Radicali.it - sito ufficiale di Radicali Italiani
Notizie Radicali, il giornale telematico di Radicali Italiani
cerca [dal 1999]


i testi dal 1955 al 1998

  RSS
dom 26 apr. 2026
[ cerca in archivio ] ARCHIVIO STORICO RADICALE
Conferenza droga
Rossi Carla - 16 giugno 1992
FIRENZE IN LOTTA CONTRO L'OVERDOSE
da ASPE n. 10 - 28 maggio 1992

-----------------------------------

Sono positivi i risultati della strategia contro le morti per overdose a Firenze. Ma il grande problema resta il "sommerso": solo il 15% delle overdose riguarda persone note ai servizi.

FIRENZE - Prosegue l'analisi socio-epidemiologica condotta dal Comitato tecnico scientifico per le tossicodipendenze dell'area fiorentina. Il Comitato, formato da operatori in alcuni Sert, da un tossicologo dell'Istituto di tossicologia forense, ricercatori dell'Osservatorio epidemiologico regionale e dal vice-prefetto, si propone di studiare il fenomeno sulla base di una raccolta integrata di dati, quelli giunti su segnalazione delle unità di pronto soccorso in collaborazione con altre istituzioni, fra cui l'ordine dei medici e dei farmacisti.

Sono attualmente allo studio i dati sui casi overdose avvenuti nel '91, anno in cui si sono registrati 37 decessi per overdose. Per quanto riguarda invece i dati su tutti gli interventi effettuati, al momento sono disponibili quelli del periodo dall'1.1.91 al 31.10.91: sono stati 371, di cui 269 per maschi, 66 per femmine, mentre 36 sono rimasti ignoti. Senza variazioni apprezzabili nei singoli mesi, i dati acquistano maggior rilievo se estesi al periodo agosto '89 - luglio'91, periodo per il quale è stato possibile effettuare il monitoraggio degli interventi con esito favorevole e di quelli con esito infausto. Di 923 interventi effettuati, sono stati 67 i decessi e 856 i casi di overdose risolti positivamente. "Il coordinamento e la tempestività dei soccorsi - spiega Mariella Orsi, sociologa della USL 10E - hanno costituito una valida risposta ai casi di overdose. Anche se poi l'overdose è un dato tecnico di complessa lettura che va visto nei vari aspetti psicologico, sociale e sanitario. Per esempio, ris

petto alle grandi aree metropolitane, a Firenze è possibile avere un approccio più diretto con i soggetti a rischio e ciò permette anche una maggiore diffusione del Narcan". Questo della diffusione del farmaco salvavita è anche uno degli obiettivi del piano educativo e di formazione attualmente in atto a Firenze e comuni limitrofi, per il quale è stata richiesta la consulenza del Comitato tecnico. "Chiedere aiuto salva la vita" è uno degli slogan che da numerosi poster affissi nella città e negli opuscoli distribuiti nelle scuole e altri luoghi di aggregazione giovanile, viene enunciato da Dylan Dog, l'eroe dei fumetti prediletto dalle nuove generazioni".

Sulla complessità dell'interpretazione dei dati raccolti è d'accordo lo psicologo Mario Santi, responsabile del centro tossicodipendenze della USL 10A: "Difficile fare una valutazione scientifica di questi dati. Innanzitutto va considerato il fatto che solo nel 15% dei casi il soggetto era conosciuto dai servizi. Il dato di un sommerso molto elevato è correlato alla difficoltà ad accertare la residenza a Firenze o zone limitrofe e di conseguenza a quantificare i casi di soggetti di passaggio. Un'altra difficoltà è di sapere se sono stati più volte in overdose e se si sono verificati casi di persone andate in overdose anche 6 o 7 volte. Il rischio da evitare nel leggere i dati è questo: che dove è possibile effettuare un monitoraggio del fenomeno i dati raccolti facciano pensare ad una incidenza maggiore del fenomeno, mentre dove i servizi non funzionano la mancanza di dati faccia pensare ad una minore gravità del fenomeno. Inoltre la mancanza di un incrocio di dati con altre situazioni impone che anche il

dato delle overdose fauste su Firenze e dintorni venga valutato con cautela".

Dall'Istituto di medicina legale abbiamo inoltre raccolto un dato che relativizza ulteriormente quelli sui decessi per overdose: il fatto che non venga effettuato lo screening per accertare l'eventuale uso di sostanze stupefacenti nei decessi in seguito a incidente stradale. "Col nuovo codice di procedura penale - ci ha spiegato Francesco Mari, tossicologo forense - è la pretura circondariale che dovrebbe richiederlo. Invece della necroscopia viene effettuato solo esame esterno senza estensione di ricerca, e comunque non vengono richieste indagini tossicologiche. Ciò è motivato da uno scarso interesse nell'opinione pubblica riguardo a questi problemi. Ne consegue una scarsa pressione nei confronti degli organi competenti ad autorizzare ricerche più approfondite e un'impossibilità da parte dell'istituto ad effettuarle".

Né ci sono dati sulle morti correlate all'uso di sostanze che non vengono comprese in quelle per overdose. "Non credo sia un caso - commenta Santi. - Siamo tutti d'accordo sul fatto che il problema eroina sia drammatico, ma vanno considerati anche tutti quei farmaci legali ad uso di "sballo". Si sa benissimo che tossicodipendente è disposto ad usare "di tutto" per sconvolgersi, ma se intendiamo combattere l'eroina e tralasciare quel "di tutto" si finisce per favorire altre sostanze farmacologiche legali e non ottenere nulla contro la cultura della dipendenza.

 
Argomenti correlati:
stampa questo documento invia questa pagina per mail