Il settimanale Panorama in edicola questa settimana (fascicolo del 14.6.1992), pubblica un servizio di Antonello Piroso che raccoglie dichiarazioni di vari noti esponenti italiani della cultura, del giornalismo, dello spettacolo, a seguito della vicenda della cantante Patty Pravo, arrestata poco tempo fa per detenzione di marijuana.
L'articolo è intitolato "MA PER UNO SPINELLO? - Due milioni di italiani fumano 'canne'. Ecco chi lo fa, chi lo ha fatto e chi sdrammatizza".
»Divertente l'inizio del pezzo se non venisse da pensare ai ragazzi suicidatisi in carcere dove erano stati sbattuti per pochi grammi di »fumo :
"Io mi faccio le »canne . Tu fai un tiro con me. Lei, Patty Pravo, per questo finisce in carcere. Noi, amici suoi, ci stupiamo di tanto rigore. Voi, giornalisti, sbattete il mostro in prima pagina. Loro, poliziotti e magistrati, applicano una legge che in molti chiedono di rivedere. Italia, giugno 1992, indicativo presente del verbo »farsi uno spinello . Un reato, secondo la legge Jervolino-Vassalli: se si ha in tasca più di mezzo grammo di hashish, si è spacciatori. Possono scattare le manette. Comunque si è condannati".
Seguono le dichiarazioni dei vari personaggi interpellati. Riporto quelle che mi sono sembrate più significative, a partire proprio da Patty Pravo che, all'uscite dal carcere, ha detto: "Se mi va continuerò a fumare hashish".
Secondo Alba Parietti (showgirl) ci sono reati più gravi che detenere un po' di »fumo . Si dice contraria a tutte le droghe ma dichiara di essere antiproibizionista perché "con la liberalizzazione [meglio sarebbe dire »legalizzazione ma è un'errore che purtroppo compiono in molti, n.d.r.] si darebbe un colpo alla mafia".
Molto interessante la dichiarazione di Renzo Arbore (autore e conduttore televisivo), che dimostra l'intelligenza di chi è pronto a riconsiderare le proprie opinioni se i fatti gli danno torto: "Sto rivedendo la mia rigida posizione proibizionista - dice Arbore a Panorama - Il rapporto norma-droga va ripensato, non credo più tanto a un effetto deterrente della legge, e i profitti della criminalità vanno azzerati".
Giorgio Albertazzi (attore e regista) è a favore della liberalizzazione: "Senza legge non c'è reato, e la stampa avrebbe scandali più seri di cui occuparsi". Anche Ninni Pingitore, autore-regista del programma televisivo »Crème caramel se la prende con la legge sulla droga: "Applicare la legge alla lettera, dicevano i latini, è un'ingiustizia. E poi questa legge...". Critiche alla legge anche da Diego Abatantuono (attore): "E' un'accrocchio ridicolo. La dose giornaliera di hashish è di mezzo grammo? E in quale chiosco si compra una dose del genere? E poi che senso ha punire consumatore e spacciatore?". E da Margherita Buy (attrice): "La legge è stata voluta per catturare le simpatie dell'elettorato moderato. Molto meglio l'antiproibizionismo per danneggiare la criminalità".
Difendono le legge, invece, seppure con sfumature diverse, la scrittrice Carmen Llera, che pure riconosce a ognuno il diritto di fare ciò che vuole, il giornalista sportivo Aldo Biscardi, non sfavorevole però a qualche modifica, e Carolina Rosi (attrice, figlia del regista Francesco Rosi) che dice: "La legge c'è e va rispettata", aggiungendo però di essere favorevole a una legalizzazione concertata a livello internazionale.
Secondo il regista Tinto Brass è meglio legalizzare perché oggi le canne se le fanno tutti. E per la legalizzazione è anche la scrittrice Barbara Alberti (iscritta al Cora e candidata nella Lista Pannella). L'attore comico Gene Gnocchi dichiara che la strada giusta da seguire è quella dell'antiproibizionismo e così anche Vittorio Sgarbi (critico d'arte e neo-deputato liberale): "Liberalizziamo e non se ne parlerà più".
Infine segnalo la dichiarazione di Paolo Villaggio (attore) che si chiede: "Chi non si è mai fatto uno spinello?". E aggiunge: "Forse il papa..." (non male il »forse ).