La notizia, estremamente interessante, è di questi giorni ed è stata ripresa da alcuni quotidiani italiani (ieri si poteva leggere sul quotidiano La Stampa).
Trascrivo qui di seguito la notizia così come è stata riportata dall'agenzia Adn-Kronos lunedì 8 giugno.
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CANCRO: LA DROGA LO PUO' CURARE
Gerusalemme, 8 giugno - La droga può essere usata per sconfiggere il cancro. Gli oppiacei, come morfina ed eroina, bloccano la riproduzione delle cellule tumorali. La sensazionale scoperta è contenuta in uno studio condotto dall'Istituto Weizmann di Israele e dalla St.Louis University negli Stati Uniti, sugli effetti degli oppiacei sulla riproduzione cellulare ed in particolare nella terapia dei tumori.
Lo studio muove dall'osservazione di alcuni fenomeni recentemente documentati dalla letteratura scientifica. Si è scoperto ad esempio che quando dosaggi significativi di oppiacei come morfina o eroina sono assorbiti durante la gravidanza, la produzione di Dna nel cervello del feto viene inibita ed il neonato mostra segni di deficienze fisiche, neurologiche e psicologiche. In secondo luogo, gli oppiacei somministrati a ratti gravidi causano una diminuzione del contenuto di Dna nel cervello dei nati, rendendolo più piccolo del normale. Inoltre, gli oppiacei hanno dimostrato di inibire la proliferazione cellulare non solo nel cervello, ma anche delle cellule tumorali di intestino, polmone, mammella, cioè in tutte quelle cellule che hanno recettori per gli oppiacei sulle loro membrane.
CANCRO: LA DROGA (2) - IL MECCANISMO D'AZIONE
Partendo da queste considerazioni, nello studio, condotto da Zvi Vogel e Jacob Barg del Dipartimento di Neurobiologia del Weizmann Institute, insieme a Carmine Coscia del Dipartimento di Biochimica e Biologia molecolare della Facoltà di Medicina dell'Università di St.Louis, e che sta per essere pubblicato nel "Journal of Neurochemistry", è stata misurata la quantità di sintesi di Dna negli aggregati di cellule cerebrali fetali di ratto. Questi gruppi di cellule comprendono sia neuroni che glia, la parte fibrosa del tessuto cerebrale, e rappresentano una situazione simile a quella dello sviluppo cerebrale.
I ricercatori hanno scoperto che dei tre tipi di recettori per oppiacei conosciuti nelle cellule cerebrali - Mu, Kappa e Delta - solo i primi due sono responsabili dell'inibizione della sintesi del Dna, mentre il terzo è inattivo. E' stato anche dimostrato che gli oppiacei bloccano una tappa chiave della trasmissione dei messaggi intercellulari, cioè la trasduzione del segnale del fosfoinositolo, un elemento chiave della sintesi del Dna: il processo di trasduzione provoca l'aumento del calcio cellulare, il quale poi attiva la proteina chinasi C, un enzima che stimola la produzione del Dna. Da questo risulta che l'azione degli oppiacei nell'inibire la sintesi del Dna durante lo sviluppo sta proprio nella capacità di bloccare questo meccanismo tramite il fosfoinositolo.
CANCRO: LA DROGA (3) - SI STUDIANO I FARMACI
Gli scienziati israeliani ed americani sperano che queste nuove informazioni sull'azione degli oppiacei possano contribuire a sviluppare farmaci capaci di bloccare la trasformazione delle cellule maligne, che hanno un comportamento simile alle cellule fetali, lasciando però intatte le cellule normali.
"Gli effetti collaterali degli oppiacei - ha spiegato Jacob Barg - sono generalmente meno severi di quelli delle classiche terapie antitumorali. Una persona colpita dal cancro può così avere due effetti positivi da queste sostanze che sono usate contemporaneamente per togliere il dolore e bloccare la replicazione del tumore". I tre ricercatori stanno inoltre studiando l'eventuale produzione di anticorpi monoclonali che possano agire come gli oppiacei sulle cellule colpite dal tumore.