Radicali.it - sito ufficiale di Radicali Italiani
Notizie Radicali, il giornale telematico di Radicali Italiani
cerca [dal 1999]


i testi dal 1955 al 1998

  RSS
dom 26 apr. 2026
[ cerca in archivio ] ARCHIVIO STORICO RADICALE
Conferenza droga
Fiorenzi Massimiliano - 24 giugno 1992
AIDS, A REBIBBIA MALATI IN ''SCIOPERO DELLA FAME''
ROMA, 23 GIU 92 - Da ieri hanno deciso di rifiutare il

cibo ''perche' preferiscono morire di fame subito piuttosto che

trascorrere gli ultimi mesi della loro vita in carcere''. Sono

cinque malati di Aids attualmente detenuti nel carcere romano di

Rebibbia. L'allarme e' stato lanciato oggi da Vittoria Fornari,

la madre di Massimo, 29 anni, tossicodipendente, arrestato nel

novembre del '90 quando la malattia era gia' nella fase

conclamata. Massimo Fornari era stato protagonista, sempre nel

novembre del '90, di una rivolta in carcere: con alcuni compagni

malati come lui, era salito sul tetto del penitenziario e si era

tagliato le vene. La madre, che da mesi cercava di ottenere gli

arresti domiciliari o il trasferimento in un ospedale, fu ospite

nell' aprile 1991 di una puntata del programma televisivo

''Samarcanda''. ''Da allora - ha raccontato oggi la signora

Fornari - a mio figlio erano stati concessi finalmente gli

arresti domiciliari: certo abbiamo passato piu' mesi in ospedale

che a casa, ma andava bene lo stesso''. Nell'aprile di

quest'anno Massimo, le cui condizioni di salute sono nel

frattempo molto peggiorate, e' stato arrestato di nuovo.

''Questa volta non abbiamo capito i motivi -ha detto la madre- e

rassegnarsi al carcere e' stato ancora piu' difficile. Lo hanno

portato dentro il 19 aprile e mi hanno concesso di vederlo solo

il 12 maggio''.

''Il 30 maggio - ha raccontato la

donna - mio figlio e' svenuto mentre era con me in parlatorio :

aveva da tre giorni un'emorragia rettale. Lo hanno ricoverato in

opsedale. Poi e' tornato in carcere. E' uno straccio, il

fantasma di se stesso. Lui non riesce a rassegnarsi alla sua

condizione di detenuto, come io non riesco a rassegnarmi

all'idea di vederlo morire, per di piu' cosi', nell'infermia di

un penitenziario''. ''Molti genitori abbandonano i figli

tossicodipendenti - ha detto - ma io questo non lo capisco: sono

ragazzi deboli, che nella droga hanno creduto di trovare la vita

e invece hanno trovato solo la morte.'' Massimo, ha precisato la

madre, ha cominciato a drogarsi nel 1980. ''All'epoca - ha

spiegato la donna - io ero a Venezia per lavoro. Massimo e la

sorella vivevano con gli zii''. ''Tutta la nostra vita e' stata

difficile - ha raccontato Vittoria Fornari-. Sono rimasta vedova

quando i miei figli erano piccolissimi. Per sopravvivere ho

fatto la serva. Poi sono riuscita a prendere il diploma di terza

media alle scuole serali e infine, dopo altri anni di

sacrificio, quello di infermiera. Ho lavorato in un ospedale

psichiatrico, poi sono riuscita a vincere un concorso e oggi

sono infermiera all'Inail. Dovrei essere soddisfatta e invece ho

il cuore a pezzi, sono una donna distrutta e indurita. Con

Massimo pero' non piango: tutte le mie forze ora sono per lui,

per aiutarlo almeno a tornare a morire a casa''.

** ( SIDAnet Information ) **

 
Argomenti correlati:
stampa questo documento invia questa pagina per mail