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Conferenza droga
Salvidio Ascanio - 6 giugno 1992
Riferimenti

Nel precedente messaggio mi riferisco a canoni di giornalismo

che ben si sintetizzano in un brano del testo di Scepscin del

1958, pubblicato per l'Accademia. Nel brano si ritrovano tutti

gli elementi presenti nell'articolo di Epoca. Dubito che il

giornalista in questione abbia seguito corsi a Leningrado, ma

e' sintomatico come quello stile famigerato sia cosi' spontanea-

mente applicato oggi da un forse inconsapevole adepto della

peggiore cricca illiberale di tutti i tempi

Scepscin, 1958, La Tecnica della Cronaca (traduco dal tedesco),

edizione pubblicata a Lipsia, pag. 56, dal Capitolo Ottavo:

"...Il lettore e' sensibile alle emozioni del proprio animo.

E' opportuno, quindi, scrivere l'articolo dandogli la sensazione

di trovarvi rispondenza alle proprie emozioni e sentimenti,

siano essi nobili o riprovevoli. Molto spesso, non e' l'idea

in se', ad imprimersi nella mente del lettore, bensi'uno stato

d'animo. Tanto piu' cio' e 'e probabile, quanto maggiore e'

l'abilita' dell'articolista di modellare il suo scritto in modo

che le emozioni che trasmette siano il riflesso di quelle del

lettore medesimo. Questa tecnica e' particolarmente efficace

se le emozioni che si vogliono catturare e riflettere sono quel-

le basse e volgari: il denaro, l'erotismo, l'amarezza della

piccola vita quotidiana della famiglia borghese. Il lettore

borghese si ritiene sempre al disopra del denaro, di pensieri

avidi, di meschinita'. ma reca con se', nel profondo dell'animo,

il marchio di una societa' decadente, che si fonda sul denaro,

sulla protervia e l'ingordigia delle sensazioni, la monotonia

dei rapporti di sfruttamento fra padre e figlio, fratello e

sorella, marito e moglie. Questa inconsapevole vulnerabilita',

cosi' lontana dalla trasparente solidita' dell'animo socialista,

espone il lettore borghese ad esser catturato da un'abile penna,

e messo a confronto con la sua speculare immagine, della quale

rimane vittima. Cosi', un'idea politica, un partito, un evento,

un leader, circondati dall'alone riflesso delle meschinita'

tipiche del lettore borghese, si presentano inevitabilmente in

cattiva luce. L'abile articolista non cerca di screditare l'idea

col mezzo del ragionamento. Lascia il compito delle battaglie

intellettuali ai nostri filosofi ed ai nostri scenziati, i quali

sanno bene come far battere in ritirata il loro avversario asservito

al capitale. L'articolista abile, deve, invece, concentrarsi su

di un solo scopo: circondare l'aversario di un alone di diffidenza,

insinuazioni, discredito. Per condurre l'attacco all'idea, e'

la persona che deve essere attaccata. Come ? Insinuando che essa

sia proprio cio' che in fondo all'animo e' ogni lettore borghese.

Quindi, se si conduce, ad esempio, un reportage sul discorso di

un uomo politico nemico del socialismo, cio' che dovra' essere

messo in risalto sono i suoi presumibili profitti, fatti alle

spalle dei cittadini. Un altro esempio e' quello delle interviste.

In questo caso, si deve lasciar ben poco spazio alle idee dell'av-

versario. Occorre incalzarlo con domande sulla sua vita privata:

ama egli la prorpia moglie ? e' padre amorevole ? e' diviso

dalla propria famiglia ? non ha mai trovato l'anima gemella ?

E occore insinuare che egli sia cinico, freddo, duro, scostante,

rude........"

Mi pare molto chiaro, quale sia l'archetipo che Epoca a seguito

per intervistare Muccioli. Gli onesti, anche quelli antiproibizio-

nisti, non se ne dimentichino.

 
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