WASHINGTON, 14 MAG - Niente marijuana a scopo
terapeutico, nessuna clemenza per i ''piccoli consumatori'',
niente ''rieducazione'' con metadone o altre sostanze
stupefacenti: sul fronte della droga prevale di gran lunga negli
Stati Uniti la linea dura. Solo adesso, dopo anni di resistenza,
si sta discutendo l' opportunita' di distribuire agli eroinomani
siringhe ''usa e getta'' in funzione anti-Aids.
La strategia dell' intransigenza non ha finora pagato: i dati
piu' recenti, riguardanti il periodo luglio-settembre 1991,
indicano che dopo due anni di calo, il numero di giovani
ricoverati d'emergenza per overdose di eroina e' d' improvviso
aumentato del 13 per cento. In crescita - del 10 per cento -
anche i casi di eroina.
Nella difficilissima battaglia anti-droga l' amministrazione
pubblica americana ha mobilitato gli sceriffi delle contee piu'
remote e gli agenti dell' FBI e del DEA (Drug Enforcement
Agency). Una battaglia di contenimento a triplice livello:
locale, statale e federale. In uno dei primi atti della sua
presidenza George Bush ha creato una posizione di ''zar anti-
droga'', per il coordinamento di tutte le attivita' di
prevenzione e repressione. Dal 1980 al 1990 e' triplicato negli
Stati Uniti il numero di condanne per traffico e detenzione di
sostanze strupefacenti. Di legalizzazione nemmeno a parlarne:
sono contrari 82 americani su 100.
** ( SIDAnet Information ) **