Mercoledì scorso, 13 maggio, il Parlamento europeo ha votato la risoluzione relativa alla relazione della "Commissione d'inchiesta sulla diffusione della criminalità organizzata connessa al traffico di droga nella Cee".
Al termine di una discussione che i conservatori e i socialisti italiani e spagnoli hanno voluto trasformare in una specie di referendum a favore o contro la legalizzazione delle droghe, il PE ha approvato di stretta misura (135 voti contro 121) una risoluzione di taglio proibizionista.
I lavori della Commissione - della quale era vicepresidente Marco Taradash, segretario del Cora - sono durati 9 mesi durante i quali i 15 commissari hanno condotto indagini a tutto campo ascoltando economisti, magistrati, giuristi, poliziotti e specialisti vari.
La relazione della Commissione, approvata il 29 novembre 1991 con 9 voti (verdi e sinistre) contro 6 (conservatori e socialisti italiani), è giunta alla conclusione che la politica finora condotta in materia di droghe, basata sulla punizione del consumatore e sulla repressione del traffico, ha dato risultati fallimentari e si è dimostrata incapace anche solo di frenare l'irruzione delle organizzazioni criminali, che dal traffico di droga traggono guadagni immensi, nella vita sociale, politica ed economica. La Commissione ha perciò redatto una serie di raccomandazioni in cui si chiede l'adozione di politiche più rispettose dei diritti delle persone e degli interessi della società.
Il dibattito in aula è stato (lo testimoniano le dirette di Radio Radicale e la cronaca che ne è stata fatta dalla quasi totalità della stampa italiana) palesemente distorto dai conservatori, grazie al contributo dei socialisti italiani e spagnoli, col pretesto che il documento della Commissione avrebbe aperto le porte alla legalizzazione della droga. Ciò che invece effettivamente la Commissione raccomanda è l'esame delle possibili alternative necessarie per tutelare la salute dei tossicodipendenti come quella dell'intera società e per stroncare il potere della criminalità organizzata: evidentemente tali misure possono prevedere la sperimentazione di soluzioni quali depenalizzazione del consumo, distribuzione controllata a scopo terapeutico, distribuzione di siringhe sterili ecc.
Nella risoluzione approvata, invece, si consiglia agli Stati membri di non modificare le strategie di lotta al narcotraffico adottate fino ad oggi e di continuare, quindi, con la solita repressione che colpisce consumatori e tossicodipendenti messi sullo stesso piano dei trafficanti.
Si tratta di un passo indietro rispetto ai lavori e alle conclusioni della Commissione ma i conservatori hanno vinto di strettissima misura e si va considerato, quindi, un grande successo per lo schieramento riformatore che non è più quella esigua minoranza che i media addomesticati e filogovernativi (almeno in Italia) continuano a dipingere.
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Il testo completo della relazione della Commissione d'inchiesta (compresa la relazione di minoranza) può essere consultato ai nn.156,157,158,159 del settore Archivio PE.
Il solo testo delle Raccomandazioni della Commissione può essere consultato anche al n.941 del settore Conferenza Droga (la traduzione non è quella ufficiale).
le Raccomandazioni della Commissione, con un'introduzione di Marco Taradash, sono state anche pubblicate dall'editrice Stampa Alternativa a cura del CORA: l'opuscolo costa L.1000 e può essere richiesto direttamente al CORA, via di Torre Argentina 76 00186 Roma, tel. 06-689791. E' in preparazine anche l'edizione in francese e in inglese.