I risultati magri sono tali per difetto di mezzi. PEr
estirpare la droga dai paesi produttori si deve giungere
senza mezzi termini a por fine alla loro sovranita'.
Il ragionamento secondo il quale i mezzi impiegati non
abbiano avuto risultati vale tanto quanto le critiche
di taluni negli anni 70 alle spese militari occidentali.
Costoro sostenevano che l'URSS avrebbe sempre tenuto
il passo con l'escalation americana, e che pertanto, la
spesa per soprawvanzare l'URSS sarebbe potuta crescere
a dismisura senza ottnere risultato alcuno.
Sio e' visto poi, che una violenta spallata all'URSS
negli anni 80 ne ha fatto crollare le strutture agendo
come catalizzatore su una situazione appena percepita
dal difuori.
Non mi stupirei se, col narcotraffico sia la stessa cosa.
Si deve ancora cominciare sul serio la guerra alla droga:
con mezzi pari a quelli utilizzati in ogni altro conflitto.
Ed oggi, col potenziale scientifico in tema di ricerche
sulla genetica, si potrebbero gia' far miracoli nel creare
difese immunitarie e reazioni allergiche indotte nei consu-
matori, oltre, naturalmente, a potenziaree l'azione dei
nemici naturali delle piante di base. Oltretutto, per fare
questo, non c'e' nemmeno bisogno di occupare Peru' e Bolivia,
o il Triangolo d'ORo. Basterebbero un paio di carichi di
uova di insetto lanciate da alta quota. E ritengo
valga la pena persino di ledere la catena ecologica
pur di inibire la coltivazione di quelle piante.
Sul piano dei vaccini e dei contraccettivi mirati
alle droghe, si possono poi fare miracoli. Un piano
di vaccinazione di massa per i bambini delle scuole,
tale da metterli in condizione di non provare alcun
piacere nell'assunzione di droghe comuni, leggere e
pesanti. Un simile progetto, metterebbe a terra il
narcotraffico in due decenni senza alcun bisogno di
ricorrere la libero commercio. Ma forse, alcuni trovano
l'ipotesi di una droga "amara" orribile, e preferiscono
che gli individui si ammazzino con le loro stesse mani.