Lettera aperta al Segretario del CORA Marco TaradashAl Segretario del CORA
Marco Taradash
presso Partito Radicale
Roma
Torino, 3 luglio 1992
Caro Marco,
ho letto un'ora fa il comunicato stampa firmato CORA, inserito in Agorà, sulle dichiarazioni dell'On. Violante. Lo stupore iniziale di leggere, nero su bianco, che l'ufficio stampa dell'unica formazione politica antiproibizionista italiana si rallegri di una iniziativa "storicamente propria" diventata ufficialmente di altri (lecito se non avessimo fino ad oggi avuto deputati e senatori antiproibizionisti....), è subito svanito.
Il testo del comunicato stampa è chiaro, e rinnova la tua posizione politica in merito alla vicenda della legalizzazione delle cosiddete droghe leggere in relazione a quella delle droghe cosiddette pesanti. Che, permettimi la sintesi un pò violenta, significa: noi non ci sporchiamo le mani per passare concretamente alla proposta di legalizzare le droghe leggere. Lo faccia qualcun'altro, noi siamo perla legalizzazione di tutte le droghe.
Se questa è la posizione puntuale del CORA allora non dovevi sottoscrivere la richiesta di referendum contro la Legge 162: forse che il referendum abrogativo non prefiguri un nuovo assetto normativo che di nuovo ha solo il ritorno alla 685? Cosa c'è di antiproibizionista in quel referendum, per il quale migliaia di compagni e compagne hanno raccolto firme? Non abbiamo sempre sostenuto la necessità di aggredire da più parti, politicamente e scientificamente, una legge, la 162, che rappresenta oggi la quintessenza del proibizionismo in tema di droghe in Italia?
Non pensi che le vie che portano all'antiproibizionismo sono molteplici? O forse preferisci rimanere sull'Aventino di posizioni fulgide dal punto di vista politico (antiproibizionismo tutto insieme per tutto) ma impraticabili nella sostanza? Non foss'altro che per il fatto che l'antiproibizionismo sarà tale solo se sarà europeo, per lo meno.
Finisco queste pochissime righe, che sono solo domande, con una ultima osservazione: attenzione alle puntate retoriche. Se il CORA è, come il comunicato stampa afferma nella sua prima parte, d'accordo con la proposta Violante non si capisce perchè non si sia dato da fare, fino ad oggi, per tradurre questa proposta politica in proposta di legge.
Armiamoci e partite non ci è mai tanto piaciuto, o sbaglio?
Mi riservo di integrare queste prime poche righe con un ulteriore intervento più articolato. Spero di ricevere chiarimenti sul senso del comunicato stampa che ho letto.
ENZO CUCCO
consigliere regionale
antiproibizionista