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Conferenza droga
Radio Radicale Roberto - 21 maggio 1992
DROGA, NON SERVE CORRERE

di Oreste del Buono - L'Espresso n.20, anno XXXVIII, 17.5.1992

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Quando si azzarda nel sociale, la pubblicità stecca spesso e volentieri. Le campagne contro la droga rappresentano quasi sempre uno scacco imbarazzante per chi le gestisce e per chi le subisce. La pubblicità è fatta per vendere la gradevolezza o l'utilità di un prodotto presunto come un bene. E' con l'informazione, invece, che si può sperare di dissuadere dall'acquisto di un male provato. Chiacchiere più o meno oziose in margine a uno spot dell'Ayer Roma, fatto proprio dalla Presidenza del Consiglio. Quello [...] ritraente il candido podista in riva al mare che, correndo senza sforzo, ci racconta i guai passati sinché ha cercato di lottare da solo e non ha trovato dei compagni di corsa. A questo punto il piccolo schermo si allarga nella visione di un manipolo di altri podisti ugualmente candidi che corrono dietro di lui come una sagra del bianco più bianco.

Questo spot della campagna pubblica della Presidenza del Consiglio va sotto un titolo sgangherato: "Uscire dalla droga, se vuoi, insieme possiamo", che suona quasi come il titolo di un best-seller Mondadori di qualche anno fa "Io speriamo che me la cavo", sgrammaticato il tanto che serviva a mettere alla berlina i bambini presi di mira dal loro maestro. Ma lo scopo dichiarato dello spot in questione sarebbe il salvataggio dalla droga del maggior numero di giovani. E allora come la mettiamo? La pubblicità appare desolantemente disarmata in proposito. Esagera in candore, in leziosità per imporci la favola edificante, ma pare proporci le virtù magiche di un dolcetto.

Posso corroborare questa impressione con un esempio facilissimo. Basta contrapporre lo spot "Uscire dalla droga, se vuoi, insieme possiamo" dell'Ayer Roma con lo spot "Loacker, una dolce casa nel bosco" dell'Ayer Milano. Qui si tratta delle linee Wafers e Tortine della nota casa dolciaria [...] e anche qui emergono candore voluto e leziosità da favola. Ma tutto è più giustificato. Occorre invogliare a consumare, non convincere a non consumare per non venir consumati. Il prodotto preso in considerazione è di gusto appetitoso e di sostanza non nociva. »Quando un prodotto nasce da boschi incontaminati, tra bellissime montagne come quelle del Tirolo, parlare di naturalità non è mai eccessivo , dice l'Ayer Milano che ha recuperato per l'occasione una mitica canzone anni '40 di Cesare Andrea Bixio, Nicola Salerno detto Nisa ed Ermenegildo Rusconi: "La strada nel bosco".

L'arrangiamento è attuale, la voce del cantante è d'epoca. La patata in gola è illustre e i superstiti come me avrebbero il permesso di assaporarla con quella nostalgia che, a una certa età, non si prova mai, ma si è pronti a riconoscere a tutti per tutto.

Ayer Milano batte Ayer Roma 1 a 0.

 
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