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Conferenza droga
Radio Radicale Roberto - 15 maggio 1992
QUALCOSA SI MUOVE

di Luigi Manconi - L'Unità, 14 maggio 1992

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Con 135 voti contro 121, il Parlamento europeo si è pronunciato contro una "eventuale forma di legalizzazione degli stupefacenti". Può sembrare una cattiva notizia, ma - a ben guardare - il voto di Strasburgo è tutt'altro che negativo. Dice, quel voto, che nel Parlamento europeo la linea antiproibizionista sfiora la maggioranza; se non la raggiunge è per l'opposizione del Psi che (insieme agli spagnoli e diversamente da tutti gli altri socialisti europei) si è schierato con i democristiani e con la destra. Dunque, quella che, fino a un anno fa, era un'ipotesi ultraminoritaria, liquidata come utopistica o fricchettona, risulta oggi un programma attendibile sotto il profilo sanitario e giuridico, economico e sociale. Un programma che può essere contestato, ma che deve essere preso in considerazione e discusso - finalmente - nel merito. Appaiono strumentali, dunque, i tentativi di squalificare la legalizzazione perché "immorale": come fa ancora la socialista Maria Magnani Noya quando sostiene che il voto di ier

i "conferma il carattere anti-sociale del consumo di droga". Ma, vivaddio, chi dice il contrario? Qui si discute, né più né meno, di quale sia la strategia più efficace per limitare i danni e ridurre le vittime di qual "consumo anti-sociale".

I risultati delle politiche proibizioniste sono sotto gli occhi di tutti. Ora si tratta di percorrere - con intelligenza e razionalità - altre vie . Lo si è argomentato in un libro, 'Legalizzare la droga. Un ragionevole proposta di sperimentazione' (Feltrinelli, 1991), che, sin dal titolo, insiste sulla necessità di esperimenti e progetti-pilota. Ciò che in Italia nemmeno si vuole discutere. Altri, fortunatamente, si muovono. Proprio ieri, in Svizzera, il governo di Berna - constatato il fallimento delle precedenti politiche - ha approvato un programma che autorizza la distribuzione, a scopo terapeutico e sotto controllo medico, di sostanze quali l'eroina e la morfina.

Difficile prevedere qualcosa del genere in Italia. Qui, la classe di governo, dei fallimenti e delle tragedie si nutre. Piamente s'intende.

 
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