TRENTASETTE MILIARDI ANCORA NELLE CASSE DELLA REGIONE MENTRE I MALATI
CRESCONO A DISMISURA
DICIASSETTE miliardi nel '90 e ventinove l'anno scorso. E la somma
stanziata dalla giunta regionale per gli interventi a favore dei
malati di Aids, una montagna di danaro che giace ancora nelle casse della
Regione Lazio. E così, se da un lato la delibera approvata alla
Pisana il 17 novembre del '90 che dava l'avvio ai »programmi di
prevenzione alla diffusione del virus Hiv è rimasta sulla carta,
dall'altro le statistiche parlano chiaro. Il Lazio occupa il secondo
posto nella graduatoria nazionale che riguarda i malati di Aids,
mentre i sieropositivi residenti nel territorio regionale sono
diecimila. A denunciare l'immobilismo della Regione,sono le
organizzazioni sindacali Cigl, Cisl e Uil.
Risale a due anni fa l'avviso pubblicato sul bollettino Ufficiale della
Regione che prevede 4 programmi di prevenzione realizzati dalle
associazioni di volontari -spiega Antonio D'Alessandro della Lega
Italiana lotta contro l'Aids - e se lo stato ha già assegnato i
finanziamenti la Regione non approva programmi di intervento.
Così, la lettera inviata il 10 giugno scorso dai segretari regionali Ubaldo
Radicioni (Cgil), Umberto Mosiello (Cisl) e Alberto Sera (Uil) ai
presidente del Consiglio e della Giunta della Regione Lazio, al
presidente della Commissione Sanità e al direttore dell'Osservatorio
Epidemiologico Regionale, ha fatto un buco nell'acqua La giunta dovrà
inserire nel suo programma le nostre richieste, i ritardi sono
diventati inaccettabili- avverte Radicioni, segretario
regionale Cgil.
Anche la delibera che prevede 196 posti letto negli ospedali di Roma e
del Lazio (di questi, 614 tra l'Umberto I, il Policlinico Gemelli,
l'ospedale Spallanzani e quello di Pietralata), è rimasta nel cassetto.
Stessa sorte è toccata al concorso indetto per l'assunzione di 106
medici e 401 paramedici.
Fino a oggi, denunciano i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil, il
concorso non è stato ancora espletato.