Ha un senso dichiararsi "pro o contro" delle sostanze chimiche?
Salvidio sarà "pro o contro" la noce moscata, "pro o contro" il nero di seppia, "pro o contro" il cloruro di sodio?
E non mi venite a dire che sono cose diverse...vi siete mai fatti una pera di noce moscata? O magari di maionese, surrogato povero dell'eroina nei momenti in cui a Milano ne girava poca? La stessa eroina, poverina, fu o non fu creata dalla Bayer quasi cento anni fa come potente analgesico che, a differenza della morfina, non provocava assuefazione? Voi sareste stati "pro o contro" un farmaco che, nel depliant inviato a tutte le farmacie degli Stati Uniti, veniva presentato come "Contro tutti i dolori, sedativa della tosse, per la cura dei tossicomani"? [cfr. G.Arnao, Eroina, Feltrinelli 1983] Certo, quella roba che oggi si vende per strada è ben lontana dalla "medicina degli eroi" della Bayer, ma questo non è che uno dei frutti avvelenati del proibizionismo.
E che dire degli effetti devastanti dell'inalazione di colla per milioni di ragazzini sudamericani, brasiliani soprattutto? Voi siete "pro o contro" la colla? Per i calzolai preferireste l'ergastolo o la pena di morte? Dopodichè molti antiproibizionisti per bene, timorosi di essere scaambiati per tossicofili impenitenti o beatniks di ritorno, vi diranno che loro si, certo, loro sono "contro la droga", e magari lo scriveranno anche sui volantini elettorali. Arrendendosi così a quel pregiudizio moralista secondo il quale le sostanze chimiche hanno un'anima, si dividono in buone e cattive, dunque ci vedono "pro o contro". E' questa, a mio modo di vedere, la base vera del proibizionismo, quel convincimento profondo secondo il quale in quella polverina c'è il maligno, ed in quell'altra invece no.
E' la stessa attitudine dei nostri governanti, che si ostinano ad esempio a far campagne sul "no" alla droga, e non sul "droga-come". Campagne cioè mirate al popolo dei consumatori delle varie sostanze, legali ed illegali, che li informino con correttezza ed onestà sui rischi, sulle dosi, sulle modalità di assunzione, sul mercato. Certo questo è difficile in un regime proibizionista, ma è la cosa giusta da fare.
Demistificare, insomma. Banalizzare, certo. Non ci vuole molto a banalizzare una formula chimica, è già banale di suo. Se si desse un taglio a tutto questo colossale piagnisteo moralista sulla "droga" (sostanzialmente sull'eroina) e si smettesse di illudersi di combattere battaglie perse in partenza "contro" delle sostanze, e non magari per limitare e controllare certi comportamenti dannosi, staremo tutti meglio.
Qualcuno si illude ancora di "sconfiggere la droga"? Appunto, non ci crede neanche più la vecchia Nancy. Di "droghe" (intese come sostanze che provocano alterazioni della coscienza) ce ne sono quante ne volete, per tutti i gusti e per tutte le tasche, a tutte le latitudini. Combattere una battaglia "contro la droga" (cioè contro alcune droghe) è combattere una battaglia contro l'uomo. Di droghe ce ne saranno sempre di nuove e diverse, con diversi effetti e diversi rischi. L'importante è conoscere, informarsi ed informare. Schierarsi "contro", servirà alla propria coscienza, al proprio risultato elettorale, al proprio portafoglio, ma a nient'altro.
g.v.