto irresponsabile", don Mario Picchi crede invece più sull'uomo che sull'eroina. Marco Taradash, deputato verde annuncia: "Entro un mese anche il nostro paese avrà una proposta di legge analoga".

 
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